La città di donne e uomini

La legge 215/2012 invita a inserire negli statuti comunali norme per “assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna” e “garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte”. La successiva “Legge Delrio” 56/2014 fissa percentuali precise: “Nelle giunte e nei Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti”, dice, “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Noi ci impegniamo a creare una giunta con un numero pari di uomini e donne.

La sicurezza di una città passa anche per l’impegno al fianco delle associazioni che si occupano di violenza di genere e gestiscono case rifugio per persone vittime di discriminazione e violenza. Supporteremo le campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare questo fenomeno che sembra essersi acuito nel periodo del lockdown.

Proponiamo di rilanciare la Commissione Femminile Pari Opportunità. Tra le altre cose, essa lavorerà sul territorio – in collaborazione con gli istituti scolastici – per far conoscere la storia della conquista dei diritti delle donne e le sue protagoniste del passato e del presente, attraverso convegni, eventi culturali e progetti sul superamento degli stereotipi di genere.

Ci impegniamo a valorizzare alcune figure femminili rilevanti anche attraverso la toponomastica cittadina.

L’ufficio pari opportunità dovrà essere punto di riferimento di tutte le realtà che si occupano di conciliazione, politiche dei tempi di vita e di lavoro e servizi. Pubblicizzeremo e integreremo tutti quei servizi che il consultorio – presso ATS – l’ufficio sociale, l’ufficio istruzione e azienda So.Le già erogano sul territorio. A titolo di esempio ricordiamo il nuovo progetto dell’albo baby sitter, le attività culturali e ginniche in orari pomeridiani per donne in pensione, le attività ricreative rivolte a donne con figli, gli sportelli per l’affiancamento a periodi particolari, quali la maternità.

Iniziative per la scuola, per tutti

In modo trasversale alle fasce di età, realizzeremo un portale web delle attività educative e scolastiche – analogo a quello già esistente per la Cultura – che aiuti il cittadino a districarsi tra le offerte presenti in città e possa avvicinare i soggetti coinvolti con la funzione di contenitore di informazioni utili, forum su argomenti di discussione, newsletter, dialogo tra docenti e famiglie, aree dedicate agli studenti. Promuoveremo inoltre iniziative informative e formative rivolte ai genitori.

Attiveremo, infine, gli uffici comunali per sviluppare la propensione alla partecipazione a bandi – predisposizione dei contenuti, rendicontazione, etc. – per la ricerca di fondi aggiuntivi utili al finanziamento di progetti e azioni altrimenti non realizzabili.

La scuola di comunità: 6-14 anni

Per la fascia di età corrispondente alle scuole primarie e secondarie di primo grado promuoveremo il consolidamento della cooperazione tra scuole, oratori, famiglie, cooperative sociali e associazioni, per l’avvio di sperimentazioni di scuole aperte il pomeriggio con un’offerta ampia di servizi. In sintesi promuoveremo la scuola di comunità con:

– le strutture. Una politica tesa alla riqualificazione sostenibile e alla riprogettazione di alcune parti come palestre e auditorium per una fruizione collettiva e non solo degli “addetti” alla scuola

scuole aperte. Un progetto che coinvolga dirigenti scolastici, docenti, personale di servizio, famiglie, associazioni, sindacati per l’utilizzo degli spazi per attività sociali, ricreative e culturali nel tempo pomeridiano, sia per genitori e studenti della scuola che per attività aperte alla cittadinanza

rapporti con le associazioni. Una collaborazione virtuosa con le associazioni del territorio – sportive, culturali, ambientaliste, del Terzo Settore – come premessa essenziale per costruire la scuola di comunità.

revisione dei bacini di utenza per la creazione di Istituti comprensivi più coerenti con la struttura della città.

La scuola di comunità: 0-6 anni

Cosa significa “scuola di comunità”? È una scuola che è parte integrante del tessuto sociale della città, che valorizza le competenze e costruisce relazioni positive tra gli attori, che viene intesa come parte essenziale del bene comune.

Lavoreremo con progetti mirati per le varie fasce d’età. Ecco quali saranno rivolti alla fascia 0-6 anni:

– un centro per l’infanzia e la famiglia con servizi flessibili – frequenza part time o solo per alcuni giorni alla settimana – che risponda all’esigenza di un luogo sicuro per la custodia dei figli e accompagni i genitori con il supporto pedagogico di esperti (“Tempo per le famiglie”), con laboratori per bambini, ludoteca, spazi per feste di compleanno. Sarà un luogo di incontro e di scambio, un aiuto alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e un sostegno alla genitorialità

– il sostegno al coordinamento pedagogico tra le Scuole dell’infanzia paritarie, per trovare strategie comuni di lavoro e strumenti condivisi pur nel rispetto delle specificità di ciascun istituto. Nella stessa direzione andrà la rete di coordinamento tra nidi privati e comunali, anche per valorizzare l’esperienza di rete che alcuni di essi hanno già avviato

– il miglioramento della convenzione con le scuole dell’infanzia per assicurare una retta mensile accessibile anche per le fasce più deboli, proporzionata alle fasce ISEE, e per accogliere alunni disabili con adeguati interventi di assistenza e sostegno tramite personale qualificato. Verrà previsto un monitoraggio dei costi derivanti dall’inserimento di alunni con disabilità che preveda supporto economico per le scuole in proporzione al numero di alunni con sostegno accolti.

Misure per la scuola: gestire l’emergenza

Sul tema della scuola dobbiamo distinguere chiaramente due fasi programmatiche: i primi cento giorni dell’anno scolastico 2020-21, per affrontare l’emergenza post-covid, e una seconda fase in cui realizzare una scuola di comunità.

Nella fase di emergenza dovremo aiutare le famiglie per tutto l’anno scolastico 2020/21, per permettere ai genitori di continuare a lavorare, anche con misure sperimentali e con l’attivazione della rete della solidarietà cittadina per finanziare progetti specifici. Cosa faremo dunque?

– creeremo un “fondo nidi sicuri“: useremo tutte le risorse rese disponibili da Governo e Regione per famiglie con figli nella fascia d’età 0-3 per perseguire l’obiettivo “nidi gratis”. Le risorse dovranno dare ossigeno alle famiglie, con priorità a quelle coinvolte in episodi di disoccupazione o cassa integrazione legati all’attuale crisi. Con il  fondo assegneremo contributi per pagare le rette dei nidi sia pubblici che privati, per raggiungere anche le famiglie che non hanno accesso alla misura “nidi gratis” di Regione Lombardia

– sperimenteremo il servizio di “tempo ritrovato“. Coinvolgeremo i centri civici di Canazza e Mazzafame per avviare un servizio con cui i genitori potranno, per alcune ore alla settimana, lavorare in smart working mentre i bambini di 0-6 anni vengono accuditi da personale specializzato (servizio in compartecipazione con le famiglie)

– potenzieremo sperimentalmente i pre e post scuola per la fascia 6-14, per coprire le fasce orarie eventualmente scoperte dopo la riorganizzazione delle scuole a causa del covid o per le giornate di assenza dei docenti, di chiusure e sospensioni.  Il servizio sarà in compartecipazione con le famiglie e sarà un esperimento di collaborazione pubblico-privato che si potrebbe riproporre nei giorni di chiusura delle scuole a Natale e Pasqua.

Superare il dualismo pubblico/privato. Per nuove sinergie

È nostra ferma intenzione riconoscere e dare valore al ruolo dell’associazionismo e del Terzo Settore nell’azione sociale. Questo è possibile a condizione di un impegno forte e coerente del Comune nella programmazione dei servizi a tutti i livelli – comunale, Piano di Zona, ATS, ASST – per liberare le energie del Terzo Settore stesso.

È importante rafforzare il ruolo del volontariato e del Terzo Settore anche attraverso una ridefinizione del ruolo e del funzionamento della Consulta Comunale del Volontariato, nonché un maggior coinvolgimento del Forum del Terzo Settore per un confronto strutturato con l’amministrazione e tra le associazioni da valorizzare pur nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà. Consulta e Forum verranno coinvolti nella programmazione delle politiche di welfare comunale, nelle consultazioni con il Piano di Zona e l’ATS e con iniziative di co-progettazione, perché si possa dare origine ad un unico sistema di protezione sociale che vede la collaborazione di tutti, nella consapevolezza che nessun soggetto o servizio può esaurire da solo le risposte ai bisogni dei cittadini.

Compito dell’amministrazione è anche favorire e stimolare la creazione di reti e partenariati strategici e stabili tra pubblico e privato (ma anche solo tra privati se in logica “pubblicista”) sia per gestire progetti sia per sviluppare “imprese sociali” utili alla comunità.

Rigenerare per avere cura e giustizia sociale

Progettare e gestire interventi nel sociale significa sicuramente ragionare sui servizi di assistenza che il Comune e gli altri enti locali devono garantire, ma non solo. L’intervento dell’ente pubblico funziona ad alcune condizioni su cui ci impegniamo ad intervenire.

Serve un nuovo approccio nel vivere le relazioni, anche d’aiuto: il “vicinato sociale”, per valorizzare la rete dei rapporti di quartiere e la dimensione “domiciliare” dell’essere cittadini. Va ripensato il rapporto tra pubblico e privato, per passare dal dualismo alla sinergia e realizzare davvero una politica integrata in cui la sussidiarietà non è una mera delega o appalto al Terzo Settore.

È ormai chiara da tempo la necessità di un’azione sovracomunale: il servizio sociale deve aprirsi al lavoro con gli altri enti locali, dal Piano di Zona fino – data la già affrontata contiguità tra sociale, assistenziale e sanitario – ad ASST e ATS. Legnano deve rivestire un ruolo promozionale e di coordinamento di questa alleanza.

Bisogna, infine, superare il concetto della sola assistenza sociale. L’intervento deve essere in relazione viva con le altre politiche, gli altri aspetti del vivere la città, dalla cultura alla formazione fino al lavoro. Questo evita che ci si fermi all’assistenzialismo e permette di lavorare per una qualità della vita adeguata per tutti – specie i più fragili e vulnerabili – con scelte e servizi per l’inclusione e l’integrazione.

Ciascuna di queste linee di intervento porta con sé una declinazione operativa.

Coordinare i servizi per essere più efficienti

Legnano è sede di un importante ospedale e di molti servizi territoriali per la città e per i comuni limitrofi, quali gli uffici per la scelta del medico, il consultorio, i servizi per le dipendenze, i centri vaccinali, l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI). La rete socio-sanitaria, interamente gestita da privati, consta di diverse residenze assistenziali (RSA), residenze per disabili (RSD) e centri diurni per anziani e disabili, ed è generalmente in grado di soddisfare i bisogni del territorio.

D’altra parte, all’interno di un sistema regionale persistono limitazioni nell’accesso alle prestazioni – sebbene sia possibile rivolgersi agli ospedali di Cuggiono o Magenta o a strutture private – con il problema delle liste d’attesa e la difficoltà di trovare riferimenti univoci per le molteplici necessità di servizi.

Intendiamo creare un Delegato alla Salute nel gruppo di lavoro del Sindaco per facilitare il coordinamento dei servizi sanitari e socio-sanitari del territorio, sviluppare i servizi domiciliari, tutelare al meglio i più anziani, i disabili e le persone fragili nell’era post-covid, avere un canale di comunicazione e pressione costante con Regione, ATS Milano Città Metropolitana e ASST (Ospedale) per orientare la loro programmazione secondo le esigenze concrete dei territori.

Pensiamo all’importanza di mettere in rete le RSA/RSD, i servizi diurni, gli ospedali, servizi come l’assistenza domiciliare: possiamo ottenere maggiore efficienza e proteggere un maggior numero di cittadini vulnerabili e fragili.