La Rete verde e del commercio

È facile dire che vogliamo una città che si muova in modo più sano e sostenibile, in cui gli spostamenti a piedi, in bici e in micro-mobilità elettrica liberino le strade dal traffico di auto e riducano l’emissione di inquinanti. Per farlo, però, c’è bisogno di garantire sicurezza e comodità a chi utilizza i percorsi pedonali e ciclabili. Per questo vogliamo unire tutti i quartieri di Legnano con una Rete Verde.

La Rete Verde sarà un sistema organizzato di parchi urbani, giardini, itinerari alberati, corridoi ecologici, legati tra loro e con i luoghi di pubblico interesse, sostenuti da una accessibilità formata da percorsi pedonali e ciclabili resi indipendenti – per quanto possibile – dai percorsi motorizzati.

Sarà una rete lungo la quale rendere la mobilità semplice come l’ABCD: Anziani, Bambini, Ciclisti e Disabili potranno finalmente muoversi davvero in tutta la città.

Ma sarà anche una rete del commercio perché lungo questi percorsi concentreremo investimenti per migliorare la qualità degli spazi e arredi urbani e sosterremo i commercianti a rendere vive e sicure le aree della Rete, con la possibilità di occupare spazi all’aperto, organizzare eventi e iniziative ludiche e di animazione, culturali, sportive, sociali. Faciliteremo l’arte di strada e studieremo un sistema di incentivi a coloro che si prenderanno cura di porzioni della Rete con la pulizia e la piccola manutenzione.

La Rete Verde e del Commercio sarà un progetto caratterizzato da un approccio integrato e partecipativo, da realizzare con i quartieri di Legnano, per la rivitalizzazione di luoghi oggi irrisolti mediante l’apertura di piccole piazze, spazi di sosta, punti di ritrovo.

Il Piano del Verde, insieme al Piano dei Servizi, potenzierà i servizi alla cittadinanza e riequilibrerà le funzioni urbane. La sua realizzazione riqualificherà le periferie e – insieme al Piano della Mobilità e dei Parcheggi – potrà migliorare le relazioni funzionali e le condizioni di accesso alla città, privilegiando e riqualificando la rete ciclabile e il trasporto pubblico.

Focus: “pillole” di Rete Verde in città

In attesa di una definizione puntuale e completa della Rete Verde e del commercio cittadina, abbiamo individuato alcuni nodi la cui risoluzione è fortemente connessa alla realizzazione del progetto.

Da ovest verso est, iniziamo la rassegna da via Liguria, dove la discussione sul collegamento con la bretella del nuovo ospedale – oggi chiuso al traffico privato – tiene banco da tempo. Intendiamo valutare l’apertura della strada nell’ambito di un piano sulla viabilità del quartiere da progettare insieme alla popolazione di San Paolo, tale da evitare che arterie come via Sardegna diventino strade di forte attraversamento. L’occasione per questa revisione complessiva sarà data dall’implementazione della Rete Verde e del commercio.

Il viale Sabotino è oggetto di una pianificazione – approvata nel 2014 – che individua i lotti e i rispettivi interventi di utilità pubbliche che i privati interessati a operazioni edilizie sull’asse viario devono onorare. Nell’ottica di una generale rinnovata attenzione all’elemento paesaggistico e al verde, intendiamo integrare il piano – oggi centrato su opere per l’organizzazione del traffico, i percorsi ciclabili e pedonali – con la previsione di interventi utili a rendere il viale un “raggio verde”, una sorta di parco lineare. Questa nuova veste potrebbe trasformare il Sabotino da un netto separatore a una cerniera capace di collegare e unire le due zone ai suoi lati. Ci impegneremo inoltre per avviare a soluzione – entro i cinque anni di mandato – le criticità dei tratti più a sud e più a nord dell’asse.

All’Olmina, un discorso simile si attaglia alla via Filzi. Qui, peraltro, è già presente una delle piste ciclabili cittadine di prima realizzazione, che necessita di rivisitazioni per migliorarne la sicurezza – oggi la visibilità reciproca tra auto e ciclisti è scarsa – e la fruibilità – le continue interruzioni in corrispondenza degli incroci dissuadono dal suo utilizzo.

Nella stessa zona sarà molto importante riprendere le fila dell’intervento – avviato nel 2016 e poi interrotto – di recupero della parte di Parco Bosco Ronchi attestata all’Olmina. Esso prevede la riqualificazione dell’ampia area verde, oggi di fatto chiusa alla cittadinanza, e l’attraversamento ciclopedonale della via Melzi. Questo collegamento protetto e rapido con il quartiere Canazza costituirebbe un grande passo avanti nella realizzazione concreta del corridoio naturalistico che dal Parco Ronchi si estende al Parco ex ILA, recentemente valorizzato e aperto al pubblico.

Con la comunità, a tutela del fiume

Il fiume Olona è ancora oggi oggetto di salute ambientale precaria e di reiterati, gravi episodi di inquinamento. L’ultimo si è verificato con la strage di pesci all’inizio dell’estate 2020.

Fatti simili dimostrano la necessità di un monitoraggio costante ed efficace lungo tutto l’asse del fiume: la collaborazione tra i comuni attraversati dall’Olona e con gli altri enti territoriali è fondamentale e lavoreremo perché sia sempre assicurata.

Coinvolgeremo in modo strutturato i tanti cittadini e le associazioni che da tempo agiscono in favore del fiume e svolgono attività di controllo e denuncia degli scarichi illegali. Favoriremo ogni iniziativa volta a riportare vita e natura lungo l’Olona, restituire spazio al fiume e migliorare la sicurezza del territorio.

Il recupero dell’asse fluviale nella città di Legnano si avvia al completamento: nell’area ex Bernocchi, ultimo tratto mancante, ogni intervento di trasformazione dovrà essere preceduto dalla sistemazione delle sponde e delle aree circostanti, come stabilito dal Piano di Governo del Territorio. Con il fiume in sicurezza in tutta la città e i percorsi ciclo-pedonali compiuti, si aprirà una fase nuova, in cui immaginiamo di riportare attività ludico-sportive e oasi di relax realmente accessibili – come l’area del Castello – lungo il corso dell’Olona.

Parco Alto Milanese: rafforzare il polmone verde

Il Parco Alto Milanese (PAM) si estende alla periferia occidentale della città di Legnano, abbracciando i territori di Busto Arsizio e Castellanza. Le tre amministrazioni comunali costituiscono il consorzio di gestione del parco.

Il territorio legnanese del parco si apre a nord della via Novara, nella fascia adiacente al rione Mazzafame. La fascia a sud – quella tra il quartiere San Paolo e l’ospedale – non è invece parte dell’ente parco, sebbene sia di fatto agricola e già esclusa dall’edificazione dal Piano di Governo del Territorio. Vogliamo assicurare ai legnanesi che il confine della città costruita, così stabilito, non sarà modificato. Per questo lavoreremo per creare sinergie con i comuni di Busto Arsizio e Castellanza, ma anche con gli altri comuni contermini – Dairago e Villa Cortese – con l’obiettivo di ampliare il PAM. Inserire quelle aree verdi nel territorio del parco, come già previsto dal Piano di Governo del Territorio in vigore, significa renderne più forte e definitiva la tutela.

Parchi inclusivi: il gioco è un diritto di tutti

Gli spazi verdi all’interno della città non sono solo fondamentali dal punto di vista ecologico ma, come si è visto, hanno un’importante funzione ricreativa e sociale. Essa è pienamente espletata solo se la fruizione è garantita a tutti i cittadini.

Nella città che vogliamo – una Legnano senza barriere fondata sull’attenzione ai soggetti più fragili quali gli “ABCD”: anziani, bambini, ciclisti, disabili – i parchi pubblici e le loro attrezzature devono essere accessibili a tutti, anche a persone con limiti motori, sensoriali o con disturbi cognitivo-comportamentali. In città ci sono oggi spazi dotati di giochi inclusivi, ma in un impianto ancora tradizionale. Vogliamo cambiare il paradigma: il parco pubblico deve essere concepito nella sua interezza per tutti.

Il parco inclusivo ha attrezzature che garantiscono flessibilità nell’uso, un basso sforzo fisico, tolleranza all’errore, spazi adatti all’approccio di ogni soggetto. Ha strade di accesso e percorsi compatti, privi di interruzione, pianeggianti, in materiali adatti all’utilizzo in tutte le stagioni. Elimina ogni barriera architettonica e ogni ostacolo all’accesso.

Abbiamo mappato 27 giardini pubblici in città. Ci poniamo l’obiettivo di realizzare durante il mandato amministrativo almeno un parco inclusivo completo, e di avviare una transizione a questo modello in ogni occasione di manutenzione straordinaria e ristrutturazione degli spazi esistenti. Coglieremo inoltre ogni opportunità derivante da bandi per avviare questo cambiamento.

Riconquistare la città: l’importanza del paesaggio

Il ruolo delle alberature e della vegetazione in città è sovente sottovalutato, ridotto a mera questione estetica o di contorno. Ci si dimentica spesso che la vegetazione, attraverso il processo di evapotraspirazione, determina un sensibile abbassamento della temperatura e minimizza gli effetti delle cosiddette isole di calore, fenomeno per cui nelle città la temperatura dell’aria si mantiene più elevata – e più a lungo – rispetto alle aree rurali, con effetti negativi sulla salute delle persone. Gli alberi sono un termoregolatore naturale, che intendiamo sfruttare in una città che risponde al cambiamento climatico con soluzioni efficienti e convenienti.

Il verde assolve, del resto, a molteplici funzioni. È ecologico, soprattutto quando siano previste aree boscate, forme di agricoltura biologica e un elevato grado di biodiversità. È ricreativo, con una estesa rete di aree protette, utilizzabili per l’esercizio del tempo libero o anche semplicemente in quanto percorsi pedonali e ciclabili a uso di tutta la popolazione. È educativo, perché consente a tutti – soprattutto a giovani e bambini – di conoscere direttamente l’ambiente, le sue caratteristiche biologiche e i suoi ritmi. Ha valore economico, per le attività agricole e forestali connesse e per la possibilità di dar vita a fattorie urbane nelle quali promuovere la commercializzazione di prodotti biologici, forme di didattica ambientale e di agriturismo. È una barriera antirumore lungo le arterie viarie di maggior traffico.

Nella pianificazione del territorio tuteleremo e valorizzeremo gli ambienti naturali, le riqualificazioni ambientali, le connessioni ecologiche anche come risposte efficaci alle aree disomogenee e problematiche, caratterizzate da elevati ed elevatissimi livelli di antropizzazione e consumo di suolo.

Focus: il progetto ForestaMI

ForestaMI è un progetto promosso da una pluralità di soggetti, tra i quali la Città Metropolitana di Milano, il Comune di Milano e la fondazione di comunità del nostro territorio, Fondazione Ticino Olona. Si propone di piantare 3 milioni di alberi nell’area della Città Metropolitana entro il 2030, con la moltiplicazione degli spazi verdi lungo le strade e le piazze, nei cortili, sulle facciate delle case e sui tetti verdi.

ForestaMI è aperto al contributo di tutti: enti pubblici, privati cittadini, aziende. Tra i suoi obiettivi espliciti figurano la mitigazione delle isole di calore, la riduzione dei consumi energetici degli immobili oggetto di intervento, la riqualificazione dei quartieri e la connessione delle aree verdi urbane.

Ecco perché aderiremo subito al progetto ForestaMI, con l’azione diretta come amministrazione comunale e con un’opera di sensibilizzazione all’iniziativa verso cittadini e aziende del nostro territorio.

Focus: la tutela del verde esistente

Insieme alle piantumazioni e alla creazione di nuovo verde è fondamentale tutelare il patrimonio arboreo e di vegetazione che Legnano possiede. L’applicazione del Regolamento comunale di tutela del patrimonio arboreo ha oggi maglie piuttosto larghe, al di là dei pochissimi alberi monumentali vincolati, che si contano sulle dita di una mano. Il patrimonio pubblico deve essere salvaguardato, limitando gli abbattimenti ai casi strettamente necessari e privilegiando, dove possibile, potature e altri interventi di recupero.

Sul verde privato, soprattutto nei casi di rimozioni per interventi edilizi, il Comune deve agire con chiarezza: è pacifico che l’operatore privato si faccia carico della sostituzione, che oggi però viene spesso effettuata in aree anche molto distanti della città. Dobbiamo invece garantire che il ripristino riguardi il più possibile i medesimi quartieri, per salvaguardare l’equilibrio ambientale.

Intendiamo infine prescrivere la presenza obbligatoria di un agronomo nella composizione della Commissione Paesaggio comunale.

IL CORAGGIO DI… UNA DECISA SVOLTA VERDE

La nostra città non ha bisogno di essere ricolorata con una patina sottile, ma rinverdita da una svolta netta, complessiva, capace di modificare gli stili di comportamento e dare respiro all’ambiente e al territorio. Mobilità, vivibilità degli spazi, sostenibilità degli ambienti hanno bisogno di un ripensamento immediato per ricreare una città a misura d’uomo e di donna. Non è l’utopia di un idealismo ambientalista, ma un approccio concreto e – ancora una volta – in ottica generativa. Gli interventi descritti in questo capitolo potranno migliorare sensibilmente la qualità della vita e creare occasioni di sviluppo sociale, ma anche economico in una città più vivibile.

Riconquistare la città: l’importanza del paesaggio
Parchi inclusivi: il gioco è un diritto di tutti
Parco Alto Milanese: rafforzare il polmone verde
Con la comunità, a tutela del fiume
La Rete verde e del commercio
La Bicipolitana legnanese
Muoversi sostenibile… in autobus
Muoversi sostenibile… in treno

Obiettivi specifici per la cultura legnanese

Valorizzare i luoghi della città preposti, per vocazione o storia, a ospitare iniziative: il Castello, il Museo Sutermeister, il Teatro Tirinnanzi, il Palazzo Leone da Perego, la Sala Ratti. L’obiettivo è di mettere a frutto le potenzialità di questi spazi, favorendone un impiego il più possibile continuativo e di alto livello. Ma accanto a questi, nella logica di una città policentrica, eventi dovranno avere luogo anche in altri luoghi della città, perché la cultura deve risiedere ovunque, quindi anche in quelle zone che siamo abituati a considerare periferie.

Creare cultura e non limitarsi a importarla. Proporre lavori teatrali e concerti non esaurisce le potenzialità degli spettacoli dal vivo. In quest’ottica il progetto della residenza artistica è un’opzione concreta da esplorare: mettere a disposizione di una compagnia o una formazione musicale uno spazio come il Teatro Tirinnanzi contribuirebbe da un lato a farlo vivere più di quanto le date di apertura della struttura permettano, dall’altro a realizzare progetti artistici per e con la città. Un aspetto, quest’ultimo, che per i nostri concittadini più giovani e gli studenti rappresenterebbe un’occasione di crescita e di contatto con i protagonisti del mondo dello spettacolo e il loro lavoro quotidiano. Ecco perché cercheremo di portare a Legnano un polo di ricerca, anche con il coinvolgimento del Ministero dei Beni Artistici e Culturali (MiBACT), e sosterremo iniziative finalizzate a creare una scuola di mestieri legati alle arti (vedi § 6.1 il progetto Manifutura).

Polo espositivo. Per Legnano è necessario dialogare con le istituzioni culturali di un territorio vasto che deve comprendere di necessità la Città di Milano. Le dinamiche globali che regolano il mondo dell’arte richiedono di progettare mostre in un’ottica di ricerca e cura delle collaborazioni. Questo vale per tutte le espressioni di arti visive e a maggior ragione per i linguaggi contemporanei, termine di confronto ineludibile per essere uomini del proprio tempo. Castello e Leone da Perego sono, a oggi, i due luoghi espositivi della nostra città da cui partire per una progettazione artistica di ampio respiro e di lungo corso, anche in partnership con enti museali.

Focus: il Castello, un’area da vivere

Il Castello, il parco omonimo e l’area verde rigenerata negli ultimi anni costituiscono oggi un’enorme ricchezza per Legnano. All’interno del complesso monumentale sarà fondamentale completare la ristrutturazione con il recupero dell’ultimo blocco, quello delle stalle. Al monitoraggio di eventuali finanziamenti dedicati da bandi pubblici o privati si affiancherà la ricerca di una partnership con un soggetto privato. Essa permetterebbe di onorare l’obiettivo e creare un punto attrattivo – ristorazione o altro – che, nel rispetto del luogo e delle sue altre funzioni, renda vivo il Castello tutti i giorni tutto l’anno.

L’isola circostante, poi, continuerà a coniugare le sue vocazioni di area verde naturalistica e di luogo per eventi di particolare importanza, anche progettati e indirizzati ai più giovani. Sulla scorta del Rugby Sound favoriremo proposte di aggregazione, cultura e coinvolgimento della cittadinanza.

Focus: 100 anni di Felice Musazzi

Nel 2021 ricorreranno i cento anni della nascita di Felice Musazzi, il fondatore de “I Legnanesi” insieme a Tony Barlocco. Legnano deve cogliere l’occasione per creare attorno alla figura dello storico capocomico un programma di manifestazioni della durata di qualche mese. Progettare un omaggio articolato a Musazzi – proponendo, accanto agli immancabili spettacoli teatrali, mostre, incontri, concerti, itinerari attraverso i cortili, menù ispirati alla cucina povera lombarda – significa coinvolgere più soggetti nella sua realizzazione, renderli protagonisti della sua riuscita e creare un ritorno economico che dobbiamo abituarci e impegnarci ad associare alla cultura. Questa impostazione può essere mutuata per altre occasioni – da progettare con il Forum della Cultura – anche per rassegne di più breve durata o eventi singoli attorno ai quali creare un corollario di iniziative che diano un valore aggiunto all’evento stesso.

Il forum della cultura

La cultura può dare frutti tanto più duraturi quanto più è partecipata. Per questo interlocutrici privilegiate dell’amministrazione comunale devono essere quelle associazioni che all’attività culturale si sono votate. Ognuna, da anni, porta avanti con impegno le proprie iniziative contribuendo a fare di Legnano una città culturalmente viva e con un’offerta culturale estremamente variegata. Come si può valorizzare ognuna di queste realtà a beneficio di tutte e della città?

Nella ferma convinzione che, in un’ottica di rete, il tutto superi di gran lunga la somma delle parti, pensiamo che una modalità di incontro e confronto strutturata fra questi attori e l’amministrazione pubblica – un Forum delle associazioni culturali – possa favorire la conoscenza fra i vari soggetti, innescare processi di collaborazione e portare alla nascita di nuove iniziative.

Compito dell’Amministrazione, oltre a garantire un supporto per le attività svolte dalle associazioni, è quello di creare tutte le condizioni affinché un dialogo proficuo con, e soprattutto fra, le associazioni stesse possa svilupparsi facendo sempre più di queste le ideatrici e le protagoniste della vita culturale cittadina. Coinvolgeremo quindi il Forum in un percorso con università e istituti di ricerca per il rilancio e la definizione di una programmazione bi/triennale delle attività culturali Legnanesi, anche con l’obiettivo di partecipazioni a bandi di finanziamento europei e nuove politiche per le sponsorizzazioni di eventi e iniziative culturali.

I grandi eventi culturali

Sono le manifestazioni che devono fare di Legnano un polo attrattivo di cultura e un riferimento nell’ambito di un territorio vasto. Il primo di questi è la manifestazione legnanese per eccellenza, il Palio. Se la crescita del Palio contribuisce a consolidare il rango culturale di Legnano, l’Amministrazione comunale deve da parte sua, d’intesa con tutti gli attori del Palio, trovare occasioni per valorizzarlo e farlo crescere nel percorso lungo tutto l’anno.

Il secondo, con una storia molto più recente ma segnata da una grande risposta di pubblico, è il Rugby Sound. Il festival ha richiamato a Legnano spettatori non soltanto dai Comuni limitrofi ma da altre parti d’Italia.

Storia quasi quarantennale può vantare il Premio di Poesia Città di Legnano “Giuseppe Tirinnanzi”, stabilmente inserito fra i più prestigiosi concorsi per composizioni poetiche in italiano e in dialetto a livello nazionale.

A dispetto delle difficoltà incontrate negli ultimi anni, il Festival corale internazionale “La Fabbrica del Canto” per una trentina d’anni ha portato nella nostra Città le migliori espressioni al mondo di questo genere musicale: proseguire e consolidare questa storia aggiungerebbe valore e prestigio al calendario culturale di Legnano.

Tradizione più recente è quella del “Festival dei corti”, che nel 2020 celebra l’ottava edizione e che, a dispetto delle restrizioni provocate dalla pandemia, ha fatto registrare una partecipazione alta, qualificata e di respiro internazionale. La riuscita di un’iniziativa come quest’ultima dimostra la possibilità di successo di un progetto culturale di livello e gli spazi che si aprono a idee ambiziose quando debitamente sorrette da capacità organizzative.

A queste manifestazioni, già radicate, altre dovranno aggiungersi per incrementare quantitativamente e qualitativamente l’offerta culturale della Città. Legnano, in questo senso, dovrà essere in grado di cogliere le opportunità di entrare in manifestazioni e festival già esistenti sul nostro territorio (l’esempio è quello, partito anni fa, del Festival Fotografico Europeo), ma dovrà essere capace anche di avanzare nuove proposte di rassegne di ampio respiro per giocare un ruolo strategico in ambito culturale.

Ad accomunare questi eventi dovrà essere l’impostazione. Ci sarà massima apertura alla partecipazione e ai contributi del territorio – dai singoli cittadini alle associazioni – massima apertura a sinergie ed “eventi satellite” che creino percorsi tematici non solo nello spazio ma anche nel tempo, sull’esempio di quanto succede in tante città italiane con i festival – dell’economia, della mente, del fumetto, … – o con le “week” di Milano.

Focus: il Palio

Non possono esserci dubbi sulla preminenza del Palio nel panorama culturale della Città di Legnano. Come anticipato, riteniamo che l’amministrazione comunale debba contribuire a creare e cogliere ogni occasione di crescita per il Palio e le sue manifestazioni. La collaborazione di tutti gli attori coinvolti, nel rispetto delle singole autonomie, sarà fondamentale per rendere questo un obiettivo concreto e non una mera dichiarazione di intenti.

Come noto, le attività delle contrade e del Collegio dei Capitani e delle Contrade non si esauriscono affatto nella realizzazione di sfilata storica, corsa ippica e cerimonie ufficiali, ma comprendono un gran numero di iniziative di valore sociale, culturale, artistico e filantropico lungo tutto il corso dell’anno. Esse meritano di essere valorizzate nell’ambito dell’offerta complessiva – del “cartellone culturale” – della città.

Trattare di Palio porta con sé anche una questione organizzativa irrisolta e urgente. Completare la creazione di una Fondazione ad hoc appare un obiettivo consono, per dotare la manifestazione di una struttura organizzativa adatta alla dimensione dell’evento e perseguire gli obiettivi di autonomia organizzativa e sviluppo delle potenzialità di crescita.

La Fondazione favorirà – a titolo di esempio – il perseguimento di iniziative per valorizzare il Palio come bene culturale anche attraverso i canali ministeriali, l’avvio del percorso verso un “Museo dei Palii” con un legame tra mondo paliesco e realtà dell’artigianato locale, un coinvolgimento attivo di manieri e contrade nella programmazione culturale cittadina. Potrà essere attore della co-progettazione di una gestione innovativa del Castello, in grado di coniugare cultura e intrattenimento – anche con attività remunerative quali un punto bar/ristoro – e reperire risorse per la ristrutturazione delle scuderie.

Il tutto con un obiettivo: avere un Palio vivo e attivo tutto l’anno, in tutta la città, per tutta la città. La Fondazione sarà strumento per dare maggiore autonomia e possibilità di sviluppo di nuovi progetti.

Un fiume di cultura

Un fiume di cultura: lungo il fiume Olona si sta completando una passeggiata ciclabile e pedonale, un percorso che va dal museo civico “Guido Sutermeister” al Castello, con più valenze.

Artistica: si riprenderà, infatti, il progetto interrotto di sculture collocate all’aperto in luoghi pubblici che concorreranno a valorizzare gli spazi.

Storica e paesaggistica, perché lo sviluppo di Legnano è segnato dall’insediamento lungo il fiume di attività manifatturiere che ne sfruttavano le acque e di cui restano testimonianze importanti, che vanno meglio valorizzate con pannelli, street art e altri interventi utili a far conoscere il passato da cui veniamo.  

Ambientale, perché dopo decenni di grave inquinamento la Città sta lentamente recuperando il rapporto con il suo fiume nella sua vera identità, quella naturale. Essa va valorizzata insieme all’accessibilità del fiume, per portare in futuro i cittadini a riscoprire il contatto fisico con le sue sponde e con le sue acque.Sostenibilità e benessere, perché il tracciato che correrà lungo il fiume sarà per pedoni e biciclette: un attraversamento del centro cittadino lungo il suo asse fluviale dedicato esclusivamente alla mobilità dolce, ossia la condizione ideale per creare socializzazione.