Una città, cinque centri

I servizi dei centri civici saranno implementati in primo luogo nei centri comunali già esistenti. Tanto allo Spazio Incontro Canazza quanto al Centro Sociale Pertini-Salice a Mazzafame, peraltro, alcune delle attività previste – l’aggregazione, le iniziative culturali, la co-progettazione con le associazioni – sono da tempo funzionanti. Lo Spazio Incontro Il Giardino, invece, forma naturalmente un polo unito alla sede centrale del servizio bibliotecario, trovandosi nello stesso parco di via Cavour.

Il progetto di costruzione della nuova biblioteca all’interno del Parco Falcone Borsellino, promosso dalla precedente amministrazione comunale, non verrà infatti realizzato. In attesa di possibili sviluppi nell’area della Manifattura (vedi § 6.1), ecco dunque con quali risorse sarà realizzato il progetto dei centri civici: con una spesa inferiore a quella del previsto finanziamento (5 milioni di euro) sarà possibile rinnovare la sede di via Cavour e realizzare le nuove strutture.

Doteremo il quartiere San Paolo di un centro civico, uno spazio da anni richiesto dai residenti e dalle loro rappresentanze. Qui, in una struttura realizzata ex novo, sarà possibile inserire locali per servizi e un campo polifunzionale per l’attività sportiva.

A Legnarello vogliamo valutare la fattibilità del recupero della chiesetta del vecchio oratorio: un bene in forte stato di degrado, la cui rigenerazione otterrebbe il doppio risultato di risolvere una situazione di abbandono annosa e dotare il quartiere dei servizi previsti.

Va ricordato, infine, che in Canazza sono prossimi alla conclusione i lavori di ristrutturazione della vecchia casa di riposo Accorsi, nell’ambito del progetto “Integration Machine”. Qui, oltre ai previsti appartamenti in co-housing, saranno ricavati spazi a uso pubblico che potranno essere utilizzati per gli scopi previsti insieme al vicino centro sociale.

Un piano straordinario per ripartire

Lo sport legnanese soffre, inoltre, perché mancano alcuni impianti e molti sono in pessime condizioni. Le vicende che si sono evidenziate di recente hanno messo in mostra gravi carenze nelle strutture portanti – è il caso della piscina comunale, chiusa nel novembre 2019 per il rischio di crolli – e negli impianti tecnici –sono numerosi i casi di caldaie non funzionanti durante allenamenti e gare. Con coraggio affronteremo un piano di investimenti straordinari per restituire “case dello sport” belle, moderne, efficienti e ambientalmente sostenibili agli sportivi legnanesi. Lo faremo anche con le collaborazioni con i privati e con le stesse società sportive.

Avvieremo una ricognizione completa degli impianti sportivi comunali, anche in collaborazione con le società utilizzatrici, ed elaboreremo un programma pluriennale degli interventi necessari. Le strutture sportive costituiranno una delle priorità nei nostri piani di investimenti. Al contempo, monitoreremo ed esploreremo ogni possibilità di accedere ai bandi del Credito Sportivo a sostegno degli enti territoriali e a ogni altra opportunità di co-finanziamento.

Focus: una nuova piscina per Legnano

Emblema della situazione degli impianti legnanesi è la piscina comunale. I tecnici del settore ci hanno chiarito che usare milioni di euro sull’attuale impianto sarebbe solo una pezza non risolutiva. Per questo serve un nuovo progetto, adeguato alla nostra comunità, da realizzare in partnership e in grado di fornire alla città una struttura moderna ed efficiente.

Una nuova piscina, di concezione moderna, con spazi per il nuoto – anche agonistico – e per fitness e wellness. Un’area ad alto potenziale indicata allo scopo è quella – qualora ritorni nelle disponibilità dell’amministrazione comunale – della vecchia piattaforma ecologica di viale Sabotino – via Menotti.

L’area dell’attuale piscina potrà essere poi rigenerata a verde, sport (palestre, campi all’aperto) e spazi per la cultura, per rispondere ai bisogni delle associazioni sportive e culturali. Alla fine avremmo così raddoppiato impianti, verde e spazi di aggregazione.

Chiarezza per chi fa sport

La gestione delle strutture sportive del Comune di Legnano coinvolge oggi una pluralità di soggetti. I servizi di custodia, pulizia e manutenzione sono stati affidati nel 2018 all’azienda Euro.PA Service, di cui il Comune è socio. Questa ha sostituito AMGA Sport, società anch’essa partecipata, che è però rimasta responsabile del servizio relativo alla piscina comunale.

Gli incontri con i cittadini e con le associazioni sportive cittadine hanno messo in luce l’enorme difficoltà di individuare un interlocutore certo per i servizi in questione. Per l’organizzazione di spazi e orari e per le piccole manutenzioni è spesso necessario rivolgersi a Euro.PA, al Comune e all’Associazione delle Società Sportive Legnanesi (ASSL).

Nell’immediato non è differibile una semplificazione delle procedure. Le associazioni sportive devono contare subito su un riferimento certo, una società di gestione specializzata che dia garanzia di risposta sulle richieste avanzate. Le manutenzioni ordinarie di competenza del Comune devono essere eseguite con prontezza per non pregiudicare il funzionamento delle strutture. La dovuta attenzione alla sostenibilità economica non deve tradursi nel rinvio di interventi necessari, fonte di danni all’attività sportiva e di incuria e degrado dei beni pubblici.

Una gestione efficiente dello sport legnanese passa anche dal riconoscimento di esigenze e bisogni differenti per i diversi soggetti interessati. Vogliamo, da una parte, assicurare la possibilità di accedere alla pratica sportiva a tutti i cittadini e a tutte le associazioni sportive, di qualunque dimensione, che sono presenti e continuano a nascere sul territorio. Oltre al supporto garantito dall’amministrazione comunale alle associazioni di ogni tipo, secondo l’apposito Regolamento dei contributi e delle sovvenzioni, per questo obiettivo inseriremo nei centri civici (vedi § 3.9 e 3.10) almeno un nuovo impianto con campo polifunzionale.

In città operano, d’altra parte, alcune società sportive dotate di un’organizzazione più grande e strutturata, che potrebbero concorrere alla gestione di alcuni impianti e perseguire così un vantaggio per se stesse, per l’amministrazione comunale e per la collettività. È tempo di aprire a un modello diverso, che permetta alle società interessate a rigenerare le nostre strutture sportive di avere tempi certi e congrui per programmare gli investimenti e le attività, in cambio di impegni precisi sulla fruibilità degli impianti da parte dell’utenza e dell’amministrazione comunale. È tempo di avere centri funzionali, adatti allo sport, attrattivi anche grazie ad attività accessorie, vivi e attivi tutti i giorni, tutto l’anno.