La Bicipolitana legnanese

Particolare importanza, all’interno della Rete Verde, dev’essere assunta dai percorsi ciclabili. La bicicletta è un mezzo che garantisce ampia libertà di movimento, velocità di spostamento e un impatto nullo sull’ambiente. Legnano e il Legnanese sono territori a misura di bici, con distanze non ampie e senza dislivelli significativi.

Per incentivare anche qui – come accaduto altrove da tempo, e ancor di più dopo l’emergenza covid – la mobilità a due ruote servono però percorsi protetti e lineari. Si usa la bicicletta se è un mezzo sicuro e se permette di arrivare a destinazione rapidamente, senza complicate deviazioni.

Con la Bicipolitana, già sperimentata in diverse città, possiamo unire i quartieri, i punti di interesse – scuole, ospedale, stazione, parchi, uffici pubblici, mercato – e le strade di collegamento ai comuni vicini con una rete di percorsi sicura e ben segnalata. Lo schema di rete con le “fermate” nei luoghi principali e le linee colorate, sul modello della metropolitana, rendono il sistema intuitivo e piacevole.

Possiamo agire su due livelli. Una soluzione provvisoria ma rapida, con interventi leggeri e a bassissimo costo, può essere realizzata subito grazie alle norme del codice della strada introdotte dopo l’emergenza sanitaria per favorire la mobilità dolce. Un successivo piano di investimenti graduale potrà poi dare completezza all’infrastruttura.

La Rete verde e del commercio

È facile dire che vogliamo una città che si muova in modo più sano e sostenibile, in cui gli spostamenti a piedi, in bici e in micro-mobilità elettrica liberino le strade dal traffico di auto e riducano l’emissione di inquinanti. Per farlo, però, c’è bisogno di garantire sicurezza e comodità a chi utilizza i percorsi pedonali e ciclabili. Per questo vogliamo unire tutti i quartieri di Legnano con una Rete Verde.

La Rete Verde sarà un sistema organizzato di parchi urbani, giardini, itinerari alberati, corridoi ecologici, legati tra loro e con i luoghi di pubblico interesse, sostenuti da una accessibilità formata da percorsi pedonali e ciclabili resi indipendenti – per quanto possibile – dai percorsi motorizzati.

Sarà una rete lungo la quale rendere la mobilità semplice come l’ABCD: Anziani, Bambini, Ciclisti e Disabili potranno finalmente muoversi davvero in tutta la città.

Ma sarà anche una rete del commercio perché lungo questi percorsi concentreremo investimenti per migliorare la qualità degli spazi e arredi urbani e sosterremo i commercianti a rendere vive e sicure le aree della Rete, con la possibilità di occupare spazi all’aperto, organizzare eventi e iniziative ludiche e di animazione, culturali, sportive, sociali. Faciliteremo l’arte di strada e studieremo un sistema di incentivi a coloro che si prenderanno cura di porzioni della Rete con la pulizia e la piccola manutenzione.

La Rete Verde e del Commercio sarà un progetto caratterizzato da un approccio integrato e partecipativo, da realizzare con i quartieri di Legnano, per la rivitalizzazione di luoghi oggi irrisolti mediante l’apertura di piccole piazze, spazi di sosta, punti di ritrovo.

Il Piano del Verde, insieme al Piano dei Servizi, potenzierà i servizi alla cittadinanza e riequilibrerà le funzioni urbane. La sua realizzazione riqualificherà le periferie e – insieme al Piano della Mobilità e dei Parcheggi – potrà migliorare le relazioni funzionali e le condizioni di accesso alla città, privilegiando e riqualificando la rete ciclabile e il trasporto pubblico.

Focus: “pillole” di Rete Verde in città

In attesa di una definizione puntuale e completa della Rete Verde e del commercio cittadina, abbiamo individuato alcuni nodi la cui risoluzione è fortemente connessa alla realizzazione del progetto.

Da ovest verso est, iniziamo la rassegna da via Liguria, dove la discussione sul collegamento con la bretella del nuovo ospedale – oggi chiuso al traffico privato – tiene banco da tempo. Intendiamo valutare l’apertura della strada nell’ambito di un piano sulla viabilità del quartiere da progettare insieme alla popolazione di San Paolo, tale da evitare che arterie come via Sardegna diventino strade di forte attraversamento. L’occasione per questa revisione complessiva sarà data dall’implementazione della Rete Verde e del commercio.

Il viale Sabotino è oggetto di una pianificazione – approvata nel 2014 – che individua i lotti e i rispettivi interventi di utilità pubbliche che i privati interessati a operazioni edilizie sull’asse viario devono onorare. Nell’ottica di una generale rinnovata attenzione all’elemento paesaggistico e al verde, intendiamo integrare il piano – oggi centrato su opere per l’organizzazione del traffico, i percorsi ciclabili e pedonali – con la previsione di interventi utili a rendere il viale un “raggio verde”, una sorta di parco lineare. Questa nuova veste potrebbe trasformare il Sabotino da un netto separatore a una cerniera capace di collegare e unire le due zone ai suoi lati. Ci impegneremo inoltre per avviare a soluzione – entro i cinque anni di mandato – le criticità dei tratti più a sud e più a nord dell’asse.

All’Olmina, un discorso simile si attaglia alla via Filzi. Qui, peraltro, è già presente una delle piste ciclabili cittadine di prima realizzazione, che necessita di rivisitazioni per migliorarne la sicurezza – oggi la visibilità reciproca tra auto e ciclisti è scarsa – e la fruibilità – le continue interruzioni in corrispondenza degli incroci dissuadono dal suo utilizzo.

Nella stessa zona sarà molto importante riprendere le fila dell’intervento – avviato nel 2016 e poi interrotto – di recupero della parte di Parco Bosco Ronchi attestata all’Olmina. Esso prevede la riqualificazione dell’ampia area verde, oggi di fatto chiusa alla cittadinanza, e l’attraversamento ciclopedonale della via Melzi. Questo collegamento protetto e rapido con il quartiere Canazza costituirebbe un grande passo avanti nella realizzazione concreta del corridoio naturalistico che dal Parco Ronchi si estende al Parco ex ILA, recentemente valorizzato e aperto al pubblico.

Con la comunità, a tutela del fiume

Il fiume Olona è ancora oggi oggetto di salute ambientale precaria e di reiterati, gravi episodi di inquinamento. L’ultimo si è verificato con la strage di pesci all’inizio dell’estate 2020.

Fatti simili dimostrano la necessità di un monitoraggio costante ed efficace lungo tutto l’asse del fiume: la collaborazione tra i comuni attraversati dall’Olona e con gli altri enti territoriali è fondamentale e lavoreremo perché sia sempre assicurata.

Coinvolgeremo in modo strutturato i tanti cittadini e le associazioni che da tempo agiscono in favore del fiume e svolgono attività di controllo e denuncia degli scarichi illegali. Favoriremo ogni iniziativa volta a riportare vita e natura lungo l’Olona, restituire spazio al fiume e migliorare la sicurezza del territorio.

Il recupero dell’asse fluviale nella città di Legnano si avvia al completamento: nell’area ex Bernocchi, ultimo tratto mancante, ogni intervento di trasformazione dovrà essere preceduto dalla sistemazione delle sponde e delle aree circostanti, come stabilito dal Piano di Governo del Territorio. Con il fiume in sicurezza in tutta la città e i percorsi ciclo-pedonali compiuti, si aprirà una fase nuova, in cui immaginiamo di riportare attività ludico-sportive e oasi di relax realmente accessibili – come l’area del Castello – lungo il corso dell’Olona.

Parco Alto Milanese: rafforzare il polmone verde

Il Parco Alto Milanese (PAM) si estende alla periferia occidentale della città di Legnano, abbracciando i territori di Busto Arsizio e Castellanza. Le tre amministrazioni comunali costituiscono il consorzio di gestione del parco.

Il territorio legnanese del parco si apre a nord della via Novara, nella fascia adiacente al rione Mazzafame. La fascia a sud – quella tra il quartiere San Paolo e l’ospedale – non è invece parte dell’ente parco, sebbene sia di fatto agricola e già esclusa dall’edificazione dal Piano di Governo del Territorio. Vogliamo assicurare ai legnanesi che il confine della città costruita, così stabilito, non sarà modificato. Per questo lavoreremo per creare sinergie con i comuni di Busto Arsizio e Castellanza, ma anche con gli altri comuni contermini – Dairago e Villa Cortese – con l’obiettivo di ampliare il PAM. Inserire quelle aree verdi nel territorio del parco, come già previsto dal Piano di Governo del Territorio in vigore, significa renderne più forte e definitiva la tutela.

Parchi inclusivi: il gioco è un diritto di tutti

Gli spazi verdi all’interno della città non sono solo fondamentali dal punto di vista ecologico ma, come si è visto, hanno un’importante funzione ricreativa e sociale. Essa è pienamente espletata solo se la fruizione è garantita a tutti i cittadini.

Nella città che vogliamo – una Legnano senza barriere fondata sull’attenzione ai soggetti più fragili quali gli “ABCD”: anziani, bambini, ciclisti, disabili – i parchi pubblici e le loro attrezzature devono essere accessibili a tutti, anche a persone con limiti motori, sensoriali o con disturbi cognitivo-comportamentali. In città ci sono oggi spazi dotati di giochi inclusivi, ma in un impianto ancora tradizionale. Vogliamo cambiare il paradigma: il parco pubblico deve essere concepito nella sua interezza per tutti.

Il parco inclusivo ha attrezzature che garantiscono flessibilità nell’uso, un basso sforzo fisico, tolleranza all’errore, spazi adatti all’approccio di ogni soggetto. Ha strade di accesso e percorsi compatti, privi di interruzione, pianeggianti, in materiali adatti all’utilizzo in tutte le stagioni. Elimina ogni barriera architettonica e ogni ostacolo all’accesso.

Abbiamo mappato 27 giardini pubblici in città. Ci poniamo l’obiettivo di realizzare durante il mandato amministrativo almeno un parco inclusivo completo, e di avviare una transizione a questo modello in ogni occasione di manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli spazi esistenti. Coglieremo inoltre ogni opportunità derivante da bandi per avviare questo cambiamento.

Riconquistare la città: l’importanza del paesaggio

Il ruolo delle alberature e della vegetazione in città è sovente sottovalutato, ridotto a mera questione estetica o di contorno. Ci si dimentica spesso che la vegetazione, attraverso il processo di evapotraspirazione, determina un sensibile abbassamento della temperatura e minimizza gli effetti delle cosiddette isole di calore, fenomeno per cui nelle città la temperatura dell’aria si mantiene più elevata – e più a lungo – rispetto alle aree rurali, con effetti negativi sulla salute delle persone. Gli alberi sono un termoregolatore naturale, che intendiamo sfruttare in una città che risponde al cambiamento climatico con soluzioni efficienti e convenienti.

Il verde assolve, del resto, a molteplici funzioni. È ecologico, soprattutto quando siano previste aree boscate, forme di agricoltura biologica e un elevato grado di biodiversità. È ricreativo, con una estesa rete di aree protette, utilizzabili per l’esercizio del tempo libero o anche semplicemente in quanto percorsi pedonali e ciclabili a uso di tutta la popolazione. È educativo, perché consente a tutti – soprattutto a giovani e bambini – di conoscere direttamente l’ambiente, le sue caratteristiche biologiche e i suoi ritmi. Ha valore economico, per le attività agricole e forestali connesse e per la possibilità di dar vita a fattorie urbane nelle quali promuovere la commercializzazione di prodotti biologici, forme di didattica ambientale e di agriturismo. È una barriera antirumore lungo le arterie viarie di maggior traffico.

Nella pianificazione del territorio tuteleremo e valorizzeremo gli ambienti naturali, le riqualificazioni ambientali, le connessioni ecologiche anche come risposte efficaci alle aree disomogenee e problematiche, caratterizzate da elevati ed elevatissimi livelli di antropizzazione e consumo di suolo.

Focus: il progetto ForestaMI

ForestaMI è un progetto promosso da una pluralità di soggetti, tra i quali la Città Metropolitana di Milano, il Comune di Milano e la fondazione di comunità del nostro territorio, Fondazione Ticino Olona. Si propone di piantare 3 milioni di alberi nell’area della Città Metropolitana entro il 2030, con la moltiplicazione degli spazi verdi lungo le strade e le piazze, nei cortili, sulle facciate delle case e sui tetti verdi.

ForestaMI è aperto al contributo di tutti: enti pubblici, privati cittadini, aziende. Tra i suoi obiettivi espliciti figurano la mitigazione delle isole di calore, la riduzione dei consumi energetici degli immobili oggetto di intervento, la riqualificazione dei quartieri e la connessione delle aree verdi urbane.

Ecco perché aderiremo subito al progetto ForestaMI, con l’azione diretta come amministrazione comunale e con un’opera di sensibilizzazione all’iniziativa verso cittadini e aziende del nostro territorio.

Focus: la tutela del verde esistente

Insieme alle piantumazioni e alla creazione di nuovo verde è fondamentale tutelare il patrimonio arboreo e di vegetazione che Legnano possiede. L’applicazione del Regolamento comunale di tutela del patrimonio arboreo ha oggi maglie piuttosto larghe, al di là dei pochissimi alberi monumentali vincolati, che si contano sulle dita di una mano. Il patrimonio pubblico deve essere salvaguardato, limitando gli abbattimenti ai casi strettamente necessari e privilegiando, dove possibile, potature e altri interventi di recupero.

Sul verde privato, soprattutto nei casi di rimozioni per interventi edilizi, il Comune deve agire con chiarezza: è pacifico che l’operatore privato si faccia carico della sostituzione, che oggi però viene spesso effettuata in aree anche molto distanti della città. Dobbiamo invece garantire che il ripristino riguardi il più possibile i medesimi quartieri, per salvaguardare l’equilibrio ambientale.

Intendiamo infine prescrivere la presenza obbligatoria di un agronomo nella composizione della Commissione Paesaggio comunale.

L’inceneritore ACCAM: quale futuro?

La situazione del termovalorizzatore ACCAM è quanto mai complicata. Nata nel 1970 come consorzio di cinque Comuni, tra cui Legnano, ACCAM è oggi una società per azioni con 27 soci. La quota di proprietà di Legnano è pari al 13,27%. Il terreno su cui sorge l’impianto è proprietà del Comune di Busto Arsizio, in frazione di Borsano.

L’impianto, però, ha attualmente perso la sua vocazione territoriale. La maggioranza dei soci – compresa Legnano – aveva deliberato nel 2016 la chiusura dell’inceneritore entro il 2021, ma la scadenza è stata poi prorogata al 2027, con l’intento di proseguire l’attività anche oltre. Per reggere economicamente, oggi ACCAM si dedica in gran parte allo smaltimento di rifiuti speciali ospedalieri, mentre lo smaltimento dei rifiuti dei Comuni soci copre meno di due terzi dell’attività totale.

Ciò ha causato la perdita della qualifica di società in house. In pratica, Legnano e gli altri soci non potranno più affidare ad ACCAM il trattamento dei propri rifiuti senza passare da un bando di gara. Alcuni soci non usufruiscono più dei servizi della società, poiché altre strutture si sono aggiudicate il servizio. È un vero paradosso, che contribuisce all’incertezza sul futuro dell’azienda.

È nostra intenzione giocare con coraggio il ruolo che compete a Legnano, che in qualità di 2° socio dell’Azienda deve contribuire a indirizzarne la strategia e tornare a dare un indirizzo forte alla gestione in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale ed economica. La missione dell’azienda ACCAM deve riguardare il corretto smaltimento dei rifiuti di un territorio vasto, in un’ottica di governo sostenibile del ciclo dei rifiuti. Un’azienda che punta a riequilibrare i conti solo con logiche di mercato, che dà attenzione all’impatto ambientale solo per il minimo indispensabile prescritto dalle norme, che richiede una produzione di rifiuti indifferenziati stabile per mantenere i propri volumi di attività non è l’azienda in cui deve investire un Comune attento alla salute dei suoi concittadini.

Per questo lavoreremo perché ACCAM cambi chiaramente e concretamente strategia, per arrivare allo spegnimento dei forni prima del 2027 con piani di gestione alternativi e sostenibili per i rifiuti del territorio. Se ciò non avverrà Legnano dovrà anche valutare l’opzione di uscire dalla società e riservarsi il ruolo di monitorare e controllare le emissioni dell’impianto a tutela della salute dei propri cittadini con ogni mezzo.

Legnano Biometano

Accanto alla piazzola rifiuti di Via Novara sono in corso i lavori di costruzione dell’impianto Legnano Biometano, che smaltirà la FORSU, cioè la frazione umida dei rifiuti prodotti dal territorio. A oggi, questi rifiuti compiono un viaggio di decine di chilometri prima di essere smaltiti. L’impianto sarà gestito per i prossimi 20 anni da un’azienda privata, che si è aggiudicata i lavori di realizzazione e la gestione in una gara svolta nel 2017. Con l’avvio dell’impianto FORSU – che permetterà anche un risparmio sul costo dello smaltimento del rifiuto umido – Legnano fa un passo avanti nella gestione dell’intero ciclo dei rifiuti prodotti dal proprio territorio, producendo anche metano che alimenterà i mezzi di AMGA.

Prendiamo l’impegno di monitorare le attività dell’impianto “Legnano Biometano” e – ove possibile – migliorare le misure di mitigazione previste. Verificheremo costantemente le emissioni di odori e di anidride carbonica con l’installazione di centraline in città, ci assicureremo che la prevista fascia di alberi protegga effettivamente il paesaggio circostante e che l’impatto sulla viabilità della zona sia sostenibile.

Chi più differenzia, meno paga

Compito fondamentale del Comune è sollecitare, incoraggiare e favorire la minore produzione di rifiuti e la più alta quota possibile di raccolta differenziata da parte dei privati cittadini e delle aziende legnanesi. Iniziative di sensibilizzazione, anche simboliche, sono molto importanti. Istituiremo aree plastic-free negli edifici pubblici e proporremo la stessa misura alle scuole del territorio.

Chi produce meno rifiuti e differenzia di più e meglio deve essere premiato. Per questo, rivoluzioneremo la TARI (tariffa rifiuti) con l’introduzione della tariffa puntuale. Non si pagherà più in base al numero di componenti del nucleo familiare e ai metri quadri dell’abitazione, ma sulla base del numero di “sacchi viola” (indifferenziato) prodotti durante l’anno. Gli addetti alla raccolta leggeranno automaticamente il codice identificativo del proprietario, apposto sui sacchetti distribuiti agli utenti.

Aemme Linea Ambiente, l’azienda del gruppo AMGA che effettua la raccolta rifiuti a Legnano, ha già sperimentato questo sistema in alcuni dei 17 Comuni di sua competenza. La quota di raccolta differenziata – come ovunque in Italia sia stata introdotta la tariffa puntuale – ha avuto un aumento sensibile e immediato. Nel 2019 noi legnanesi abbiamo differenziato il 70% dei rifiuti prodotti, un dato stabile da anni, contro l’88% dei nostri vicini di San Giorgio su Legnano. Ecco perché questo è un impegno da onorare subito!