Governare con la comunità: politiche per la partecipazione

Daremo massima importanza al principio della partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica. Come già richiamato, istituiremo momenti periodici di confronto per la verifica, la conferma e le eventuali modifiche dei piani e degli obiettivi di mandato contenuti in questo programma elettorale.

Assicureremo il funzionamento di canali di comunicazione rapidi e semplici per le segnalazioni e le richieste dei cittadini, con prese in carico e risposte in tempi brevi e garantiti.

Continueremo a ritenere fondamentale l’apporto dell’associazionismo, motore vivo e instancabile delle attività sociali, culturali, sportive, ricreative della città. Favoriremo, per questo, iniziative di co-progettazione tra il Comune e le associazioni, con particolare riferimento all’attività dei centri civici.

Nel dialogo con le associazioni proporremo il modello del “forum” nei vari ambiti di attività (Forum del Terzo Settore, Forum della Cultura, …). L’obiettivo è di favorire l’auto-governo del mondo associativo e un’interfaccia efficiente con un interlocutore unico, fermo restando il diritto di ciascuno di rivolgersi alle strutture comunali e amministrative.

Riaffermeremo il ruolo centrale delle consulte territoriali come tramite tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza per quanto attiene alle iniziative, ai bisogni, ai problemi specificamente localizzati nei rispettivi territori. Vogliamo che le consulte non siano soltanto un referente a disposizione dei cittadini – come nei progetti di urbanistica tattica (vedi § 3.6) – ma strumenti di comunicazione funzionanti in entrambi i sensi: l’amministrazione comunale ricercherà proattivamente il consulto della cittadinanza su temi di specifico interesse. Pensiamo a consulte che siano in grado di attivare reti di quartiere, per esempio nel caso della cura di vicinato (vedi sopra), per coinvolgere e coordinare i residenti, i commercianti e gli utenti dei quartieri.

La Rete verde e del commercio

È facile dire che vogliamo una città che si muova in modo più sano e sostenibile, in cui gli spostamenti a piedi, in bici e in micro-mobilità elettrica liberino le strade dal traffico di auto e riducano l’emissione di inquinanti. Per farlo, però, c’è bisogno di garantire sicurezza e comodità a chi utilizza i percorsi pedonali e ciclabili. Per questo vogliamo unire tutti i quartieri di Legnano con una Rete Verde.

La Rete Verde sarà un sistema organizzato di parchi urbani, giardini, itinerari alberati, corridoi ecologici, legati tra loro e con i luoghi di pubblico interesse, sostenuti da una accessibilità formata da percorsi pedonali e ciclabili resi indipendenti – per quanto possibile – dai percorsi motorizzati.

Sarà una rete lungo la quale rendere la mobilità semplice come l’ABCD: Anziani, Bambini, Ciclisti e Disabili potranno finalmente muoversi davvero in tutta la città.

Ma sarà anche una rete del commercio perché lungo questi percorsi concentreremo investimenti per migliorare la qualità degli spazi e arredi urbani e sosterremo i commercianti a rendere vive e sicure le aree della Rete, con la possibilità di occupare spazi all’aperto, organizzare eventi e iniziative ludiche e di animazione, culturali, sportive, sociali. Faciliteremo l’arte di strada e studieremo un sistema di incentivi a coloro che si prenderanno cura di porzioni della Rete con la pulizia e la piccola manutenzione.

La Rete Verde e del Commercio sarà un progetto caratterizzato da un approccio integrato e partecipativo, da realizzare con i quartieri di Legnano, per la rivitalizzazione di luoghi oggi irrisolti mediante l’apertura di piccole piazze, spazi di sosta, punti di ritrovo.

Il Piano del Verde, insieme al Piano dei Servizi, potenzierà i servizi alla cittadinanza e riequilibrerà le funzioni urbane. La sua realizzazione riqualificherà le periferie e – insieme al Piano della Mobilità e dei Parcheggi – potrà migliorare le relazioni funzionali e le condizioni di accesso alla città, privilegiando e riqualificando la rete ciclabile e il trasporto pubblico.

Focus: “pillole” di Rete Verde in città

In attesa di una definizione puntuale e completa della Rete Verde e del commercio cittadina, abbiamo individuato alcuni nodi la cui risoluzione è fortemente connessa alla realizzazione del progetto.

Da ovest verso est, iniziamo la rassegna da via Liguria, dove la discussione sul collegamento con la bretella del nuovo ospedale – oggi chiuso al traffico privato – tiene banco da tempo. Intendiamo valutare l’apertura della strada nell’ambito di un piano sulla viabilità del quartiere da progettare insieme alla popolazione di San Paolo, tale da evitare che arterie come via Sardegna diventino strade di forte attraversamento. L’occasione per questa revisione complessiva sarà data dall’implementazione della Rete Verde e del commercio.

Il viale Sabotino è oggetto di una pianificazione – approvata nel 2014 – che individua i lotti e i rispettivi interventi di utilità pubbliche che i privati interessati a operazioni edilizie sull’asse viario devono onorare. Nell’ottica di una generale rinnovata attenzione all’elemento paesaggistico e al verde, intendiamo integrare il piano – oggi centrato su opere per l’organizzazione del traffico, i percorsi ciclabili e pedonali – con la previsione di interventi utili a rendere il viale un “raggio verde”, una sorta di parco lineare. Questa nuova veste potrebbe trasformare il Sabotino da un netto separatore a una cerniera capace di collegare e unire le due zone ai suoi lati. Ci impegneremo inoltre per avviare a soluzione – entro i cinque anni di mandato – le criticità dei tratti più a sud e più a nord dell’asse.

All’Olmina, un discorso simile si attaglia alla via Filzi. Qui, peraltro, è già presente una delle piste ciclabili cittadine di prima realizzazione, che necessita di rivisitazioni per migliorarne la sicurezza – oggi la visibilità reciproca tra auto e ciclisti è scarsa – e la fruibilità – le continue interruzioni in corrispondenza degli incroci dissuadono dal suo utilizzo.

Nella stessa zona sarà molto importante riprendere le fila dell’intervento – avviato nel 2016 e poi interrotto – di recupero della parte di Parco Bosco Ronchi attestata all’Olmina. Esso prevede la riqualificazione dell’ampia area verde, oggi di fatto chiusa alla cittadinanza, e l’attraversamento ciclopedonale della via Melzi. Questo collegamento protetto e rapido con il quartiere Canazza costituirebbe un grande passo avanti nella realizzazione concreta del corridoio naturalistico che dal Parco Ronchi si estende al Parco ex ILA, recentemente valorizzato e aperto al pubblico.

Con la comunità, a tutela del fiume

Il fiume Olona è ancora oggi oggetto di salute ambientale precaria e di reiterati, gravi episodi di inquinamento. L’ultimo si è verificato con la strage di pesci all’inizio dell’estate 2020.

Fatti simili dimostrano la necessità di un monitoraggio costante ed efficace lungo tutto l’asse del fiume: la collaborazione tra i comuni attraversati dall’Olona e con gli altri enti territoriali è fondamentale e lavoreremo perché sia sempre assicurata.

Coinvolgeremo in modo strutturato i tanti cittadini e le associazioni che da tempo agiscono in favore del fiume e svolgono attività di controllo e denuncia degli scarichi illegali. Favoriremo ogni iniziativa volta a riportare vita e natura lungo l’Olona, restituire spazio al fiume e migliorare la sicurezza del territorio.

Il recupero dell’asse fluviale nella città di Legnano si avvia al completamento: nell’area ex Bernocchi, ultimo tratto mancante, ogni intervento di trasformazione dovrà essere preceduto dalla sistemazione delle sponde e delle aree circostanti, come stabilito dal Piano di Governo del Territorio. Con il fiume in sicurezza in tutta la città e i percorsi ciclo-pedonali compiuti, si aprirà una fase nuova, in cui immaginiamo di riportare attività ludico-sportive e oasi di relax realmente accessibili – come l’area del Castello – lungo il corso dell’Olona.

Obiettivi specifici per la cultura legnanese

Valorizzare i luoghi della città preposti, per vocazione o storia, a ospitare iniziative: il Castello, il Museo Sutermeister, il Teatro Tirinnanzi, il Palazzo Leone da Perego, la Sala Ratti. L’obiettivo è di mettere a frutto le potenzialità di questi spazi, favorendone un impiego il più possibile continuativo e di alto livello. Ma accanto a questi, nella logica di una città policentrica, eventi dovranno avere luogo anche in altri luoghi della città, perché la cultura deve risiedere ovunque, quindi anche in quelle zone che siamo abituati a considerare periferie.

Creare cultura e non limitarsi a importarla. Proporre lavori teatrali e concerti non esaurisce le potenzialità degli spettacoli dal vivo. In quest’ottica il progetto della residenza artistica è un’opzione concreta da esplorare: mettere a disposizione di una compagnia o una formazione musicale uno spazio come il Teatro Tirinnanzi contribuirebbe da un lato a farlo vivere più di quanto le date di apertura della struttura permettano, dall’altro a realizzare progetti artistici per e con la città. Un aspetto, quest’ultimo, che per i nostri concittadini più giovani e gli studenti rappresenterebbe un’occasione di crescita e di contatto con i protagonisti del mondo dello spettacolo e il loro lavoro quotidiano. Ecco perché cercheremo di portare a Legnano un polo di ricerca, anche con il coinvolgimento del Ministero dei Beni Artistici e Culturali (MiBACT), e sosterremo iniziative finalizzate a creare una scuola di mestieri legati alle arti (vedi § 6.1 il progetto Manifutura).

Polo espositivo. Per Legnano è necessario dialogare con le istituzioni culturali di un territorio vasto che deve comprendere di necessità la Città di Milano. Le dinamiche globali che regolano il mondo dell’arte richiedono di progettare mostre in un’ottica di ricerca e cura delle collaborazioni. Questo vale per tutte le espressioni di arti visive e a maggior ragione per i linguaggi contemporanei, termine di confronto ineludibile per essere uomini del proprio tempo. Castello e Leone da Perego sono, a oggi, i due luoghi espositivi della nostra città da cui partire per una progettazione artistica di ampio respiro e di lungo corso, anche in partnership con enti museali.

Focus: il Castello, un’area da vivere

Il Castello, il parco omonimo e l’area verde rigenerata negli ultimi anni costituiscono oggi un’enorme ricchezza per Legnano. All’interno del complesso monumentale sarà fondamentale completare la ristrutturazione con il recupero dell’ultimo blocco, quello delle stalle. Al monitoraggio di eventuali finanziamenti dedicati da bandi pubblici o privati si affiancherà la ricerca di una partnership con un soggetto privato. Essa permetterebbe di onorare l’obiettivo e creare un punto attrattivo – ristorazione o altro – che, nel rispetto del luogo e delle sue altre funzioni, renda vivo il Castello tutti i giorni tutto l’anno.

L’isola circostante, poi, continuerà a coniugare le sue vocazioni di area verde naturalistica e di luogo per eventi di particolare importanza, anche progettati e indirizzati ai più giovani. Sulla scorta del Rugby Sound favoriremo proposte di aggregazione, cultura e coinvolgimento della cittadinanza.

Focus: 100 anni di Felice Musazzi

Nel 2021 ricorreranno i cento anni della nascita di Felice Musazzi, il fondatore de “I Legnanesi” insieme a Tony Barlocco. Legnano deve cogliere l’occasione per creare attorno alla figura dello storico capocomico un programma di manifestazioni della durata di qualche mese. Progettare un omaggio articolato a Musazzi – proponendo, accanto agli immancabili spettacoli teatrali, mostre, incontri, concerti, itinerari attraverso i cortili, menù ispirati alla cucina povera lombarda – significa coinvolgere più soggetti nella sua realizzazione, renderli protagonisti della sua riuscita e creare un ritorno economico che dobbiamo abituarci e impegnarci ad associare alla cultura. Questa impostazione può essere mutuata per altre occasioni – da progettare con il Forum della Cultura – anche per rassegne di più breve durata o eventi singoli attorno ai quali creare un corollario di iniziative che diano un valore aggiunto all’evento stesso.

Il forum della cultura

La cultura può dare frutti tanto più duraturi quanto più è partecipata. Per questo interlocutrici privilegiate dell’amministrazione comunale devono essere quelle associazioni che all’attività culturale si sono votate. Ognuna, da anni, porta avanti con impegno le proprie iniziative contribuendo a fare di Legnano una città culturalmente viva e con un’offerta culturale estremamente variegata. Come si può valorizzare ognuna di queste realtà a beneficio di tutte e della città?

Nella ferma convinzione che, in un’ottica di rete, il tutto superi di gran lunga la somma delle parti, pensiamo che una modalità di incontro e confronto strutturata fra questi attori e l’amministrazione pubblica – un Forum delle associazioni culturali – possa favorire la conoscenza fra i vari soggetti, innescare processi di collaborazione e portare alla nascita di nuove iniziative.

Compito dell’Amministrazione, oltre a garantire un supporto per le attività svolte dalle associazioni, è quello di creare tutte le condizioni affinché un dialogo proficuo con, e soprattutto fra, le associazioni stesse possa svilupparsi facendo sempre più di queste le ideatrici e le protagoniste della vita culturale cittadina. Coinvolgeremo quindi il Forum in un percorso con università e istituti di ricerca per il rilancio e la definizione di una programmazione bi/triennale delle attività culturali Legnanesi, anche con l’obiettivo di partecipazioni a bandi di finanziamento europei e nuove politiche per le sponsorizzazioni di eventi e iniziative culturali.

I grandi eventi culturali

Sono le manifestazioni che devono fare di Legnano un polo attrattivo di cultura e un riferimento nell’ambito di un territorio vasto. Il primo di questi è la manifestazione legnanese per eccellenza, il Palio. Se la crescita del Palio contribuisce a consolidare il rango culturale di Legnano, l’Amministrazione comunale deve da parte sua, d’intesa con tutti gli attori del Palio, trovare occasioni per valorizzarlo e farlo crescere nel percorso lungo tutto l’anno.

Il secondo, con una storia molto più recente ma segnata da una grande risposta di pubblico, è il Rugby Sound. Il festival ha richiamato a Legnano spettatori non soltanto dai Comuni limitrofi ma da altre parti d’Italia.

Storia quasi quarantennale può vantare il Premio di Poesia Città di Legnano “Giuseppe Tirinnanzi”, stabilmente inserito fra i più prestigiosi concorsi per composizioni poetiche in italiano e in dialetto a livello nazionale.

A dispetto delle difficoltà incontrate negli ultimi anni, il Festival corale internazionale “La Fabbrica del Canto” per una trentina d’anni ha portato nella nostra Città le migliori espressioni al mondo di questo genere musicale: proseguire e consolidare questa storia aggiungerebbe valore e prestigio al calendario culturale di Legnano.

Tradizione più recente è quella del “Festival dei corti”, che nel 2020 celebra l’ottava edizione e che, a dispetto delle restrizioni provocate dalla pandemia, ha fatto registrare una partecipazione alta, qualificata e di respiro internazionale. La riuscita di un’iniziativa come quest’ultima dimostra la possibilità di successo di un progetto culturale di livello e gli spazi che si aprono a idee ambiziose quando debitamente sorrette da capacità organizzative.

A queste manifestazioni, già radicate, altre dovranno aggiungersi per incrementare quantitativamente e qualitativamente l’offerta culturale della Città. Legnano, in questo senso, dovrà essere in grado di cogliere le opportunità di entrare in manifestazioni e festival già esistenti sul nostro territorio (l’esempio è quello, partito anni fa, del Festival Fotografico Europeo), ma dovrà essere capace anche di avanzare nuove proposte di rassegne di ampio respiro per giocare un ruolo strategico in ambito culturale.

Ad accomunare questi eventi dovrà essere l’impostazione. Ci sarà massima apertura alla partecipazione e ai contributi del territorio – dai singoli cittadini alle associazioni – massima apertura a sinergie ed “eventi satellite” che creino percorsi tematici non solo nello spazio ma anche nel tempo, sull’esempio di quanto succede in tante città italiane con i festival – dell’economia, della mente, del fumetto, … – o con le “week” di Milano.

Focus: il Palio

Non possono esserci dubbi sulla preminenza del Palio nel panorama culturale della Città di Legnano. Come anticipato, riteniamo che l’amministrazione comunale debba contribuire a creare e cogliere ogni occasione di crescita per il Palio e le sue manifestazioni. La collaborazione di tutti gli attori coinvolti, nel rispetto delle singole autonomie, sarà fondamentale per rendere questo un obiettivo concreto e non una mera dichiarazione di intenti.

Come noto, le attività delle contrade e del Collegio dei Capitani e delle Contrade non si esauriscono affatto nella realizzazione di sfilata storica, corsa ippica e cerimonie ufficiali, ma comprendono un gran numero di iniziative di valore sociale, culturale, artistico e filantropico lungo tutto il corso dell’anno. Esse meritano di essere valorizzate nell’ambito dell’offerta complessiva – del “cartellone culturale” – della città.

Trattare di Palio porta con sé anche una questione organizzativa irrisolta e urgente. Completare la creazione di una Fondazione ad hoc appare un obiettivo consono, per dotare la manifestazione di una struttura organizzativa adatta alla dimensione dell’evento e perseguire gli obiettivi di autonomia organizzativa e sviluppo delle potenzialità di crescita.

La Fondazione favorirà – a titolo di esempio – il perseguimento di iniziative per valorizzare il Palio come bene culturale anche attraverso i canali ministeriali, l’avvio del percorso verso un “Museo dei Palii” con un legame tra mondo paliesco e realtà dell’artigianato locale, un coinvolgimento attivo di manieri e contrade nella programmazione culturale cittadina. Potrà essere attore della co-progettazione di una gestione innovativa del Castello, in grado di coniugare cultura e intrattenimento – anche con attività remunerative quali un punto bar/ristoro – e reperire risorse per la ristrutturazione delle scuderie.

Il tutto con un obiettivo: avere un Palio vivo e attivo tutto l’anno, in tutta la città, per tutta la città. La Fondazione sarà strumento per dare maggiore autonomia e possibilità di sviluppo di nuovi progetti.

Per una cultura partecipata e diffusa: una città “ad alto tasso culturale”

Una premessa è d’obbligo parlando di cultura: se è importante che questa voce figuri come uno dei punti caratterizzanti di un programma di governo per la città, ancora più importante, se possibile, è che questa qualifichi il programma stesso coinvolgendo e permeando di sé le altre materie di competenza amministrativa. La cultura può diventare per Legnano un fattore distintivo in grado di generare vitalità e benessere. Vogliamo una città “ad alto tasso culturale” perché la cultura è strumento di coesione sociale e dialogo che vivifica la città, ma anche fonte di bellezza e ricchezza.

Quella alla cultura non deve essere, in altre parole, una semplice delega istituzionalizzata in un assessorato, ma una visione della città che, per produrre effetti, ossia per tradursi in vera cultura, deve essere presente in ogni aspetto dell’amministrare per e con la comunità. Ciò deve tradursi in una pianificazione almeno biennale/triennale delle iniziative.

Se l’abitudine porta a pensare alla cultura come a eventi (concerti, mostre, spettacoli, conferenze, visite, letture, proiezioni) in luoghi canonicamente deputati della città (musei, teatri, sale da concerto e cinematografiche, gallerie d’arte, edifici artistici e storici) una visione culturale della città fa sì che interventi negli ambiti più diversi, dal sociale all’urbanistica, dalle attività produttive ai lavori pubblici più qualificanti, dalla scuola al commercio e all’ambiente abbiano una valenza che stimoli e concorra a sviluppare quella cittadinanza attiva che è pietra angolare nella costruzione di una comunità autenticamente viva e partecipe.

Precisata la rilevanza della cultura nell’accezione più vasta del termine, proviamo a sintetizzare in tre macro obiettivi le idee di progetti e attività culturali per la Città di Legnano.

Una città bella, una città curata

Vogliamo una Legnano curata, funzionante, bella, perché crediamo che sia un punto fondamentale per dare sicurezza alla nostra città. Una concezione classica della sicurezza, basata sul controllo di polizia e sulla sola repressione dell’illegalità, è necessaria ma non è sufficiente. Siamo convinti che riappropriarsi dei luoghi della città e curare la loro vita crei una città in cui ci si senta sicuri di muoversi e di vivere.

Questo obiettivo passa anche per una manutenzione attenta e costante degli spazi pubblici e delle infrastrutture che non deve essere solo reattiva – problema-segnalazione-intervento – ma sempre più pianificata e proattiva da parte della macchina comunale. Il degrado di strade e marciapiedi, le barriere architettoniche mai rimosse, l’incuria di alcuni luoghi sono oggetto di denuncia da parte di molti. Per farci carico di questi problemi abbiamo bisogno della partecipazione attiva dei cittadini, ma in primo luogo ci assumiamo l’impegno di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione dell’ente comunale.

Le nostre strade sono spesso degradate a causa di interventi di scavo cui segue un cattivo ripristino: alla sistemazione provvisoria, spesso, non segue il rifacimento definitivo. Pretenderemo il corretto ripristino da parte degli operatori che hanno eseguito le manomissioni, nel rispetto delle autorizzazioni normalmente rilasciate e della legge vigente, cosa che oggi purtroppo viene tralasciata spesso e crea grandi disagi ai cittadini. Introdurremo una procedura lavorativa di controllo, cureremo un dialogo costante con gli operatori, garantiremo un canale di segnalazioni efficiente al servizio dei cittadini, anche attraverso l’introduzione dell’Assessorato “alle piccole cose”: un punto di riferimento in Comune per il cittadino. Alla manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi andrà affiancata la riqualificazione di aree che da anni attendono una sistemazione funzionale e definitiva: per farlo coinvolgeremo i cittadini con la partecipazione a interventi di urbanistica tattica e recupereremo progetti rimasti nel cassetto, in attesa di essere attuati

Focus: piazza del Redentore

La piazza della chiesa di Legnarello, ceduta al Comune dalla parrocchia nel 1936, è stata negli anni oggetto di interventi temporanei per impedire il parcheggio selvaggio delle auto. Nel 2015 è stato avviato un concorso di idee aperto alla cittadinanza per individuare una possibile sistemazione, ma non è stato dato seguito alla raccolta delle proposte. A fianco della piazza, inoltre, un incrocio viario particolarmente complesso è regolato da un semaforo a tre tempi e altre soluzioni – quali una possibile rotonda – sono sempre rimaste sulla carta.

Vogliamo dare il giusto riconoscimento alla partecipazione dei cittadini e recuperare le proposte presentate nel 2015. Da lì partiremo per sperimentare un intervento complessivo che, anche con soluzioni sperimentali e a basso impatto economico, valorizzi una delle piazze più belle della città: un luogo di cui riappropriarsi in un’area di grande passaggio – adiacente a un istituto scolastico, un maniero di contrada e al plesso delle scuole Cantù prossime al recupero – e densa di bar e altri esercizi.

Focus: urbanistica tattica, colore alla città

L’urbanistica tattica è un approccio rapido e sostenibile per restituire all’utilizzo pubblico spazi in stato di degrado e/o male utilizzati – per esempio interamente destinati agli autoveicoli o al parcheggio. Sperimentata in molte città nel mondo, se ne contano alcuni recenti esempi virtuosi nel Comune di Milano.

Punti di forza di questa soluzione sono la rapidità di intervento, i costi contenuti e la reversibilità degli interventi: con l’uso di materiali economici e arredi urbani rimovibili – pitture stradali, fioriere, stalli per bici, panchine – le soluzioni possono essere sperimentate temporaneamente per verificarne l’efficacia.

Possiamo creare velocemente luoghi di incontro colorati, piazze da vivere piacevolmente e in grado di cambiare volto ai quartieri senza sconvolgere le abitudini precedenti. Negli interventi tipici di urbanistica tattica, per esempio, la circolazione delle auto è modificata e regolamentata, ma non esclusa completamente.

Chiave fondamentale del progetto è la partecipazione attiva. Le consulte territoriali saranno il tramite tra i cittadini e il Comune per segnalare le zone irrisolte su cui lanciare progetti di urbanistica tattica. Coinvolgeremo i residenti, i commercianti e le associazioni disponibili nella pianificazione e nella realizzazione degli interventi.

La città di donne e uomini

La legge 215/2012 invita a inserire negli statuti comunali norme per “assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna” e “garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte”. La successiva “Legge Delrio” 56/2014 fissa percentuali precise: “Nelle giunte e nei Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti”, dice, “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Noi ci impegniamo a creare una giunta con un numero pari di uomini e donne.

La sicurezza di una città passa anche per l’impegno al fianco delle associazioni che si occupano di violenza di genere e gestiscono case rifugio per persone vittime di discriminazione e violenza. Supporteremo le campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare questo fenomeno che sembra essersi acuito nel periodo del lockdown.

Proponiamo di rilanciare la Commissione Femminile Pari Opportunità. Tra le altre cose, essa lavorerà sul territorio – in collaborazione con gli istituti scolastici – per far conoscere la storia della conquista dei diritti delle donne e le sue protagoniste del passato e del presente, attraverso convegni, eventi culturali e progetti sul superamento degli stereotipi di genere.

Ci impegniamo a valorizzare alcune figure femminili rilevanti anche attraverso la toponomastica cittadina.

L’ufficio pari opportunità dovrà essere punto di riferimento di tutte le realtà che si occupano di conciliazione, politiche dei tempi di vita e di lavoro e servizi. Pubblicizzeremo e integreremo tutti quei servizi che il consultorio – presso ATS – l’ufficio sociale, l’ufficio istruzione e azienda So.Le già erogano sul territorio. A titolo di esempio ricordiamo il nuovo progetto dell’albo baby sitter, le attività culturali e ginniche in orari pomeridiani per donne in pensione, le attività ricreative rivolte a donne con figli, gli sportelli per l’affiancamento a periodi particolari, quali la maternità.

Iniziative per la scuola, per tutti

In modo trasversale alle fasce di età, realizzeremo un portale web delle attività educative e scolastiche – analogo a quello già esistente per la Cultura – che aiuti il cittadino a districarsi tra le offerte presenti in città e possa avvicinare i soggetti coinvolti con la funzione di contenitore di informazioni utili, forum su argomenti di discussione, newsletter, dialogo tra docenti e famiglie, aree dedicate agli studenti. Promuoveremo inoltre iniziative informative e formative rivolte ai genitori.

Attiveremo, infine, gli uffici comunali per sviluppare la propensione alla partecipazione a bandi – predisposizione dei contenuti, rendicontazione, etc. – per la ricerca di fondi aggiuntivi utili al finanziamento di progetti e azioni altrimenti non realizzabili.