Governare con la comunità: politiche per la partecipazione

Daremo massima importanza al principio della partecipazione dei cittadini al governo della cosa pubblica. Come già richiamato, istituiremo momenti periodici di confronto per la verifica, la conferma e le eventuali modifiche dei piani e degli obiettivi di mandato contenuti in questo programma elettorale.

Assicureremo il funzionamento di canali di comunicazione rapidi e semplici per le segnalazioni e le richieste dei cittadini, con prese in carico e risposte in tempi brevi e garantiti.

Continueremo a ritenere fondamentale l’apporto dell’associazionismo, motore vivo e instancabile delle attività sociali, culturali, sportive, ricreative della città. Favoriremo, per questo, iniziative di co-progettazione tra il Comune e le associazioni, con particolare riferimento all’attività dei centri civici.

Nel dialogo con le associazioni proporremo il modello del “forum” nei vari ambiti di attività (Forum del Terzo Settore, Forum della Cultura, …). L’obiettivo è di favorire l’auto-governo del mondo associativo e un’interfaccia efficiente con un interlocutore unico, fermo restando il diritto di ciascuno di rivolgersi alle strutture comunali e amministrative.

Riaffermeremo il ruolo centrale delle consulte territoriali come tramite tra l’amministrazione comunale e la cittadinanza per quanto attiene alle iniziative, ai bisogni, ai problemi specificamente localizzati nei rispettivi territori. Vogliamo che le consulte non siano soltanto un referente a disposizione dei cittadini – come nei progetti di urbanistica tattica (vedi § 3.6) – ma strumenti di comunicazione funzionanti in entrambi i sensi: l’amministrazione comunale ricercherà proattivamente il consulto della cittadinanza su temi di specifico interesse. Pensiamo a consulte che siano in grado di attivare reti di quartiere, per esempio nel caso della cura di vicinato (vedi sopra), per coinvolgere e coordinare i residenti, i commercianti e gli utenti dei quartieri.

La Legnano del futuro: un masterplan

Gli ambiti cittadini soggetti a trasformazione sono tipicamente costituiti, come accennato, da proprietà private. La Pubblica Amministrazione – in questo caso l’ente comunale – deve rivestire il ruolo di guida, fornire la cornice normativa e le linee di indirizzo. Le risorse e gli investimenti necessari saranno, nella grande maggioranza dei casi, in capo agli operatori privati.

Ciò rende particolarmente importante la redazione di un masterplan, una visione unitaria della città immaginata, per dare la necessaria coerenza – in termini di funzioni, di infrastrutture, di scelte architettoniche – a interventi realizzati in fasi successive e da operatori differenti. Nel giugno 2022 scadranno i cinque anni di validità del Documento di Piano del Piano di Governo del Territorio: un’ulteriore occasione per ridefinire lo sviluppo futuro della città con un percorso di elaborazione e partecipazione ampio, che coinvolga tutta la città e non solo i soggetti strettamente interessati caso per caso.

La recente Legge Regionale 18/2019 sulla rigenerazione urbana ha inoltre introdotto maggiore flessibilità nella trattativa tra pubblico e privato riguardo alle aree individuate come strategiche dall’amministrazione comunale. Di fronte all’opportunità di avviare interventi altrimenti complessi – è prevista la possibilità di deroghe ai piani urbanistici, o la concessione di usi temporanei nelle more del negoziato per favorire la sostenibilità delle operazioni – è chiara la necessità, per la parte pubblica, di una bussola che orienti alla visione di città definita.

Primo elemento di questo quadro condiviso sarà la prescrizione, in tutti gli interventi, di un mix funzionale: le soluzioni urbanistiche odierne convergono in questo senso, al fine di creare nuove aree urbane vive tutto il giorno, tutti i giorni. Vecchie concezioni di quartieri suddivisi per funzione esclusiva – residenziale, commerciale, produttiva – appaiono del tutto superate.

Apriremo, dove possibile – in primo luogo nelle aree a proprietà pubblica – allo strumento dei concorsi di idee e di progettazione. Sull’esempio di iniziative sperimentate a Milano e altrove (come il bando “Reinventing Cities”, con l’ovvia necessità di adattare i requisiti delle iniziative al calibro di Legnano e alle specificità dei singoli luoghi), si tratta di un metodo che garantisce flessibilità ai potenziali investitori e soluzioni di buona qualità alla collettività.

Favoriremo il coinvolgimento di tutti gli attori sin dalle prime fasi delle operazioni. L’ascolto del territorio e la prescrizione di aspetti inclusivi nella progettazione saranno fondamentali.

Con regole certe e processi semplici intendiamo garantire omogeneità ai processi di rigenerazione delle aree dismesse, in una sorta di agopuntura urbana i cui interventi puntuali sono mirati alla salute dell’intero corpo costituito dalla città di Legnano.

Focus: l’area-stazione e il comparto Franco Tosi

La zona della nostra stazione ferroviaria ha bisogno di una decisa riqualificazione, è sotto gli occhi di tutti.

Negli ultimi anni, il lato Oltrestazione ha visto la creazione di un nuovo parcheggio, la messa a punto dell’illuminazione e la creazione della zona pedonale fino a piazza del Popolo. Sono interventi che hanno reso l’area più sicura e che bisognerà completare in alcune parti, come il parcheggio dismesso lungo via Gaeta.

Verso il centro, invece, la porta principale della stazione è una piazza incompiuta, la cui recente sistemazione non ha sciolto il nodo di una stazione in posizione centrale eppure isolata dal resto della città.

La stazione è legata a doppio filo alla grande area Franco Tosi, un comparto unico per dimensioni e centralità. Non è un’area dismessa a tutti gli effetti: ampi spazi sono inutilizzati, ma la Franco Tosi Meccanica opera ancora e ci ricorda che è necessario preservare la vocazione produttiva della zona.

Al contempo, però, uno spazio affacciato sul centro urbano e direttamente connesso a Milano e ad altre destinazioni, tramite la ferrovia, merita una riqualificazione che cambierebbe il volto della nostra città. Un intervento complesso, da attuare per fasi ma con un disegno generale che tenga conto del mix funzionale già previsto dal Piano di Governo del Territorio.

In questo contesto vogliamo aprire una nuova piazza pubblica, degna della porta d’ingresso alla città costituita dalla nostra stazione. Una piazza vivace, che dia respiro alla zona e che diventi perno del sistema dei trasporti: capolinea per i servizi autobus per un vero interscambio ferro-gomma, ma anche nodo della Rete Verde della mobilità sostenibile in città, collegato alla velostazione con deposito bici e ciclofficina.

Una stazione che dia nuova vita ai propri spazi, anche grazie alla collaborazione da mantenere e sviluppare con RFI, proprietaria degli edifici: il deposito lungo il binario 1 – che potrà presto essere recuperato – il vecchio deposito bici nel blocco principale, gli appartamenti vuoti al piano superiore.

Focus: un polo per l’infanzia nell’area ex Bernocchi

L’area ex Bernocchi, incastrata tra corso Garibaldi e il Sempione, è uno dei grandi ambiti di trasformazione della città di Legnano. Chi vorrà intervenire in quest’area dovrà prima di tutto – come stabilisce il Piano di Governo del Territorio – mettere in sicurezza le sponde dell’Olona e completare questo tratto di parco urbano fluviale con fasce verdi e percorsi ciclopedonali che lo connettano ai tratti già esistenti.

Saranno poi realizzati spazi residenziali e commerciali, con un intervento che dovrà salvaguardare gli edifici storici e ricavare spazi pubblici da consegnare alla disponibilità del Comune. Qui, nella storica palazzina Bernocchi, potremo creare un polo dedicato all’infanzia, con spazi museali, ludici e ricreativi.

Nelle vicinanze, del resto, trovano spazio la biblioteca, il museo civico (la gestione dei cui spazi, oggi troppo ridotti, andrà ripensata nell’ambito della riqualificazione della zona), i giardini pubblici di piazza Trento e Trieste, una scuola primaria e tre scuole per l’infanzia – quella comunale in via Cavour, una in via san Martino, l’altra al di là del fiume, sul corso Sempione. Ecco perché può nascere qui una zona protetta, un vero quartiere dedicato ai legnanesi più giovani.

La Bicipolitana legnanese

Particolare importanza, all’interno della Rete Verde, dev’essere assunta dai percorsi ciclabili. La bicicletta è un mezzo che garantisce ampia libertà di movimento, velocità di spostamento e un impatto nullo sull’ambiente. Legnano e il Legnanese sono territori a misura di bici, con distanze non ampie e senza dislivelli significativi.

Per incentivare anche qui – come accaduto altrove da tempo, e ancor di più dopo l’emergenza covid – la mobilità a due ruote servono però percorsi protetti e lineari. Si usa la bicicletta se è un mezzo sicuro e se permette di arrivare a destinazione rapidamente, senza complicate deviazioni.

Con la Bicipolitana, già sperimentata in diverse città, possiamo unire i quartieri, i punti di interesse – scuole, ospedale, stazione, parchi, uffici pubblici, mercato – e le strade di collegamento ai comuni vicini con una rete di percorsi sicura e ben segnalata. Lo schema di rete con le “fermate” nei luoghi principali e le linee colorate, sul modello della metropolitana, rendono il sistema intuitivo e piacevole.

Possiamo agire su due livelli. Una soluzione provvisoria ma rapida, con interventi leggeri e a bassissimo costo, può essere realizzata subito grazie alle norme del codice della strada introdotte dopo l’emergenza sanitaria per favorire la mobilità dolce. Un successivo piano di investimenti graduale potrà poi dare completezza all’infrastruttura.

La Rete verde e del commercio

È facile dire che vogliamo una città che si muova in modo più sano e sostenibile, in cui gli spostamenti a piedi, in bici e in micro-mobilità elettrica liberino le strade dal traffico di auto e riducano l’emissione di inquinanti. Per farlo, però, c’è bisogno di garantire sicurezza e comodità a chi utilizza i percorsi pedonali e ciclabili. Per questo vogliamo unire tutti i quartieri di Legnano con una Rete Verde.

La Rete Verde sarà un sistema organizzato di parchi urbani, giardini, itinerari alberati, corridoi ecologici, legati tra loro e con i luoghi di pubblico interesse, sostenuti da una accessibilità formata da percorsi pedonali e ciclabili resi indipendenti – per quanto possibile – dai percorsi motorizzati.

Sarà una rete lungo la quale rendere la mobilità semplice come l’ABCD: Anziani, Bambini, Ciclisti e Disabili potranno finalmente muoversi davvero in tutta la città.

Ma sarà anche una rete del commercio perché lungo questi percorsi concentreremo investimenti per migliorare la qualità degli spazi e arredi urbani e sosterremo i commercianti a rendere vive e sicure le aree della Rete, con la possibilità di occupare spazi all’aperto, organizzare eventi e iniziative ludiche e di animazione, culturali, sportive, sociali. Faciliteremo l’arte di strada e studieremo un sistema di incentivi a coloro che si prenderanno cura di porzioni della Rete con la pulizia e la piccola manutenzione.

La Rete Verde e del Commercio sarà un progetto caratterizzato da un approccio integrato e partecipativo, da realizzare con i quartieri di Legnano, per la rivitalizzazione di luoghi oggi irrisolti mediante l’apertura di piccole piazze, spazi di sosta, punti di ritrovo.

Il Piano del Verde, insieme al Piano dei Servizi, potenzierà i servizi alla cittadinanza e riequilibrerà le funzioni urbane. La sua realizzazione riqualificherà le periferie e – insieme al Piano della Mobilità e dei Parcheggi – potrà migliorare le relazioni funzionali e le condizioni di accesso alla città, privilegiando e riqualificando la rete ciclabile e il trasporto pubblico.

Focus: “pillole” di Rete Verde in città

In attesa di una definizione puntuale e completa della Rete Verde e del commercio cittadina, abbiamo individuato alcuni nodi la cui risoluzione è fortemente connessa alla realizzazione del progetto.

Da ovest verso est, iniziamo la rassegna da via Liguria, dove la discussione sul collegamento con la bretella del nuovo ospedale – oggi chiuso al traffico privato – tiene banco da tempo. Intendiamo valutare l’apertura della strada nell’ambito di un piano sulla viabilità del quartiere da progettare insieme alla popolazione di San Paolo, tale da evitare che arterie come via Sardegna diventino strade di forte attraversamento. L’occasione per questa revisione complessiva sarà data dall’implementazione della Rete Verde e del commercio.

Il viale Sabotino è oggetto di una pianificazione – approvata nel 2014 – che individua i lotti e i rispettivi interventi di utilità pubbliche che i privati interessati a operazioni edilizie sull’asse viario devono onorare. Nell’ottica di una generale rinnovata attenzione all’elemento paesaggistico e al verde, intendiamo integrare il piano – oggi centrato su opere per l’organizzazione del traffico, i percorsi ciclabili e pedonali – con la previsione di interventi utili a rendere il viale un “raggio verde”, una sorta di parco lineare. Questa nuova veste potrebbe trasformare il Sabotino da un netto separatore a una cerniera capace di collegare e unire le due zone ai suoi lati. Ci impegneremo inoltre per avviare a soluzione – entro i cinque anni di mandato – le criticità dei tratti più a sud e più a nord dell’asse.

All’Olmina, un discorso simile si attaglia alla via Filzi. Qui, peraltro, è già presente una delle piste ciclabili cittadine di prima realizzazione, che necessita di rivisitazioni per migliorarne la sicurezza – oggi la visibilità reciproca tra auto e ciclisti è scarsa – e la fruibilità – le continue interruzioni in corrispondenza degli incroci dissuadono dal suo utilizzo.

Nella stessa zona sarà molto importante riprendere le fila dell’intervento – avviato nel 2016 e poi interrotto – di recupero della parte di Parco Bosco Ronchi attestata all’Olmina. Esso prevede la riqualificazione dell’ampia area verde, oggi di fatto chiusa alla cittadinanza, e l’attraversamento ciclopedonale della via Melzi. Questo collegamento protetto e rapido con il quartiere Canazza costituirebbe un grande passo avanti nella realizzazione concreta del corridoio naturalistico che dal Parco Ronchi si estende al Parco ex ILA, recentemente valorizzato e aperto al pubblico.

Parchi inclusivi: il gioco è un diritto di tutti

Gli spazi verdi all’interno della città non sono solo fondamentali dal punto di vista ecologico ma, come si è visto, hanno un’importante funzione ricreativa e sociale. Essa è pienamente espletata solo se la fruizione è garantita a tutti i cittadini.

Nella città che vogliamo – una Legnano senza barriere fondata sull’attenzione ai soggetti più fragili quali gli “ABCD”: anziani, bambini, ciclisti, disabili – i parchi pubblici e le loro attrezzature devono essere accessibili a tutti, anche a persone con limiti motori, sensoriali o con disturbi cognitivo-comportamentali. In città ci sono oggi spazi dotati di giochi inclusivi, ma in un impianto ancora tradizionale. Vogliamo cambiare il paradigma: il parco pubblico deve essere concepito nella sua interezza per tutti.

Il parco inclusivo ha attrezzature che garantiscono flessibilità nell’uso, un basso sforzo fisico, tolleranza all’errore, spazi adatti all’approccio di ogni soggetto. Ha strade di accesso e percorsi compatti, privi di interruzione, pianeggianti, in materiali adatti all’utilizzo in tutte le stagioni. Elimina ogni barriera architettonica e ogni ostacolo all’accesso.

Abbiamo mappato 27 giardini pubblici in città. Ci poniamo l’obiettivo di realizzare durante il mandato amministrativo almeno un parco inclusivo completo, e di avviare una transizione a questo modello in ogni occasione di manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli spazi esistenti. Coglieremo inoltre ogni opportunità derivante da bandi per avviare questo cambiamento.

Una città, cinque centri

I servizi dei centri civici saranno implementati in primo luogo nei centri comunali già esistenti. Tanto allo Spazio Incontro Canazza quanto al Centro Sociale Pertini-Salice a Mazzafame, peraltro, alcune delle attività previste – l’aggregazione, le iniziative culturali, la co-progettazione con le associazioni – sono da tempo funzionanti. Lo Spazio Incontro Il Giardino, invece, forma naturalmente un polo unito alla sede centrale del servizio bibliotecario, trovandosi nello stesso parco di via Cavour.

Il progetto di costruzione della nuova biblioteca all’interno del Parco Falcone Borsellino, promosso dalla precedente amministrazione comunale, non verrà infatti realizzato. In attesa di possibili sviluppi nell’area della Manifattura (vedi § 6.1), ecco dunque con quali risorse sarà realizzato il progetto dei centri civici: con una spesa inferiore a quella del previsto finanziamento (5 milioni di euro) sarà possibile rinnovare la sede di via Cavour e realizzare le nuove strutture.

Doteremo il quartiere San Paolo di un centro civico, uno spazio da anni richiesto dai residenti e dalle loro rappresentanze. Qui, in una struttura realizzata ex novo, sarà possibile inserire locali per servizi e un campo polifunzionale per l’attività sportiva.

A Legnarello vogliamo valutare la fattibilità del recupero della chiesetta del vecchio oratorio: un bene in forte stato di degrado, la cui rigenerazione otterrebbe il doppio risultato di risolvere una situazione di abbandono annosa e dotare il quartiere dei servizi previsti.

Va ricordato, infine, che in Canazza sono prossimi alla conclusione i lavori di ristrutturazione della vecchia casa di riposo Accorsi, nell’ambito del progetto “Integration Machine”. Qui, oltre ai previsti appartamenti in co-housing, saranno ricavati spazi a uso pubblico che potranno essere utilizzati per gli scopi previsti insieme al vicino centro sociale.

Centri civici e servizi di quartiere

Legnano è una città di poco più di 60.000 abitanti che è al centro di un sistema – l’Altomilanese – composto da una popolazione pressoché tripla. Ecco perché le nostre periferie non devono limitarsi a reclamare un doveroso decentramento dei servizi, ma possono ambire al ruolo di poli attrattori di porzioni di territorio che vanno oltre i confini della città. È arrivato il tempo di ribaltare lo sguardo e vedere le periferie come nuovi centri su cui investire: per questo, per ogni euro che investiremo in centro, ne useremo due per le aree non centrali.

Tra gli strumenti che vogliamo mettere in campo per perseguire quest’obiettivo – vedi § 4.5 per la Rete verde e del commercio – i centri civici rivestiranno un’importanza primaria. Porteremo nei centri esistenti e in quelli di futura realizzazione la biblioteca diffusa, per fruire di alcuni servizi bibliotecari – ritiro e consegna libri e materiali, spazi per la consultazione, servizi di vendita biglietti del Consorzio Bibliotecario (CSBNO) – direttamente nei quartieri.

I centri civici saranno, inoltre, luoghi a disposizione di iniziative culturali e artistiche, nell’ottica di una cultura partecipata e diffusa in città. Saranno centri di attività co-progettate tra il Comune e le associazioni del territorio. Ove possibile prevedranno anche strutture sportive e altri servizi. Saranno, ovviamente, punti di aggregazione – e in special modo di ritrovo inter-generazionale rivolti per natura a giovani, adulti, anziani – con bar/ristoro. Proporremo nelle periferie anche il modello dei “punti di comunità” a favore dei più anziani e di altri cittadini privi di un accesso internet domestico: in accordo con alcuni negozi di quartiere installeremo punti per l’accesso a tutti i servizi comunali disponibili on line (prenotazioni, richieste e quando possibile ritiro di certificati, etc.) e genereremo così un doppio vantaggio. Da una parte porteremo infatti i servizi nei quartieri, dall’altra creeremo passaggio negli esercizi commerciali.

Focus: la biblioteca diffusa

Ma in che cosa consiste, concretamente, l’idea di una biblioteca diffusa? Si tratta di una soluzione transitoria o definitiva? È la vera alternativa al progetto ambizioso di nuova biblioteca, avanzato negli ultimi anni? Ecco come vogliamo procedere.

In primo luogo bloccheremo l’iter della “nuova biblioteca” per salvaguardare il parco Falcone-Borsellino.

Avvieremo al più presto l’operazione “biblioteca diffusa”, portando – in accordo col consorzio CSBNO che gestisce il servizio bibliotecario legnanese – nei centri civici i servizi di prestito (ritiro e consegna) di libri e altri materiali, l’utilizzo di pc o altri devices per la navigazione internet, la connessione wi-fi e la disponibilità di spazi per la consultazione e lo studio.

Il piano partirà con i centri esistenti – Mazzafame, Canazza – e sarà completato con la realizzazione delle strutture negli altri quadranti della città – San Paolo, Legnarello.

Nel frattempo sarà intrapresa l’operazione di messa a norma della sede di via Cavour, con l’eliminazione delle barriere architettoniche, e valutato l’ampliamento degli spazi a disposizione mediante strutture semi-permanenti.

Avremo quindi un servizio capillare, a disposizione dei cittadini di tutti i quartieri con comodità e rapidità. Resterà, d’altra parte, l’esigenza di una sede centrale moderna, con spazi adeguati per il patrimonio librario esistente e strutture polifunzionali – auditorium, sala convegni – per iniziative culturali ed eventi.

Quando sarà avviata la riqualificazione dell’area Manifattura, tra le nostre priorità nel negoziato che sarà aperto con gli operatori coinvolti figurerà l’ottenimento di spazi a uso pubblico da destinare al nuovo e definitivo quartier generale della biblioteca. Esso si affiancherà ai centri civici che continueranno a diffondere il servizio in Legnano.

Una città bella, una città curata

Vogliamo una Legnano curata, funzionante, bella, perché crediamo che sia un punto fondamentale per dare sicurezza alla nostra città. Una concezione classica della sicurezza, basata sul controllo di polizia e sulla sola repressione dell’illegalità, è necessaria ma non è sufficiente. Siamo convinti che riappropriarsi dei luoghi della città e curare la loro vita crei una città in cui ci si senta sicuri di muoversi e di vivere.

Questo obiettivo passa anche per una manutenzione attenta e costante degli spazi pubblici e delle infrastrutture che non deve essere solo reattiva – problema-segnalazione-intervento – ma sempre più pianificata e proattiva da parte della macchina comunale. Il degrado di strade e marciapiedi, le barriere architettoniche mai rimosse, l’incuria di alcuni luoghi sono oggetto di denuncia da parte di molti. Per farci carico di questi problemi abbiamo bisogno della partecipazione attiva dei cittadini, ma in primo luogo ci assumiamo l’impegno di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione dell’ente comunale.

Le nostre strade sono spesso degradate a causa di interventi di scavo cui segue un cattivo ripristino: alla sistemazione provvisoria, spesso, non segue il rifacimento definitivo. Pretenderemo il corretto ripristino da parte degli operatori che hanno eseguito le manomissioni, nel rispetto delle autorizzazioni normalmente rilasciate e della legge vigente, cosa che oggi purtroppo viene tralasciata spesso e crea grandi disagi ai cittadini. Introdurremo una procedura lavorativa di controllo, cureremo un dialogo costante con gli operatori, garantiremo un canale di segnalazioni efficiente al servizio dei cittadini, anche attraverso l’introduzione dell’Assessorato “alle piccole cose”: un punto di riferimento in Comune per il cittadino. Alla manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi andrà affiancata la riqualificazione di aree che da anni attendono una sistemazione funzionale e definitiva: per farlo coinvolgeremo i cittadini con la partecipazione a interventi di urbanistica tattica e recupereremo progetti rimasti nel cassetto, in attesa di essere attuati

Focus: piazza del Redentore

La piazza della chiesa di Legnarello, ceduta al Comune dalla parrocchia nel 1936, è stata negli anni oggetto di interventi temporanei per impedire il parcheggio selvaggio delle auto. Nel 2015 è stato avviato un concorso di idee aperto alla cittadinanza per individuare una possibile sistemazione, ma non è stato dato seguito alla raccolta delle proposte. A fianco della piazza, inoltre, un incrocio viario particolarmente complesso è regolato da un semaforo a tre tempi e altre soluzioni – quali una possibile rotonda – sono sempre rimaste sulla carta.

Vogliamo dare il giusto riconoscimento alla partecipazione dei cittadini e recuperare le proposte presentate nel 2015. Da lì partiremo per sperimentare un intervento complessivo che, anche con soluzioni sperimentali e a basso impatto economico, valorizzi una delle piazze più belle della città: un luogo di cui riappropriarsi in un’area di grande passaggio – adiacente a un istituto scolastico, un maniero di contrada e al plesso delle scuole Cantù prossime al recupero – e densa di bar e altri esercizi.

Focus: urbanistica tattica, colore alla città

L’urbanistica tattica è un approccio rapido e sostenibile per restituire all’utilizzo pubblico spazi in stato di degrado e/o male utilizzati – per esempio interamente destinati agli autoveicoli o al parcheggio. Sperimentata in molte città nel mondo, se ne contano alcuni recenti esempi virtuosi nel Comune di Milano.

Punti di forza di questa soluzione sono la rapidità di intervento, i costi contenuti e la reversibilità degli interventi: con l’uso di materiali economici e arredi urbani rimovibili – pitture stradali, fioriere, stalli per bici, panchine – le soluzioni possono essere sperimentate temporaneamente per verificarne l’efficacia.

Possiamo creare velocemente luoghi di incontro colorati, piazze da vivere piacevolmente e in grado di cambiare volto ai quartieri senza sconvolgere le abitudini precedenti. Negli interventi tipici di urbanistica tattica, per esempio, la circolazione delle auto è modificata e regolamentata, ma non esclusa completamente.

Chiave fondamentale del progetto è la partecipazione attiva. Le consulte territoriali saranno il tramite tra i cittadini e il Comune per segnalare le zone irrisolte su cui lanciare progetti di urbanistica tattica. Coinvolgeremo i residenti, i commercianti e le associazioni disponibili nella pianificazione e nella realizzazione degli interventi.

Vicinato sociale: un nuovo approccio nelle relazioni

Il quartiere è la dimensione adeguata per attuare le politiche di prossimità e intercettare l’emergere di nuovi fenomeni sociali o l’acuirsi di marginalità. Nel modello di vicinato sociale i cittadini si prendono cura dei propri prossimi, non solo per la sicurezza ma anche per “tenere d’occhio” chi è più fragile e bisognoso di supporto. Tra i numerosi progetti che l’amministrazione può sostenere per favorire il quartiere come luogo di socialità, gratuità, inclusione, sostegno reciproco, ricordiamo alcuni esempi.

Il custode sociale è un operatore sociale con funzione di presidio nei contesti di edilizia popolare, una sentinella che favorisce – in particolare per i nuclei familiari con fragilità – l’accesso ai servizi di prossimità. Le social street permettonoattraverso social network e/o bacheche fisicamente poste nel rione – uno scambio di conoscenze e una maggiore aggregazione nel quartiere. Entrambe le iniziative saranno connesse al progetto di “cura del vicinato” (vedi § 3.5).

Dalla banca del tempo al baratto: con quest’iniziativa, l’oggetto di scambio è il tempo che gli aderenti richiedono e offrono. Si maturano crediti – anche mediante attività di interesse collettivo: doposcuola, aiuto per la spesa, accompagnamento – e debiti da onorare tra i soggetti coinvolti.

La peer education (istruzione tra pari) prevede che la formazione non sia appannaggio di soli docenti ed esperti, ma coinvolga persone dello stesso status degli utenti, per uno sviluppo di legami e una responsabilizzazione. Con i Gruppi AMA (Auto Mutuo Aiuto) si favorisce il sostegno reciproco tra persone con problemi simili – lutti, disagi psichici, ludopatie – come stimolo alla rinascita. È il caso dell’esperienza attiva allo Spazio Incontro Canazza, che dovrà essere moltiplicata e diffusa in particolare nei centri civici e –laddove possibile – in collaborazione con associazioni e parrocchie.

Dovremo poi coordinare le risorse a favore del contrasto alle povertà, anche temporanee. Proporremo accordi con commercianti, grande distribuzione e farmacie per la raccolta dell’invenduto – che abbatte la tassa rifiuti per i commercianti stessi – da sostenere con un regolamento comunale. Sossterremo inoltre i CPIA (istruzione per adulti), strumenti fondamentali per l’apprendimento della lingua italiana e la riuscita dei processi di integrazione e sviluppo in una città sempre più interculturale.

Vecchio ospedale: un nuovo polo per la salute

Sono in corso i lavori per dare corpo al progetto siglato nel 2015 per il vecchio ospedale di Legnano, nei cui edifici storici riprenderà vita il distretto territoriale di Legnano-Magenta-Abbiategrasso, con servizi dell’ATS (ex ASL) e dell’ASST (azienda ospedaliera). Una palazzina sarà inoltre destinata ai servizi sociali di competenza del Comune.

L’accordo prevede anche la creazione di ambulatori per pazienti cronici e/o con visite ad alta frequenza e posti letto per pazienti dimessi dall’ospedale non in grado di tornare immediatamente a domicilio,. Per quest’ultima parte, però, i lavori non sono ancora stati avviati. Ci batteremo perché il progetto venga terminato: il vecchio ospedale può diventare un vero Polo per la Salute di Comunità, con il già citato distretto territoriale, un presidio socio-sanitario, i servizi oggi presenti quali il centro vaccini e la scelta del medico, la guardia medica, la struttura per degenze extra-ospedaliere gestite anche con il concorso dei medici di medicina generale.

Completeremo il polo con il Punto Salute comunale, dove dare ascolto ai soggetti con fragilità e prendere in carico in unico luogo le domande dei cittadini, con un collegamento tra servizi sanitari, socio-sanitari (RSA, RSD, centri diurni, …), sociali e di cura informale (badanti).