La scuola di comunità: 6-14 anni

Per la fascia di età corrispondente alle scuole primarie e secondarie di primo grado promuoveremo il consolidamento della cooperazione tra scuole, oratori, famiglie, cooperative sociali e associazioni, per l’avvio di sperimentazioni di scuole aperte il pomeriggio con un’offerta ampia di servizi. In sintesi promuoveremo la scuola di comunità con:

– le strutture. Una politica tesa alla riqualificazione sostenibile e alla riprogettazione di alcune parti come palestre e auditorium per una fruizione collettiva e non solo degli “addetti” alla scuola

scuole aperte. Un progetto che coinvolga dirigenti scolastici, docenti, personale di servizio, famiglie, associazioni, sindacati per l’utilizzo degli spazi per attività sociali, ricreative e culturali nel tempo pomeridiano, sia per genitori e studenti della scuola che per attività aperte alla cittadinanza

rapporti con le associazioni. Una collaborazione virtuosa con le associazioni del territorio – sportive, culturali, ambientaliste, del Terzo Settore – come premessa essenziale per costruire la scuola di comunità.

revisione dei bacini di utenza per la creazione di Istituti comprensivi più coerenti con la struttura della città.

La città dei bambini

Prendersi cura della propria comunità significa anche porre le basi perché le cittadine e i cittadini del futuro siano informati, attivi, partecipi.

Nei decenni è spesso prevalsa l’idea di uno sviluppo urbano per luoghi e funzioni separati, che ha frammentato le città. Noi oggi vogliamo accogliere le diversità di ciascuno in una città capace di unire, di creare comunità. Il progetto “La città dei bambini” (www.lacittadeibambini.org ), creato nel 1991, è divenuto negli anni un’iniziativa internazionale adottata da molti sindaci in tutto il mondo.

Ecco perché realizzeremo una città in cui il bambino sostituisce l’adulto come parametro delle decisioni. Ciò significa adottare un punto di vista diverso, più lungimirante, nel definire le priorità. Significa privilegiare i pedoni sulle auto, investire sulla sicurezza dell’ambiente urbano, ma soprattutto stimolare la partecipazione attiva delle bambine e dei bambini della città. Essi hanno il diritto a esprimere opinioni in merito alle decisioni che li riguardano, come sancisce la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Riprenderemo le esperienze del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze – sperimentato a Legnano nel 2016-17 – e degli eventi in occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presteremo particolare attenzione ai percorsi protetti casa-scuola per permettere agli studenti di muoversi in autonomia. Prima di tutto, stimoleremo in ogni caso la partecipazione – nella progettazione degli spazi, nelle iniziative culturali, in quelle sportive – dei nostri concittadini più giovani.