La scuola di comunità: 6-14 anni

Per la fascia di età corrispondente alle scuole primarie e secondarie di primo grado promuoveremo il consolidamento della cooperazione tra scuole, oratori, famiglie, cooperative sociali e associazioni, per l’avvio di sperimentazioni di scuole aperte il pomeriggio con un’offerta ampia di servizi. In sintesi promuoveremo la scuola di comunità con:

– le strutture. Una politica tesa alla riqualificazione sostenibile e alla riprogettazione di alcune parti come palestre e auditorium per una fruizione collettiva e non solo degli “addetti” alla scuola

scuole aperte. Un progetto che coinvolga dirigenti scolastici, docenti, personale di servizio, famiglie, associazioni, sindacati per l’utilizzo degli spazi per attività sociali, ricreative e culturali nel tempo pomeridiano, sia per genitori e studenti della scuola che per attività aperte alla cittadinanza

rapporti con le associazioni. Una collaborazione virtuosa con le associazioni del territorio – sportive, culturali, ambientaliste, del Terzo Settore – come premessa essenziale per costruire la scuola di comunità.

revisione dei bacini di utenza per la creazione di Istituti comprensivi più coerenti con la struttura della città.

La scuola di comunità: 0-6 anni

Cosa significa “scuola di comunità”? È una scuola che è parte integrante del tessuto sociale della città, che valorizza le competenze e costruisce relazioni positive tra gli attori, che viene intesa come parte essenziale del bene comune.

Lavoreremo con progetti mirati per le varie fasce d’età. Ecco quali saranno rivolti alla fascia 0-6 anni:

– un centro per l’infanzia e la famiglia con servizi flessibili – frequenza part time o solo per alcuni giorni alla settimana – che risponda all’esigenza di un luogo sicuro per la custodia dei figli e accompagni i genitori con il supporto pedagogico di esperti (“Tempo per le famiglie”), con laboratori per bambini, ludoteca, spazi per feste di compleanno. Sarà un luogo di incontro e di scambio, un aiuto alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e un sostegno alla genitorialità

– il sostegno al coordinamento pedagogico tra le Scuole dell’infanzia paritarie, per trovare strategie comuni di lavoro e strumenti condivisi pur nel rispetto delle specificità di ciascun istituto. Nella stessa direzione andrà la rete di coordinamento tra nidi privati e comunali, anche per valorizzare l’esperienza di rete che alcuni di essi hanno già avviato

– il miglioramento della convenzione con le scuole dell’infanzia per assicurare una retta mensile accessibile anche per le fasce più deboli, proporzionata alle fasce ISEE, e per accogliere alunni disabili con adeguati interventi di assistenza e sostegno tramite personale qualificato. Verrà previsto un monitoraggio dei costi derivanti dall’inserimento di alunni con disabilità che preveda supporto economico per le scuole in proporzione al numero di alunni con sostegno accolti.

Misure per la scuola: gestire l’emergenza

Sul tema della scuola dobbiamo distinguere chiaramente due fasi programmatiche: i primi cento giorni dell’anno scolastico 2020-21, per affrontare l’emergenza post-covid, e una seconda fase in cui realizzare una scuola di comunità.

Nella fase di emergenza dovremo aiutare le famiglie per tutto l’anno scolastico 2020/21, per permettere ai genitori di continuare a lavorare, anche con misure sperimentali e con l’attivazione della rete della solidarietà cittadina per finanziare progetti specifici. Cosa faremo dunque?

– creeremo un “fondo nidi sicuri“: useremo tutte le risorse rese disponibili da Governo e Regione per famiglie con figli nella fascia d’età 0-3 per perseguire l’obiettivo “nidi gratis”. Le risorse dovranno dare ossigeno alle famiglie, con priorità a quelle coinvolte in episodi di disoccupazione o cassa integrazione legati all’attuale crisi. Con il  fondo assegneremo contributi per pagare le rette dei nidi sia pubblici che privati, per raggiungere anche le famiglie che non hanno accesso alla misura “nidi gratis” di Regione Lombardia

– sperimenteremo il servizio di “tempo ritrovato“. Coinvolgeremo i centri civici di Canazza e Mazzafame per avviare un servizio con cui i genitori potranno, per alcune ore alla settimana, lavorare in smart working mentre i bambini di 0-6 anni vengono accuditi da personale specializzato (servizio in compartecipazione con le famiglie)

– potenzieremo sperimentalmente i pre e post scuola per la fascia 6-14, per coprire le fasce orarie eventualmente scoperte dopo la riorganizzazione delle scuole a causa del covid o per le giornate di assenza dei docenti, di chiusure e sospensioni.  Il servizio sarà in compartecipazione con le famiglie e sarà un esperimento di collaborazione pubblico-privato che si potrebbe riproporre nei giorni di chiusura delle scuole a Natale e Pasqua.

La città dei bambini

Prendersi cura della propria comunità significa anche porre le basi perché le cittadine e i cittadini del futuro siano informati, attivi, partecipi.

Nei decenni è spesso prevalsa l’idea di uno sviluppo urbano per luoghi e funzioni separati, che ha frammentato le città. Noi oggi vogliamo accogliere le diversità di ciascuno in una città capace di unire, di creare comunità. Il progetto “La città dei bambini” (www.lacittadeibambini.org ), creato nel 1991, è divenuto negli anni un’iniziativa internazionale adottata da molti sindaci in tutto il mondo.

Ecco perché realizzeremo una città in cui il bambino sostituisce l’adulto come parametro delle decisioni. Ciò significa adottare un punto di vista diverso, più lungimirante, nel definire le priorità. Significa privilegiare i pedoni sulle auto, investire sulla sicurezza dell’ambiente urbano, ma soprattutto stimolare la partecipazione attiva delle bambine e dei bambini della città. Essi hanno il diritto a esprimere opinioni in merito alle decisioni che li riguardano, come sancisce la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Riprenderemo le esperienze del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze – sperimentato a Legnano nel 2016-17 – e degli eventi in occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presteremo particolare attenzione ai percorsi protetti casa-scuola per permettere agli studenti di muoversi in autonomia. Prima di tutto, stimoleremo in ogni caso la partecipazione – nella progettazione degli spazi, nelle iniziative culturali, in quelle sportive – dei nostri concittadini più giovani.