Il progetto ManiFutura

Il complesso della Manifattura è la testimonianza concreta di uno dei tanti cotonifici che hanno caratterizzato la città tra la fine del XIX e il XX secolo. È l’ultima ad aver chiuso i battenti in ordine di tempo: tra i luoghi della produzione oggi abbandonati questa è l’area di più recente dismissione. Esempio mirabile di archeologia industriale, le sue dimensioni e la sua collocazione configurano una situazione rara, praticamente irripetibile. Sull’area è in corso il tentativo di vendita del Concordato Preventivo: per questo faremo di tutto, anche intervenendo direttamente come Comune, perché siano trovati operatori in grado di riportarla a nuova vita con interventi che abbiano una chiara funzione pubblica, anche qualora realizzati e/o gestiti da soggetti privati.

L’area, infatti, è perfettamente inserita nel centro cittadino, a pochi metri da piazza san Magno, e occupa una superficie di più di 40.000 metri quadri. L’edificio di maggior pregio, il fabbricato produttivo in mattoni rossi con le tre torri angolari – un vero e proprio “castello del lavoro” – consta di due piani, ciascuno di 12.000 metri quadri, più il seminterrato. Tutti gli spazi oggi chiusi al pubblico dagli edifici lungo via Lega sono il naturale proseguimento del percorso da piazza san Magno alla stazione.

Le iniziative di apertura alla cittadinanza proposte in anni recenti con il progetto “Me car Legnan” – mostre artistiche, spettacoli, visite guidate – hanno sempre registrato una partecipazione eccezionale. Idee progettuali per il recupero dell’area sono state sviluppate da studenti e docenti del Politecnico di Milano. Tutto questo racconta quanto il luogo sia significativo per i legnanesi e afferma il bisogno di assegnargli, almeno in parte, una nuova dimensione di bene pubblico.

Ecco perché vogliamo lanciare il progetto ManiFutura. Nell’ambito di un recupero complessivo dell’area, sarà nostra intenzione creare un ponte tra passato e futuro, per rilanciare in chiave attuale la vocazione produttiva della città. In collaborazione con gli attori del territorio, avvieremo laboratori di formazione per l’industria 4.0, l’artigianato, le professioni artistiche e i servizi connessi.

Sarà un luogo capace di connettere conoscenza, competenza e creatività. Legnano possiede questi patrimoni: ha scuole professionali e un’università vicinissima, ha attori industriali e artigianali moderni, ha una tradizione di creatività – le biciclette, la meccanica, il tessile, la moda, i brevetti industriali – riconosciuta. Sono elementi da mettere a frutto in un polo moderno, che coniughi al lavoro la cultura e gli spazi per il tempo libero.

La Manifattura potrà ospitare la sede centrale della biblioteca cittadina e risolvere così un’annosa questione. Nel frattempo, daremo il via alla “biblioteca diffusa” (vedi § 3.9) ampliando i servizi bibliotecari – prestiti, consultazione – nei centri civici dei quartieri cittadini, per diminuire subito la pressione sull’attuale sede, ormai troppo piccola, e portare il servizio vicino ai cittadini, anche nelle periferie. In futuro una biblioteca moderna, polifunzionale e affiancata da spazi museali sulla storia produttiva di Legnano potrà sorgere nella Manifattura recuperata: un polo di comunità aperto e vivo da mattina a sera.

Il mercato coperto darà una vetrina al commercio di qualità – sulla scorta di esempi già realizzati in molte città europee – e permetterà al mercato cittadino di trovare nuovo lustro, in un contesto centrale e in una struttura funzionale alla vendita di merci ma anche all’incontro. Pensiamo a esercizi commerciali aperti fino a sera con attività di somministrazione di cibo, con la valorizzazione ovunque possibile delle produzioni di eccellenza del territorio. Sarà l’ideale completamento dell’intervento di recupero, luogo-simbolo di socialità e relazione in un contesto interamente orientato allo scambio delle conoscenze e delle esperienze.

ManiFutura: un luogo per produrre, fare le cose belle, farle in modo nuovo.

Parchi inclusivi: il gioco è un diritto di tutti

Gli spazi verdi all’interno della città non sono solo fondamentali dal punto di vista ecologico ma, come si è visto, hanno un’importante funzione ricreativa e sociale. Essa è pienamente espletata solo se la fruizione è garantita a tutti i cittadini.

Nella città che vogliamo – una Legnano senza barriere fondata sull’attenzione ai soggetti più fragili quali gli “ABCD”: anziani, bambini, ciclisti, disabili – i parchi pubblici e le loro attrezzature devono essere accessibili a tutti, anche a persone con limiti motori, sensoriali o con disturbi cognitivo-comportamentali. In città ci sono oggi spazi dotati di giochi inclusivi, ma in un impianto ancora tradizionale. Vogliamo cambiare il paradigma: il parco pubblico deve essere concepito nella sua interezza per tutti.

Il parco inclusivo ha attrezzature che garantiscono flessibilità nell’uso, un basso sforzo fisico, tolleranza all’errore, spazi adatti all’approccio di ogni soggetto. Ha strade di accesso e percorsi compatti, privi di interruzione, pianeggianti, in materiali adatti all’utilizzo in tutte le stagioni. Elimina ogni barriera architettonica e ogni ostacolo all’accesso.

Abbiamo mappato 27 giardini pubblici in città. Ci poniamo l’obiettivo di realizzare durante il mandato amministrativo almeno un parco inclusivo completo, e di avviare una transizione a questo modello in ogni occasione di manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli spazi esistenti. Coglieremo inoltre ogni opportunità derivante da bandi per avviare questo cambiamento.

Obiettivi specifici per la cultura legnanese

Valorizzare i luoghi della città preposti, per vocazione o storia, a ospitare iniziative: il Castello, il Museo Sutermeister, il Teatro Tirinnanzi, il Palazzo Leone da Perego, la Sala Ratti. L’obiettivo è di mettere a frutto le potenzialità di questi spazi, favorendone un impiego il più possibile continuativo e di alto livello. Ma accanto a questi, nella logica di una città policentrica, eventi dovranno avere luogo anche in altri luoghi della città, perché la cultura deve risiedere ovunque, quindi anche in quelle zone che siamo abituati a considerare periferie.

Creare cultura e non limitarsi a importarla. Proporre lavori teatrali e concerti non esaurisce le potenzialità degli spettacoli dal vivo. In quest’ottica il progetto della residenza artistica è un’opzione concreta da esplorare: mettere a disposizione di una compagnia o una formazione musicale uno spazio come il Teatro Tirinnanzi contribuirebbe da un lato a farlo vivere più di quanto le date di apertura della struttura permettano, dall’altro a realizzare progetti artistici per e con la città. Un aspetto, quest’ultimo, che per i nostri concittadini più giovani e gli studenti rappresenterebbe un’occasione di crescita e di contatto con i protagonisti del mondo dello spettacolo e il loro lavoro quotidiano. Ecco perché cercheremo di portare a Legnano un polo di ricerca, anche con il coinvolgimento del Ministero dei Beni Artistici e Culturali (MiBACT), e sosterremo iniziative finalizzate a creare una scuola di mestieri legati alle arti (vedi § 6.1 il progetto Manifutura).

Polo espositivo. Per Legnano è necessario dialogare con le istituzioni culturali di un territorio vasto che deve comprendere di necessità la Città di Milano. Le dinamiche globali che regolano il mondo dell’arte richiedono di progettare mostre in un’ottica di ricerca e cura delle collaborazioni. Questo vale per tutte le espressioni di arti visive e a maggior ragione per i linguaggi contemporanei, termine di confronto ineludibile per essere uomini del proprio tempo. Castello e Leone da Perego sono, a oggi, i due luoghi espositivi della nostra città da cui partire per una progettazione artistica di ampio respiro e di lungo corso, anche in partnership con enti museali.

Focus: il Castello, un’area da vivere

Il Castello, il parco omonimo e l’area verde rigenerata negli ultimi anni costituiscono oggi un’enorme ricchezza per Legnano. All’interno del complesso monumentale sarà fondamentale completare la ristrutturazione con il recupero dell’ultimo blocco, quello delle stalle. Al monitoraggio di eventuali finanziamenti dedicati da bandi pubblici o privati si affiancherà la ricerca di una partnership con un soggetto privato. Essa permetterebbe di onorare l’obiettivo e creare un punto attrattivo – ristorazione o altro – che, nel rispetto del luogo e delle sue altre funzioni, renda vivo il Castello tutti i giorni tutto l’anno.

L’isola circostante, poi, continuerà a coniugare le sue vocazioni di area verde naturalistica e di luogo per eventi di particolare importanza, anche progettati e indirizzati ai più giovani. Sulla scorta del Rugby Sound favoriremo proposte di aggregazione, cultura e coinvolgimento della cittadinanza.

Focus: 100 anni di Felice Musazzi

Nel 2021 ricorreranno i cento anni della nascita di Felice Musazzi, il fondatore de “I Legnanesi” insieme a Tony Barlocco. Legnano deve cogliere l’occasione per creare attorno alla figura dello storico capocomico un programma di manifestazioni della durata di qualche mese. Progettare un omaggio articolato a Musazzi – proponendo, accanto agli immancabili spettacoli teatrali, mostre, incontri, concerti, itinerari attraverso i cortili, menù ispirati alla cucina povera lombarda – significa coinvolgere più soggetti nella sua realizzazione, renderli protagonisti della sua riuscita e creare un ritorno economico che dobbiamo abituarci e impegnarci ad associare alla cultura. Questa impostazione può essere mutuata per altre occasioni – da progettare con il Forum della Cultura – anche per rassegne di più breve durata o eventi singoli attorno ai quali creare un corollario di iniziative che diano un valore aggiunto all’evento stesso.

I grandi eventi culturali

Sono le manifestazioni che devono fare di Legnano un polo attrattivo di cultura e un riferimento nell’ambito di un territorio vasto. Il primo di questi è la manifestazione legnanese per eccellenza, il Palio. Se la crescita del Palio contribuisce a consolidare il rango culturale di Legnano, l’Amministrazione comunale deve da parte sua, d’intesa con tutti gli attori del Palio, trovare occasioni per valorizzarlo e farlo crescere nel percorso lungo tutto l’anno.

Il secondo, con una storia molto più recente ma segnata da una grande risposta di pubblico, è il Rugby Sound. Il festival ha richiamato a Legnano spettatori non soltanto dai Comuni limitrofi ma da altre parti d’Italia.

Storia quasi quarantennale può vantare il Premio di Poesia Città di Legnano “Giuseppe Tirinnanzi”, stabilmente inserito fra i più prestigiosi concorsi per composizioni poetiche in italiano e in dialetto a livello nazionale.

A dispetto delle difficoltà incontrate negli ultimi anni, il Festival corale internazionale “La Fabbrica del Canto” per una trentina d’anni ha portato nella nostra Città le migliori espressioni al mondo di questo genere musicale: proseguire e consolidare questa storia aggiungerebbe valore e prestigio al calendario culturale di Legnano.

Tradizione più recente è quella del “Festival dei corti”, che nel 2020 celebra l’ottava edizione e che, a dispetto delle restrizioni provocate dalla pandemia, ha fatto registrare una partecipazione alta, qualificata e di respiro internazionale. La riuscita di un’iniziativa come quest’ultima dimostra la possibilità di successo di un progetto culturale di livello e gli spazi che si aprono a idee ambiziose quando debitamente sorrette da capacità organizzative.

A queste manifestazioni, già radicate, altre dovranno aggiungersi per incrementare quantitativamente e qualitativamente l’offerta culturale della Città. Legnano, in questo senso, dovrà essere in grado di cogliere le opportunità di entrare in manifestazioni e festival già esistenti sul nostro territorio (l’esempio è quello, partito anni fa, del Festival Fotografico Europeo), ma dovrà essere capace anche di avanzare nuove proposte di rassegne di ampio respiro per giocare un ruolo strategico in ambito culturale.

Ad accomunare questi eventi dovrà essere l’impostazione. Ci sarà massima apertura alla partecipazione e ai contributi del territorio – dai singoli cittadini alle associazioni – massima apertura a sinergie ed “eventi satellite” che creino percorsi tematici non solo nello spazio ma anche nel tempo, sull’esempio di quanto succede in tante città italiane con i festival – dell’economia, della mente, del fumetto, … – o con le “week” di Milano.

Focus: il Palio

Non possono esserci dubbi sulla preminenza del Palio nel panorama culturale della Città di Legnano. Come anticipato, riteniamo che l’amministrazione comunale debba contribuire a creare e cogliere ogni occasione di crescita per il Palio e le sue manifestazioni. La collaborazione di tutti gli attori coinvolti, nel rispetto delle singole autonomie, sarà fondamentale per rendere questo un obiettivo concreto e non una mera dichiarazione di intenti.

Come noto, le attività delle contrade e del Collegio dei Capitani e delle Contrade non si esauriscono affatto nella realizzazione di sfilata storica, corsa ippica e cerimonie ufficiali, ma comprendono un gran numero di iniziative di valore sociale, culturale, artistico e filantropico lungo tutto il corso dell’anno. Esse meritano di essere valorizzate nell’ambito dell’offerta complessiva – del “cartellone culturale” – della città.

Trattare di Palio porta con sé anche una questione organizzativa irrisolta e urgente. Completare la creazione di una Fondazione ad hoc appare un obiettivo consono, per dotare la manifestazione di una struttura organizzativa adatta alla dimensione dell’evento e perseguire gli obiettivi di autonomia organizzativa e sviluppo delle potenzialità di crescita.

La Fondazione favorirà – a titolo di esempio – il perseguimento di iniziative per valorizzare il Palio come bene culturale anche attraverso i canali ministeriali, l’avvio del percorso verso un “Museo dei Palii” con un legame tra mondo paliesco e realtà dell’artigianato locale, un coinvolgimento attivo di manieri e contrade nella programmazione culturale cittadina. Potrà essere attore della co-progettazione di una gestione innovativa del Castello, in grado di coniugare cultura e intrattenimento – anche con attività remunerative quali un punto bar/ristoro – e reperire risorse per la ristrutturazione delle scuderie.

Il tutto con un obiettivo: avere un Palio vivo e attivo tutto l’anno, in tutta la città, per tutta la città. La Fondazione sarà strumento per dare maggiore autonomia e possibilità di sviluppo di nuovi progetti.

Una città, cinque centri

I servizi dei centri civici saranno implementati in primo luogo nei centri comunali già esistenti. Tanto allo Spazio Incontro Canazza quanto al Centro Sociale Pertini-Salice a Mazzafame, peraltro, alcune delle attività previste – l’aggregazione, le iniziative culturali, la co-progettazione con le associazioni – sono da tempo funzionanti. Lo Spazio Incontro Il Giardino, invece, forma naturalmente un polo unito alla sede centrale del servizio bibliotecario, trovandosi nello stesso parco di via Cavour.

Il progetto di costruzione della nuova biblioteca all’interno del Parco Falcone Borsellino, promosso dalla precedente amministrazione comunale, non verrà infatti realizzato. In attesa di possibili sviluppi nell’area della Manifattura (vedi § 6.1), ecco dunque con quali risorse sarà realizzato il progetto dei centri civici: con una spesa inferiore a quella del previsto finanziamento (5 milioni di euro) sarà possibile rinnovare la sede di via Cavour e realizzare le nuove strutture.

Doteremo il quartiere San Paolo di un centro civico, uno spazio da anni richiesto dai residenti e dalle loro rappresentanze. Qui, in una struttura realizzata ex novo, sarà possibile inserire locali per servizi e un campo polifunzionale per l’attività sportiva.

A Legnarello vogliamo valutare la fattibilità del recupero della chiesetta del vecchio oratorio: un bene in forte stato di degrado, la cui rigenerazione otterrebbe il doppio risultato di risolvere una situazione di abbandono annosa e dotare il quartiere dei servizi previsti.

Va ricordato, infine, che in Canazza sono prossimi alla conclusione i lavori di ristrutturazione della vecchia casa di riposo Accorsi, nell’ambito del progetto “Integration Machine”. Qui, oltre ai previsti appartamenti in co-housing, saranno ricavati spazi a uso pubblico che potranno essere utilizzati per gli scopi previsti insieme al vicino centro sociale.

Centri civici e servizi di quartiere

Legnano è una città di poco più di 60.000 abitanti che è al centro di un sistema – l’Altomilanese – composto da una popolazione pressoché tripla. Ecco perché le nostre periferie non devono limitarsi a reclamare un doveroso decentramento dei servizi, ma possono ambire al ruolo di poli attrattori di porzioni di territorio che vanno oltre i confini della città. È arrivato il tempo di ribaltare lo sguardo e vedere le periferie come nuovi centri su cui investire: per questo, per ogni euro che investiremo in centro, ne useremo due per le aree non centrali.

Tra gli strumenti che vogliamo mettere in campo per perseguire quest’obiettivo – vedi § 4.5 per la Rete verde e del commercio – i centri civici rivestiranno un’importanza primaria. Porteremo nei centri esistenti e in quelli di futura realizzazione la biblioteca diffusa, per fruire di alcuni servizi bibliotecari – ritiro e consegna libri e materiali, spazi per la consultazione, servizi di vendita biglietti del Consorzio Bibliotecario (CSBNO) – direttamente nei quartieri.

I centri civici saranno, inoltre, luoghi a disposizione di iniziative culturali e artistiche, nell’ottica di una cultura partecipata e diffusa in città. Saranno centri di attività co-progettate tra il Comune e le associazioni del territorio. Ove possibile prevedranno anche strutture sportive e altri servizi. Saranno, ovviamente, punti di aggregazione – e in special modo di ritrovo inter-generazionale rivolti per natura a giovani, adulti, anziani – con bar/ristoro. Proporremo nelle periferie anche il modello dei “punti di comunità” a favore dei più anziani e di altri cittadini privi di un accesso internet domestico: in accordo con alcuni negozi di quartiere installeremo punti per l’accesso a tutti i servizi comunali disponibili on line (prenotazioni, richieste e quando possibile ritiro di certificati, etc.) e genereremo così un doppio vantaggio. Da una parte porteremo infatti i servizi nei quartieri, dall’altra creeremo passaggio negli esercizi commerciali.

Focus: la biblioteca diffusa

Ma in che cosa consiste, concretamente, l’idea di una biblioteca diffusa? Si tratta di una soluzione transitoria o definitiva? È la vera alternativa al progetto ambizioso di nuova biblioteca, avanzato negli ultimi anni? Ecco come vogliamo procedere.

In primo luogo bloccheremo l’iter della “nuova biblioteca” per salvaguardare il parco Falcone-Borsellino.

Avvieremo al più presto l’operazione “biblioteca diffusa”, portando – in accordo col consorzio CSBNO che gestisce il servizio bibliotecario legnanese – nei centri civici i servizi di prestito (ritiro e consegna) di libri e altri materiali, l’utilizzo di pc o altri devices per la navigazione internet, la connessione wi-fi e la disponibilità di spazi per la consultazione e lo studio.

Il piano partirà con i centri esistenti – Mazzafame, Canazza – e sarà completato con la realizzazione delle strutture negli altri quadranti della città – San Paolo, Legnarello.

Nel frattempo sarà intrapresa l’operazione di messa a norma della sede di via Cavour, con l’eliminazione delle barriere architettoniche, e valutato l’ampliamento degli spazi a disposizione mediante strutture semi-permanenti.

Avremo quindi un servizio capillare, a disposizione dei cittadini di tutti i quartieri con comodità e rapidità. Resterà, d’altra parte, l’esigenza di una sede centrale moderna, con spazi adeguati per il patrimonio librario esistente e strutture polifunzionali – auditorium, sala convegni – per iniziative culturali ed eventi.

Quando sarà avviata la riqualificazione dell’area Manifattura, tra le nostre priorità nel negoziato che sarà aperto con gli operatori coinvolti figurerà l’ottenimento di spazi a uso pubblico da destinare al nuovo e definitivo quartier generale della biblioteca. Esso si affiancherà ai centri civici che continueranno a diffondere il servizio in Legnano.

Un piano straordinario per ripartire

Lo sport legnanese soffre, inoltre, perché mancano alcuni impianti e molti sono in pessime condizioni. Le vicende che si sono evidenziate di recente hanno messo in mostra gravi carenze nelle strutture portanti – è il caso della piscina comunale, chiusa nel novembre 2019 per il rischio di crolli – e negli impianti tecnici –sono numerosi i casi di caldaie non funzionanti durante allenamenti e gare. Con coraggio affronteremo un piano di investimenti straordinari per restituire “case dello sport” belle, moderne, efficienti e ambientalmente sostenibili agli sportivi legnanesi. Lo faremo anche con le collaborazioni con i privati e con le stesse società sportive.

Avvieremo una ricognizione completa degli impianti sportivi comunali, anche in collaborazione con le società utilizzatrici, ed elaboreremo un programma pluriennale degli interventi necessari. Le strutture sportive costituiranno una delle priorità nei nostri piani di investimenti. Al contempo, monitoreremo ed esploreremo ogni possibilità di accedere ai bandi del Credito Sportivo a sostegno degli enti territoriali e a ogni altra opportunità di co-finanziamento.

Focus: una nuova piscina per Legnano

Emblema della situazione degli impianti legnanesi è la piscina comunale. I tecnici del settore ci hanno chiarito che usare milioni di euro sull’attuale impianto sarebbe solo una pezza non risolutiva. Per questo serve un nuovo progetto, adeguato alla nostra comunità, da realizzare in partnership e in grado di fornire alla città una struttura moderna ed efficiente.

Una nuova piscina, di concezione moderna, con spazi per il nuoto – anche agonistico – e per fitness e wellness. Un’area ad alto potenziale indicata allo scopo è quella – qualora ritorni nelle disponibilità dell’amministrazione comunale – della vecchia piattaforma ecologica di viale Sabotino – via Menotti.

L’area dell’attuale piscina potrà essere poi rigenerata a verde, sport (palestre, campi all’aperto) e spazi per la cultura, per rispondere ai bisogni delle associazioni sportive e culturali. Alla fine avremmo così raddoppiato impianti, verde e spazi di aggregazione.

Chiarezza per chi fa sport

La gestione delle strutture sportive del Comune di Legnano coinvolge oggi una pluralità di soggetti. I servizi di custodia, pulizia e manutenzione sono stati affidati nel 2018 all’azienda Euro.PA Service, di cui il Comune è socio. Questa ha sostituito AMGA Sport, società anch’essa partecipata, che è però rimasta responsabile del servizio relativo alla piscina comunale.

Gli incontri con i cittadini e con le associazioni sportive cittadine hanno messo in luce l’enorme difficoltà di individuare un interlocutore certo per i servizi in questione. Per l’organizzazione di spazi e orari e per le piccole manutenzioni è spesso necessario rivolgersi a Euro.PA, al Comune e all’Associazione delle Società Sportive Legnanesi (ASSL).

Nell’immediato non è differibile una semplificazione delle procedure. Le associazioni sportive devono contare subito su un riferimento certo, una società di gestione specializzata che dia garanzia di risposta sulle richieste avanzate. Le manutenzioni ordinarie di competenza del Comune devono essere eseguite con prontezza per non pregiudicare il funzionamento delle strutture. La dovuta attenzione alla sostenibilità economica non deve tradursi nel rinvio di interventi necessari, fonte di danni all’attività sportiva e di incuria e degrado dei beni pubblici.

Una gestione efficiente dello sport legnanese passa anche dal riconoscimento di esigenze e bisogni differenti per i diversi soggetti interessati. Vogliamo, da una parte, assicurare la possibilità di accedere alla pratica sportiva a tutti i cittadini e a tutte le associazioni sportive, di qualunque dimensione, che sono presenti e continuano a nascere sul territorio. Oltre al supporto garantito dall’amministrazione comunale alle associazioni di ogni tipo, secondo l’apposito Regolamento dei contributi e delle sovvenzioni, per questo obiettivo inseriremo nei centri civici (vedi § 3.9 e 3.10) almeno un nuovo impianto con campo polifunzionale.

In città operano, d’altra parte, alcune società sportive dotate di un’organizzazione più grande e strutturata, che potrebbero concorrere alla gestione di alcuni impianti e perseguire così un vantaggio per se stesse, per l’amministrazione comunale e per la collettività. È tempo di aprire a un modello diverso, che permetta alle società interessate a rigenerare le nostre strutture sportive di avere tempi certi e congrui per programmare gli investimenti e le attività, in cambio di impegni precisi sulla fruibilità degli impianti da parte dell’utenza e dell’amministrazione comunale. È tempo di avere centri funzionali, adatti allo sport, attrattivi anche grazie ad attività accessorie, vivi e attivi tutti i giorni, tutto l’anno.

Iniziative per la scuola, per tutti

In modo trasversale alle fasce di età, realizzeremo un portale web delle attività educative e scolastiche – analogo a quello già esistente per la Cultura – che aiuti il cittadino a districarsi tra le offerte presenti in città e possa avvicinare i soggetti coinvolti con la funzione di contenitore di informazioni utili, forum su argomenti di discussione, newsletter, dialogo tra docenti e famiglie, aree dedicate agli studenti. Promuoveremo inoltre iniziative informative e formative rivolte ai genitori.

Attiveremo, infine, gli uffici comunali per sviluppare la propensione alla partecipazione a bandi – predisposizione dei contenuti, rendicontazione, etc. – per la ricerca di fondi aggiuntivi utili al finanziamento di progetti e azioni altrimenti non realizzabili.

La scuola di comunità: 14-18 anni

Per gli studenti della fascia 14-18 anni il primo obiettivo è migliorare i percorsi di orientamento a conclusione delle scuole secondarie sia di primo sia di secondo grado, per aumentare anche la possibilità occupazionale dei ragazzi con il consolidamento delle reti tra istituti superiori e aziende per l’alternanza scuola-lavoro e ridurre i casi di interruzione volontaria degli studi. Per questo promuoveremo le seguenti misure:

– favorire e coordinare il dialogo con le imprese perché i percorsi di alternanza scuola-lavoro siano inseriti nel percorso individuale di ogni alunno e lo aiutino al raggiungimento delle competenze specifiche necessarie

– attivare un coordinamento stabile tra le scuole superiori e con l’amministrazione per la realizzazione di progetti e politiche condivisi a livello cittadino

– collaborare con i ragazzi dei consigli di istituto delle scuole cittadine per mantenere con loro un dialogo ed essere aperti all’ascolto delle loro esigenze e proposte. A completamento del percorso che i bambini iniziano con il consiglio comunale dei bambini e con il consiglio comunale dei ragazzi si attiverà il Forum Giovani.