Governare con la comunità: politiche per la partecipazione

Daremo massima importanza al principio della partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica. Come già richiamato, istituiremo momenti periodici di confronto per la verifica, la conferma e le eventuali modifiche dei piani e degli obiettivi di mandato contenuti in questo programma elettorale.

Assicureremo il funzionamento di canali di comunicazione rapidi e semplici per le segnalazioni e le richieste dei cittadini, con prese in carico e risposte in tempi brevi e garantiti.

Continueremo a ritenere fondamentale l’apporto dell’associazionismo, motore vivo e instancabile delle attività sociali, culturali, sportive, ricreative della città. Favoriremo, per questo, iniziative di co-progettazione tra il Comune e le associazioni, con particolare riferimento all’attività dei centri civici.

Nel dialogo con le associazioni proporremo il modello del “forum” nei vari ambiti di attività (Forum del Terzo Settore, Forum della Cultura, …). L’obiettivo è di favorire l’auto-governo del mondo associativo e un’interfaccia efficiente con un interlocutore unico, fermo restando il diritto di ciascuno di rivolgersi alle strutture comunali e amministrative.

Riaffermeremo il ruolo centrale delle consulte territoriali come tramite tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza per quanto attiene alle iniziative, ai bisogni, ai problemi specificamente localizzati nei rispettivi territori. Vogliamo che le consulte non siano soltanto un referente a disposizione dei cittadini – come nei progetti di urbanistica tattica (vedi § 3.6) – ma strumenti di comunicazione funzionanti in entrambi i sensi: l’amministrazione comunale ricercherà proattivamente il consulto della cittadinanza su temi di specifico interesse. Pensiamo a consulte che siano in grado di attivare reti di quartiere, per esempio nel caso della cura di vicinato (vedi sopra), per coinvolgere e coordinare i residenti, i commercianti e gli utenti dei quartieri.

Equilibrio dei conti e società partecipate

L’equilibrio dei conti è un punto fermo per la programmazione di obiettivi e risultati attesi. Esso va garantito gestendo nel periodo quinquennale del mandato variabili non completamente controllabili, quali le leggi di bilancio/stabilità dello Stato, gli esiti del recupero dell’evasione, le azioni di fundraising. Entro il quadro complessivo definito dal presente programma come “orizzonte di mandato”, dunque, vareremo anno per anno un piano di obiettivi realmente perseguibili.

Valuteremo costantemente i servizi erogati, sia sul piano della gestione economica – con un controllo adeguato in corso d’opera – che dell’impatto sociale – in termini di misurazione dei risultati, citizen satisfaction (gradimento del cittadino) e altro. Predisporremo report periodici per dare visibilità alla cittadinanza dell’impiego della spesa e dei suoi risultati.

Intendiamo ridurre o comunque non aumentare la pressione fiscale di competenza comunale. Ci impegneremo senza indugi nella lotta all’evasione, mediante un uso crescente del SIT- Sistema Informativo Territoriale, che aggrega le banche dati in possesso del Comune e permette un efficace incrocio dei dati.

Daremo corpo al principio di equità mediante l’applicazione dell’indicatore ISEE per la determinazione delle tariffe dei servizi comunali in ogni occasione possibile, anche oltre le prescrizioni di legge.

Punteremo alla revisione della spesa con processi di aggregazione delle funzioni, anche con la ricerca di collaborazioni e convenzioni con altri enti comunali.

Le Società partecipate saranno valorizzate nel loro ruolo di enti strumentali alla realizzazione di servizi che possono essere condotti in modo più efficiente rispetto a una gestione in economia da parte del Comune, per incrementare in modo efficace, efficiente e sostenibile la qualità della vita dei cittadini.

Laddove le società non perseguano il proprio compito di realizzare servizi con maggiore efficacia ed efficienza, sarà opportuno riportare ai Comuni le funzioni ad esse demandate, con una successiva valutazione, caso per caso, sull’eventualità di affidarle a soggetti privati tramite bando competitivo.

Muoversi sostenibile… in autobus

Una città che si muove bene non può fare a meno di un sistema di trasporto pubblico locale – TPL efficiente e funzionale sia all’interno dei propri confini che verso gli altri centri e, in particolare, Milano. L’amministrazione comunale dovrà avere a cuore quest’obiettivo, nonostante un margine d’azione sempre più limitato in materia.

La gestione del servizio su gomma, infatti, è stata interamente trasferita alle “Agenzie TPL” interprovinciali. Orari e percorsi, anche dei bus urbani, sono sanciti da questi enti. Il Comune dovrà ovviamente mantenere la più costante interlocuzione con l’agenzia interprovinciale e proporre le soluzioni più adeguate per il territorio.

In questo quadro, permane in modo evidente la necessità di correggere il servizio urbano. Assai utilizzati negli orari scolastici, i pullman sono spesso vuoti nel resto della giornata: un problema probabilmente legato a frequenze troppo rade e percorsi non sempre funzionali. Servono mezzi più piccoli e un maggior numero di corse.

Nel quadro interurbano la questione preminente riguarda la linea diretta Z602 Legnano-Milano, il cui capolinea sarà presto arretrato da piazzale Cadorna a Lampugnano. Tale modifica appare penalizzante per gli utenti diretti in centro città, non tanto in termini di tempo impiegato quanto per la necessità di cambiare mezzo di trasporto. Chiederemo la revisione del progetto e valuteremo altre soluzioni, purché esse non pregiudichino le migliorie previste dal nuovo piano negli altri collegamenti interurbani con i comuni vicini.

Riconquistare la città: l’importanza del paesaggio

Il ruolo delle alberature e della vegetazione in città è sovente sottovalutato, ridotto a mera questione estetica o di contorno. Ci si dimentica spesso che la vegetazione, attraverso il processo di evapotraspirazione, determina un sensibile abbassamento della temperatura e minimizza gli effetti delle cosiddette isole di calore, fenomeno per cui nelle città la temperatura dell’aria si mantiene più elevata – e più a lungo – rispetto alle aree rurali, con effetti negativi sulla salute delle persone. Gli alberi sono un termoregolatore naturale, che intendiamo sfruttare in una città che risponde al cambiamento climatico con soluzioni efficienti e convenienti.

Il verde assolve, del resto, a molteplici funzioni. È ecologico, soprattutto quando siano previste aree boscate, forme di agricoltura biologica e un elevato grado di biodiversità. È ricreativo, con una estesa rete di aree protette, utilizzabili per l’esercizio del tempo libero o anche semplicemente in quanto percorsi pedonali e ciclabili a uso di tutta la popolazione. È educativo, perché consente a tutti – soprattutto a giovani e bambini – di conoscere direttamente l’ambiente, le sue caratteristiche biologiche e i suoi ritmi. Ha valore economico, per le attività agricole e forestali connesse e per la possibilità di dar vita a fattorie urbane nelle quali promuovere la commercializzazione di prodotti biologici, forme di didattica ambientale e di agriturismo. È una barriera antirumore lungo le arterie viarie di maggior traffico.

Nella pianificazione del territorio tuteleremo e valorizzeremo gli ambienti naturali, le riqualificazioni ambientali, le connessioni ecologiche anche come risposte efficaci alle aree disomogenee e problematiche, caratterizzate da elevati ed elevatissimi livelli di antropizzazione e consumo di suolo.

Focus: il progetto ForestaMI

ForestaMI è un progetto promosso da una pluralità di soggetti, tra i quali la Città Metropolitana di Milano, il Comune di Milano e la fondazione di comunità del nostro territorio, Fondazione Ticino Olona. Si propone di piantare 3 milioni di alberi nell’area della Città Metropolitana entro il 2030, con la moltiplicazione degli spazi verdi lungo le strade e le piazze, nei cortili, sulle facciate delle case e sui tetti verdi.

ForestaMI è aperto al contributo di tutti: enti pubblici, privati cittadini, aziende. Tra i suoi obiettivi espliciti figurano la mitigazione delle isole di calore, la riduzione dei consumi energetici degli immobili oggetto di intervento, la riqualificazione dei quartieri e la connessione delle aree verdi urbane.

Ecco perché aderiremo subito al progetto ForestaMI, con l’azione diretta come amministrazione comunale e con un’opera di sensibilizzazione all’iniziativa verso cittadini e aziende del nostro territorio.

Focus: la tutela del verde esistente

Insieme alle piantumazioni e alla creazione di nuovo verde è fondamentale tutelare il patrimonio arboreo e di vegetazione che Legnano possiede. L’applicazione del Regolamento comunale di tutela del patrimonio arboreo ha oggi maglie piuttosto larghe, al di là dei pochissimi alberi monumentali vincolati, che si contano sulle dita di una mano. Il patrimonio pubblico deve essere salvaguardato, limitando gli abbattimenti ai casi strettamente necessari e privilegiando, dove possibile, potature e altri interventi di recupero.

Sul verde privato, soprattutto nei casi di rimozioni per interventi edilizi, il Comune deve agire con chiarezza: è pacifico che l’operatore privato si faccia carico della sostituzione, che oggi però viene spesso effettuata in aree anche molto distanti della città. Dobbiamo invece garantire che il ripristino riguardi il più possibile i medesimi quartieri, per salvaguardare l’equilibrio ambientale.

Intendiamo infine prescrivere la presenza obbligatoria di un agronomo nella composizione della Commissione Paesaggio comunale.

Centri civici e servizi di quartiere

Legnano è una città di poco più di 60.000 abitanti che è al centro di un sistema – l’Altomilanese – composto da una popolazione pressoché tripla. Ecco perché le nostre periferie non devono limitarsi a reclamare un doveroso decentramento dei servizi, ma possono ambire al ruolo di poli attrattori di porzioni di territorio che vanno oltre i confini della città. È arrivato il tempo di ribaltare lo sguardo e vedere le periferie come nuovi centri su cui investire: per questo, per ogni euro che investiremo in centro, ne useremo due per le aree non centrali.

Tra gli strumenti che vogliamo mettere in campo per perseguire quest’obiettivo – vedi § 4.5 per la Rete verde e del commercio – i centri civici rivestiranno un’importanza primaria. Porteremo nei centri esistenti e in quelli di futura realizzazione la biblioteca diffusa, per fruire di alcuni servizi bibliotecari – ritiro e consegna libri e materiali, spazi per la consultazione, servizi di vendita biglietti del Consorzio Bibliotecario (CSBNO) – direttamente nei quartieri.

I centri civici saranno, inoltre, luoghi a disposizione di iniziative culturali e artistiche, nell’ottica di una cultura partecipata e diffusa in città. Saranno centri di attività co-progettate tra il Comune e le associazioni del territorio. Ove possibile prevedranno anche strutture sportive e altri servizi. Saranno, ovviamente, punti di aggregazione – e in special modo di ritrovo inter-generazionale rivolti per natura a giovani, adulti, anziani – con bar/ristoro. Proporremo nelle periferie anche il modello dei “punti di comunità” a favore dei più anziani e di altri cittadini privi di un accesso internet domestico: in accordo con alcuni negozi di quartiere installeremo punti per l’accesso a tutti i servizi comunali disponibili on line (prenotazioni, richieste e quando possibile ritiro di certificati, etc.) e genereremo così un doppio vantaggio. Da una parte porteremo infatti i servizi nei quartieri, dall’altra creeremo passaggio negli esercizi commerciali.

Focus: la biblioteca diffusa

Ma in che cosa consiste, concretamente, l’idea di una biblioteca diffusa? Si tratta di una soluzione transitoria o definitiva? È la vera alternativa al progetto ambizioso di nuova biblioteca, avanzato negli ultimi anni? Ecco come vogliamo procedere.

In primo luogo bloccheremo l’iter della “nuova biblioteca” per salvaguardare il parco Falcone-Borsellino.

Avvieremo al più presto l’operazione “biblioteca diffusa”, portando – in accordo col consorzio CSBNO che gestisce il servizio bibliotecario legnanese – nei centri civici i servizi di prestito (ritiro e consegna) di libri e altri materiali, l’utilizzo di pc o altri devices per la navigazione internet, la connessione wi-fi e la disponibilità di spazi per la consultazione e lo studio.

Il piano partirà con i centri esistenti – Mazzafame, Canazza – e sarà completato con la realizzazione delle strutture negli altri quadranti della città – San Paolo, Legnarello.

Nel frattempo sarà intrapresa l’operazione di messa a norma della sede di via Cavour, con l’eliminazione delle barriere architettoniche, e valutato l’ampliamento degli spazi a disposizione mediante strutture semi-permanenti.

Avremo quindi un servizio capillare, a disposizione dei cittadini di tutti i quartieri con comodità e rapidità. Resterà, d’altra parte, l’esigenza di una sede centrale moderna, con spazi adeguati per il patrimonio librario esistente e strutture polifunzionali – auditorium, sala convegni – per iniziative culturali ed eventi.

Quando sarà avviata la riqualificazione dell’area Manifattura, tra le nostre priorità nel negoziato che sarà aperto con gli operatori coinvolti figurerà l’ottenimento di spazi a uso pubblico da destinare al nuovo e definitivo quartier generale della biblioteca. Esso si affiancherà ai centri civici che continueranno a diffondere il servizio in Legnano.

Un piano straordinario per ripartire

Lo sport legnanese soffre, inoltre, perché mancano alcuni impianti e molti sono in pessime condizioni. Le vicende che si sono evidenziate di recente hanno messo in mostra gravi carenze nelle strutture portanti – è il caso della piscina comunale, chiusa nel novembre 2019 per il rischio di crolli – e negli impianti tecnici –sono numerosi i casi di caldaie non funzionanti durante allenamenti e gare. Con coraggio affronteremo un piano di investimenti straordinari per restituire “case dello sport” belle, moderne, efficienti e ambientalmente sostenibili agli sportivi legnanesi. Lo faremo anche con le collaborazioni con i privati e con le stesse società sportive.

Avvieremo una ricognizione completa degli impianti sportivi comunali, anche in collaborazione con le società utilizzatrici, ed elaboreremo un programma pluriennale degli interventi necessari. Le strutture sportive costituiranno una delle priorità nei nostri piani di investimenti. Al contempo, monitoreremo ed esploreremo ogni possibilità di accedere ai bandi del Credito Sportivo a sostegno degli enti territoriali e a ogni altra opportunità di co-finanziamento.

Focus: una nuova piscina per Legnano

Emblema della situazione degli impianti legnanesi è la piscina comunale. I tecnici del settore ci hanno chiarito che usare milioni di euro sull’attuale impianto sarebbe solo una pezza non risolutiva. Per questo serve un nuovo progetto, adeguato alla nostra comunità, da realizzare in partnership e in grado di fornire alla città una struttura moderna ed efficiente.

Una nuova piscina, di concezione moderna, con spazi per il nuoto – anche agonistico – e per fitness e wellness. Un’area ad alto potenziale indicata allo scopo è quella – qualora ritorni nelle disponibilità dell’amministrazione comunale – della vecchia piattaforma ecologica di viale Sabotino – via Menotti.

L’area dell’attuale piscina potrà essere poi rigenerata a verde, sport (palestre, campi all’aperto) e spazi per la cultura, per rispondere ai bisogni delle associazioni sportive e culturali. Alla fine avremmo così raddoppiato impianti, verde e spazi di aggregazione.

Chiarezza per chi fa sport

La gestione delle strutture sportive del Comune di Legnano coinvolge oggi una pluralità di soggetti. I servizi di custodia, pulizia e manutenzione sono stati affidati nel 2018 all’azienda Euro.PA Service, di cui il Comune è socio. Questa ha sostituito AMGA Sport, società anch’essa partecipata, che è però rimasta responsabile del servizio relativo alla piscina comunale.

Gli incontri con i cittadini e con le associazioni sportive cittadine hanno messo in luce l’enorme difficoltà di individuare un interlocutore certo per i servizi in questione. Per l’organizzazione di spazi e orari e per le piccole manutenzioni è spesso necessario rivolgersi a Euro.PA, al Comune e all’Associazione delle Società Sportive Legnanesi (ASSL).

Nell’immediato non è differibile una semplificazione delle procedure. Le associazioni sportive devono contare subito su un riferimento certo, una società di gestione specializzata che dia garanzia di risposta sulle richieste avanzate. Le manutenzioni ordinarie di competenza del Comune devono essere eseguite con prontezza per non pregiudicare il funzionamento delle strutture. La dovuta attenzione alla sostenibilità economica non deve tradursi nel rinvio di interventi necessari, fonte di danni all’attività sportiva e di incuria e degrado dei beni pubblici.

Una gestione efficiente dello sport legnanese passa anche dal riconoscimento di esigenze e bisogni differenti per i diversi soggetti interessati. Vogliamo, da una parte, assicurare la possibilità di accedere alla pratica sportiva a tutti i cittadini e a tutte le associazioni sportive, di qualunque dimensione, che sono presenti e continuano a nascere sul territorio. Oltre al supporto garantito dall’amministrazione comunale alle associazioni di ogni tipo, secondo l’apposito Regolamento dei contributi e delle sovvenzioni, per questo obiettivo inseriremo nei centri civici (vedi § 3.9 e 3.10) almeno un nuovo impianto con campo polifunzionale.

In città operano, d’altra parte, alcune società sportive dotate di un’organizzazione più grande e strutturata, che potrebbero concorrere alla gestione di alcuni impianti e perseguire così un vantaggio per se stesse, per l’amministrazione comunale e per la collettività. È tempo di aprire a un modello diverso, che permetta alle società interessate a rigenerare le nostre strutture sportive di avere tempi certi e congrui per programmare gli investimenti e le attività, in cambio di impegni precisi sulla fruibilità degli impianti da parte dell’utenza e dell’amministrazione comunale. È tempo di avere centri funzionali, adatti allo sport, attrattivi anche grazie ad attività accessorie, vivi e attivi tutti i giorni, tutto l’anno.

Una città bella, una città curata

Vogliamo una Legnano curata, funzionante, bella, perché crediamo che sia un punto fondamentale per dare sicurezza alla nostra città. Una concezione classica della sicurezza, basata sul controllo di polizia e sulla sola repressione dell’illegalità, è necessaria ma non è sufficiente. Siamo convinti che riappropriarsi dei luoghi della città e curare la loro vita crei una città in cui ci si senta sicuri di muoversi e di vivere.

Questo obiettivo passa anche per una manutenzione attenta e costante degli spazi pubblici e delle infrastrutture che non deve essere solo reattiva – problema-segnalazione-intervento – ma sempre più pianificata e proattiva da parte della macchina comunale. Il degrado di strade e marciapiedi, le barriere architettoniche mai rimosse, l’incuria di alcuni luoghi sono oggetto di denuncia da parte di molti. Per farci carico di questi problemi abbiamo bisogno della partecipazione attiva dei cittadini, ma in primo luogo ci assumiamo l’impegno di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione dell’ente comunale.

Le nostre strade sono spesso degradate a causa di interventi di scavo cui segue un cattivo ripristino: alla sistemazione provvisoria, spesso, non segue il rifacimento definitivo. Pretenderemo il corretto ripristino da parte degli operatori che hanno eseguito le manomissioni, nel rispetto delle autorizzazioni normalmente rilasciate e della legge vigente, cosa che oggi purtroppo viene tralasciata spesso e crea grandi disagi ai cittadini. Introdurremo una procedura lavorativa di controllo, cureremo un dialogo costante con gli operatori, garantiremo un canale di segnalazioni efficiente al servizio dei cittadini, anche attraverso l’introduzione dell’Assessorato “alle piccole cose”: un punto di riferimento in Comune per il cittadino. Alla manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi andrà affiancata la riqualificazione di aree che da anni attendono una sistemazione funzionale e definitiva: per farlo coinvolgeremo i cittadini con la partecipazione a interventi di urbanistica tattica e recupereremo progetti rimasti nel cassetto, in attesa di essere attuati

Focus: piazza del Redentore

La piazza della chiesa di Legnarello, ceduta al Comune dalla parrocchia nel 1936, è stata negli anni oggetto di interventi temporanei per impedire il parcheggio selvaggio delle auto. Nel 2015 è stato avviato un concorso di idee aperto alla cittadinanza per individuare una possibile sistemazione, ma non è stato dato seguito alla raccolta delle proposte. A fianco della piazza, inoltre, un incrocio viario particolarmente complesso è regolato da un semaforo a tre tempi e altre soluzioni – quali una possibile rotonda – sono sempre rimaste sulla carta.

Vogliamo dare il giusto riconoscimento alla partecipazione dei cittadini e recuperare le proposte presentate nel 2015. Da lì partiremo per sperimentare un intervento complessivo che, anche con soluzioni sperimentali e a basso impatto economico, valorizzi una delle piazze più belle della città: un luogo di cui riappropriarsi in un’area di grande passaggio – adiacente a un istituto scolastico, un maniero di contrada e al plesso delle scuole Cantù prossime al recupero – e densa di bar e altri esercizi.

Focus: urbanistica tattica, colore alla città

L’urbanistica tattica è un approccio rapido e sostenibile per restituire all’utilizzo pubblico spazi in stato di degrado e/o male utilizzati – per esempio interamente destinati agli autoveicoli o al parcheggio. Sperimentata in molte città nel mondo, se ne contano alcuni recenti esempi virtuosi nel Comune di Milano.

Punti di forza di questa soluzione sono la rapidità di intervento, i costi contenuti e la reversibilità degli interventi: con l’uso di materiali economici e arredi urbani rimovibili – pitture stradali, fioriere, stalli per bici, panchine – le soluzioni possono essere sperimentate temporaneamente per verificarne l’efficacia.

Possiamo creare velocemente luoghi di incontro colorati, piazze da vivere piacevolmente e in grado di cambiare volto ai quartieri senza sconvolgere le abitudini precedenti. Negli interventi tipici di urbanistica tattica, per esempio, la circolazione delle auto è modificata e regolamentata, ma non esclusa completamente.

Chiave fondamentale del progetto è la partecipazione attiva. Le consulte territoriali saranno il tramite tra i cittadini e il Comune per segnalare le zone irrisolte su cui lanciare progetti di urbanistica tattica. Coinvolgeremo i residenti, i commercianti e le associazioni disponibili nella pianificazione e nella realizzazione degli interventi.

Non solo telecamere: la prevenzione prima di tutto

Le politiche di controllo e contrasto sono condizioni necessarie per un lavoro serio e credibile di prevenzione sociale e culturale, ma non sono sufficienti. Serve interazione fra politiche di prevenzione e contrasto, in una logica di cooperazione tra la Polizia Locale e le altre forze dell’ordine.

Il concetto di sicurezza che intendiamo perseguire per la città di Legnano non è soltanto assenza di minaccia, ma anche un’attività positiva di rafforzamento della percezione pubblica della sicurezza stessa. Anche il disordine e il degrado urbano contribuiscono in maniera significativa alla percezione di insicurezza.

Prevenzione e azione possono tradursi, a medio-lungo termine, in rapporti pacifici e cooperativi tra i cittadini e la pubblica sicurezza. Ecco allora che la nostra politica di sicurezza, accanto all’insostituibile ruolo di forze dell’ordine e Polizia Locale, prevedrà un intero ecosistema di azioni:

– nell’urbanistica con l’attenzione alla riqualificazione di aree degradate e irrisolte, sul territorio con l’attenzione alla manutenzione del patrimonio cittadino: perché dove ci sono bellezza e vita la criminalità si allontana

– con l’illuminazione pubblica, finalmente potenziata con luci a led in grado di illuminare per davvero la città e le sue strade

– nell’educazione con le attività di prevenzione sociale e con il coinvolgimento delle scuole superiori in progetti di educazione alla legalità e salute – prevenzione dell’abuso di alcool e stupefacenti – ma anche di tutoring dei ragazzi dei primi anni. Progetteremo queste iniziative con il coinvolgimento diretto dei ragazzi dell’ultimo anno di scuole secondarie attraverso la Consulta Giovani.

Servono politiche di sicurezza urbana, con la prevenzione dei reati – anche attraverso il sistema di videosorveglianza attivo in città – e i progetti di recupero delle aree degradate, con la dovuta attenzione ai fenomeni di criminalità organizzata, con l’educazione alla legalità nelle scuole e sul territorio (percorsi info-formativi e di mediazione scolastica, prevenzione del disagio e della devianza e dei conflitti, interventi di sostegno extra-scolastico e laboratoriale per i ragazzi). Avvieremo, inoltre, interventi di animazione sociale a cura delle realtà associative nei diversi quartieri, con la creazione di reti di quartiere con funzione di presidio sociale. Perno di questa programmazione nei quartieri saranno le Consulte territoriali, con l’obiettivo di coinvolgere tutte le realtà delle varie zone: cura di vicinato, associazioni, parrocchie, genitori degli alunni, commercianti.

Chiederemo inoltre con insistenza a Prefettura e Ministeri l’incremento delle pattuglie attive delle forze dell’ordine presenti sul territorio.

Proporremo, infine, interventi di educazione stradale e campagne informative, unite a un sistema di controlli efficace, a interventi strutturali per la messa in sicurezza della rete viaria e alla collaborazione con gli enti preposti per una gestione efficiente del personale in grado di garantire il controllo costante delle strade del territorio.

La città degli animali

In città il numero di famiglie con un animale domestico è molto alto. Come noto, del resto, gli animali svolgono un’importante funzione sociale per tutti, in particolare per le persone anziane e sole. Ecco perché è dovere dell’amministrazione comunale porre attenzione alle condizioni degli amici animali in città.

Istituiremo un ufficio unico (“UDA”, Ufficio comunale per i Diritti degli Animali) per mettere a sistema i servizi già in corso di erogazione – anche con il Regolamento comunale per la tutela degli animali – e integrarli con nuovi progetti capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini amanti e possessori di animali, e di questi ultimi.

Promuoveremo campagne educative di tutela, campagne di sterilizzazione e di sensibilizzazione alla “microchippatura” volontaria dei gatti. Aumenteremo il numero e la qualità delle aree di sgambatura dedicate ai cani, applicheremo per accedere ai bandi di finanziamento dei progetti di tutela, daremo il necessario supporto al canile di Legnano. Sarà garantito il libero accesso degli animali d’affezione negli uffici comunali.

Al contempo non trascureremo campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono di deiezioni e favoriremo campagne per la raccolta di cibo.

Sarà inoltre possibile incrementare la collaborazione con tutor di colonie feline, incentivare i corsi di educazione cinofila, disincentivare l’acquisto di animali esotici mediante sensibilizzazione sul tema, sensibilizzare alle adozioni di cani ospitati nei canili, monitorare la salute degli animali del Parco Castello.