Con la comunità, a tutela del fiume

Il fiume Olona è ancora oggi oggetto di salute ambientale precaria e di reiterati, gravi episodi di inquinamento. L’ultimo si è verificato con la strage di pesci all’inizio dell’estate 2020.

Fatti simili dimostrano la necessità di un monitoraggio costante ed efficace lungo tutto l’asse del fiume: la collaborazione tra i comuni attraversati dall’Olona e con gli altri enti territoriali è fondamentale e lavoreremo perché sia sempre assicurata.

Coinvolgeremo in modo strutturato i tanti cittadini e le associazioni che da tempo agiscono in favore del fiume e svolgono attività di controllo e denuncia degli scarichi illegali. Favoriremo ogni iniziativa volta a riportare vita e natura lungo l’Olona, restituire spazio al fiume e migliorare la sicurezza del territorio.

Il recupero dell’asse fluviale nella città di Legnano si avvia al completamento: nell’area ex Bernocchi, ultimo tratto mancante, ogni intervento di trasformazione dovrà essere preceduto dalla sistemazione delle sponde e delle aree circostanti, come stabilito dal Piano di Governo del Territorio. Con il fiume in sicurezza in tutta la città e i percorsi ciclo-pedonali compiuti, si aprirà una fase nuova, in cui immaginiamo di riportare attività ludico-sportive e oasi di relax realmente accessibili – come l’area del Castello – lungo il corso dell’Olona.

Parco Alto Milanese: rafforzare il polmone verde

Il Parco Alto Milanese (PAM) si estende alla periferia occidentale della città di Legnano, abbracciando i territori di Busto Arsizio e Castellanza. Le tre amministrazioni comunali costituiscono il consorzio di gestione del parco.

Il territorio legnanese del parco si apre a nord della via Novara, nella fascia adiacente al rione Mazzafame. La fascia a sud – quella tra il quartiere San Paolo e l’ospedale – non è invece parte dell’ente parco, sebbene sia di fatto agricola e già esclusa dall’edificazione dal Piano di Governo del Territorio. Vogliamo assicurare ai legnanesi che il confine della città costruita, così stabilito, non sarà modificato. Per questo lavoreremo per creare sinergie con i comuni di Busto Arsizio e Castellanza, ma anche con gli altri comuni contermini – Dairago e Villa Cortese – con l’obiettivo di ampliare il PAM. Inserire quelle aree verdi nel territorio del parco, come già previsto dal Piano di Governo del Territorio in vigore, significa renderne più forte e definitiva la tutela.

Parchi inclusivi: il gioco è un diritto di tutti

Gli spazi verdi all’interno della città non sono solo fondamentali dal punto di vista ecologico ma, come si è visto, hanno un’importante funzione ricreativa e sociale. Essa è pienamente espletata solo se la fruizione è garantita a tutti i cittadini.

Nella città che vogliamo – una Legnano senza barriere fondata sull’attenzione ai soggetti più fragili quali gli “ABCD”: anziani, bambini, ciclisti, disabili – i parchi pubblici e le loro attrezzature devono essere accessibili a tutti, anche a persone con limiti motori, sensoriali o con disturbi cognitivo-comportamentali. In città ci sono oggi spazi dotati di giochi inclusivi, ma in un impianto ancora tradizionale. Vogliamo cambiare il paradigma: il parco pubblico deve essere concepito nella sua interezza per tutti.

Il parco inclusivo ha attrezzature che garantiscono flessibilità nell’uso, un basso sforzo fisico, tolleranza all’errore, spazi adatti all’approccio di ogni soggetto. Ha strade di accesso e percorsi compatti, privi di interruzione, pianeggianti, in materiali adatti all’utilizzo in tutte le stagioni. Elimina ogni barriera architettonica e ogni ostacolo all’accesso.

Abbiamo mappato 27 giardini pubblici in città. Ci poniamo l’obiettivo di realizzare durante il mandato amministrativo almeno un parco inclusivo completo, e di avviare una transizione a questo modello in ogni occasione di manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli spazi esistenti. Coglieremo inoltre ogni opportunità derivante da bandi per avviare questo cambiamento.

Riconquistare la città: l’importanza del paesaggio

Il ruolo delle alberature e della vegetazione in città è sovente sottovalutato, ridotto a mera questione estetica o di contorno. Ci si dimentica spesso che la vegetazione, attraverso il processo di evapotraspirazione, determina un sensibile abbassamento della temperatura e minimizza gli effetti delle cosiddette isole di calore, fenomeno per cui nelle città la temperatura dell’aria si mantiene più elevata – e più a lungo – rispetto alle aree rurali, con effetti negativi sulla salute delle persone. Gli alberi sono un termoregolatore naturale, che intendiamo sfruttare in una città che risponde al cambiamento climatico con soluzioni efficienti e convenienti.

Il verde assolve, del resto, a molteplici funzioni. È ecologico, soprattutto quando siano previste aree boscate, forme di agricoltura biologica e un elevato grado di biodiversità. È ricreativo, con una estesa rete di aree protette, utilizzabili per l’esercizio del tempo libero o anche semplicemente in quanto percorsi pedonali e ciclabili a uso di tutta la popolazione. È educativo, perché consente a tutti – soprattutto a giovani e bambini – di conoscere direttamente l’ambiente, le sue caratteristiche biologiche e i suoi ritmi. Ha valore economico, per le attività agricole e forestali connesse e per la possibilità di dar vita a fattorie urbane nelle quali promuovere la commercializzazione di prodotti biologici, forme di didattica ambientale e di agriturismo. È una barriera antirumore lungo le arterie viarie di maggior traffico.

Nella pianificazione del territorio tuteleremo e valorizzeremo gli ambienti naturali, le riqualificazioni ambientali, le connessioni ecologiche anche come risposte efficaci alle aree disomogenee e problematiche, caratterizzate da elevati ed elevatissimi livelli di antropizzazione e consumo di suolo.

Focus: il progetto ForestaMI

ForestaMI è un progetto promosso da una pluralità di soggetti, tra i quali la Città Metropolitana di Milano, il Comune di Milano e la fondazione di comunità del nostro territorio, Fondazione Ticino Olona. Si propone di piantare 3 milioni di alberi nell’area della Città Metropolitana entro il 2030, con la moltiplicazione degli spazi verdi lungo le strade e le piazze, nei cortili, sulle facciate delle case e sui tetti verdi.

ForestaMI è aperto al contributo di tutti: enti pubblici, privati cittadini, aziende. Tra i suoi obiettivi espliciti figurano la mitigazione delle isole di calore, la riduzione dei consumi energetici degli immobili oggetto di intervento, la riqualificazione dei quartieri e la connessione delle aree verdi urbane.

Ecco perché aderiremo subito al progetto ForestaMI, con l’azione diretta come amministrazione comunale e con un’opera di sensibilizzazione all’iniziativa verso cittadini e aziende del nostro territorio.

Focus: la tutela del verde esistente

Insieme alle piantumazioni e alla creazione di nuovo verde è fondamentale tutelare il patrimonio arboreo e di vegetazione che Legnano possiede. L’applicazione del Regolamento comunale di tutela del patrimonio arboreo ha oggi maglie piuttosto larghe, al di là dei pochissimi alberi monumentali vincolati, che si contano sulle dita di una mano. Il patrimonio pubblico deve essere salvaguardato, limitando gli abbattimenti ai casi strettamente necessari e privilegiando, dove possibile, potature e altri interventi di recupero.

Sul verde privato, soprattutto nei casi di rimozioni per interventi edilizi, il Comune deve agire con chiarezza: è pacifico che l’operatore privato si faccia carico della sostituzione, che oggi però viene spesso effettuata in aree anche molto distanti della città. Dobbiamo invece garantire che il ripristino riguardi il più possibile i medesimi quartieri, per salvaguardare l’equilibrio ambientale.

Intendiamo infine prescrivere la presenza obbligatoria di un agronomo nella composizione della Commissione Paesaggio comunale.