Iniziative per la scuola, per tutti

In modo trasversale alle fasce di età, realizzeremo un portale web delle attività educative e scolastiche – analogo a quello già esistente per la Cultura – che aiuti il cittadino a districarsi tra le offerte presenti in città e possa avvicinare i soggetti coinvolti con la funzione di contenitore di informazioni utili, forum su argomenti di discussione, newsletter, dialogo tra docenti e famiglie, aree dedicate agli studenti. Promuoveremo inoltre iniziative informative e formative rivolte ai genitori.

Attiveremo, infine, gli uffici comunali per sviluppare la propensione alla partecipazione a bandi – predisposizione dei contenuti, rendicontazione, etc. – per la ricerca di fondi aggiuntivi utili al finanziamento di progetti e azioni altrimenti non realizzabili.

La scuola di comunità: 14-18 anni

Per gli studenti della fascia 14-18 anni il primo obiettivo è migliorare i percorsi di orientamento a conclusione delle scuole secondarie sia di primo sia di secondo grado, per aumentare anche la possibilità occupazionale dei ragazzi con il consolidamento delle reti tra istituti superiori e aziende per l’alternanza scuola-lavoro e ridurre i casi di interruzione volontaria degli studi. Per questo promuoveremo le seguenti misure:

– favorire e coordinare il dialogo con le imprese perché i percorsi di alternanza scuola-lavoro siano inseriti nel percorso individuale di ogni alunno e lo aiutino al raggiungimento delle competenze specifiche necessarie

– attivare un coordinamento stabile tra le scuole superiori e con l’amministrazione per la realizzazione di progetti e politiche condivisi a livello cittadino

– collaborare con i ragazzi dei consigli di istituto delle scuole cittadine per mantenere con loro un dialogo ed essere aperti all’ascolto delle loro esigenze e proposte. A completamento del percorso che i bambini iniziano con il consiglio comunale dei bambini e con il consiglio comunale dei ragazzi si attiverà il Forum Giovani.

La scuola di comunità: 6-14 anni

Per la fascia di età corrispondente alle scuole primarie e secondarie di primo grado promuoveremo il consolidamento della cooperazione tra scuole, oratori, famiglie, cooperative sociali e associazioni, per l’avvio di sperimentazioni di scuole aperte il pomeriggio con un’offerta ampia di servizi. In sintesi promuoveremo la scuola di comunità con:

– le strutture. Una politica tesa alla riqualificazione sostenibile e alla riprogettazione di alcune parti come palestre e auditorium per una fruizione collettiva e non solo degli “addetti” alla scuola

scuole aperte. Un progetto che coinvolga dirigenti scolastici, docenti, personale di servizio, famiglie, associazioni, sindacati per l’utilizzo degli spazi per attività sociali, ricreative e culturali nel tempo pomeridiano, sia per genitori e studenti della scuola che per attività aperte alla cittadinanza

rapporti con le associazioni. Una collaborazione virtuosa con le associazioni del territorio – sportive, culturali, ambientaliste, del Terzo Settore – come premessa essenziale per costruire la scuola di comunità.

revisione dei bacini di utenza per la creazione di Istituti comprensivi più coerenti con la struttura della città.

La scuola di comunità: 0-6 anni

Cosa significa “scuola di comunità”? È una scuola che è parte integrante del tessuto sociale della città, che valorizza le competenze e costruisce relazioni positive tra gli attori, che viene intesa come parte essenziale del bene comune.

Lavoreremo con progetti mirati per le varie fasce d’età. Ecco quali saranno rivolti alla fascia 0-6 anni:

– un centro per l’infanzia e la famiglia con servizi flessibili – frequenza part time o solo per alcuni giorni alla settimana – che risponda all’esigenza di un luogo sicuro per la custodia dei figli e accompagni i genitori con il supporto pedagogico di esperti (“Tempo per le famiglie”), con laboratori per bambini, ludoteca, spazi per feste di compleanno. Sarà un luogo di incontro e di scambio, un aiuto alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e un sostegno alla genitorialità

– il sostegno al coordinamento pedagogico tra le Scuole dell’infanzia paritarie, per trovare strategie comuni di lavoro e strumenti condivisi pur nel rispetto delle specificità di ciascun istituto. Nella stessa direzione andrà la rete di coordinamento tra nidi privati e comunali, anche per valorizzare l’esperienza di rete che alcuni di essi hanno già avviato

– il miglioramento della convenzione con le scuole dell’infanzia per assicurare una retta mensile accessibile anche per le fasce più deboli, proporzionata alle fasce ISEE, e per accogliere alunni disabili con adeguati interventi di assistenza e sostegno tramite personale qualificato. Verrà previsto un monitoraggio dei costi derivanti dall’inserimento di alunni con disabilità che preveda supporto economico per le scuole in proporzione al numero di alunni con sostegno accolti.

Misure per la scuola: gestire l’emergenza

Sul tema della scuola dobbiamo distinguere chiaramente due fasi programmatiche: i primi cento giorni dell’anno scolastico 2020-21, per affrontare l’emergenza post-covid, e una seconda fase in cui realizzare una scuola di comunità.

Nella fase di emergenza dovremo aiutare le famiglie per tutto l’anno scolastico 2020/21, per permettere ai genitori di continuare a lavorare, anche con misure sperimentali e con l’attivazione della rete della solidarietà cittadina per finanziare progetti specifici. Cosa faremo dunque?

– creeremo un “fondo nidi sicuri“: useremo tutte le risorse rese disponibili da Governo e Regione per famiglie con figli nella fascia d’età 0-3 per perseguire l’obiettivo “nidi gratis”. Le risorse dovranno dare ossigeno alle famiglie, con priorità a quelle coinvolte in episodi di disoccupazione o cassa integrazione legati all’attuale crisi. Con il  fondo assegneremo contributi per pagare le rette dei nidi sia pubblici che privati, per raggiungere anche le famiglie che non hanno accesso alla misura “nidi gratis” di Regione Lombardia

– sperimenteremo il servizio di “tempo ritrovato“. Coinvolgeremo i centri civici di Canazza e Mazzafame per avviare un servizio con cui i genitori potranno, per alcune ore alla settimana, lavorare in smart working mentre i bambini di 0-6 anni vengono accuditi da personale specializzato (servizio in compartecipazione con le famiglie)

– potenzieremo sperimentalmente i pre e post scuola per la fascia 6-14, per coprire le fasce orarie eventualmente scoperte dopo la riorganizzazione delle scuole a causa del covid o per le giornate di assenza dei docenti, di chiusure e sospensioni.  Il servizio sarà in compartecipazione con le famiglie e sarà un esperimento di collaborazione pubblico-privato che si potrebbe riproporre nei giorni di chiusura delle scuole a Natale e Pasqua.

La città dei giovani

La città è resa viva dalle famiglie, dagli anziani, ma anche – forse soprattutto – dai suoi cittadini più giovani. Oggi, purtroppo, molti giovani legnanesi non trovano nell’amministrazione comunale un vero interlocutore. Il risultato è uno sfilacciamento del legame che unisce ragazze e ragazzi alla città, con l’incapacità di quest’ultima di valorizzare le risorse dei più giovani.

Risolvere questo problema è possibile solo se si governa con i giovani e non ci si limita a governare i giovani. Ecco perché vogliamo creare la “Consulta Giovani“, un organo consultivo che si interfaccerà con l’amministrazione comunale per indirizzare le politiche giovanili della città e fungerà da collettore di tutti i rappresentanti delle realtà giovanili che rendono viva la città. Associazioni giovanili, rappresentanti degli studenti, gruppi giovanili degli oratori: tutti riuniti in un solo luogo per confrontarsi e unire le forze.

L’amministrazione comunale sosterrà inoltre tutte le realtà giovanili iscritte alla consulta con la messa a disposizione di spazi a titolo gratuito o tariffa ridotta per le attività associative, oltre al sostegno economico secondo quanto previsto dal Regolamento dei contributi e delle sovvenzioni.

Focus: una città pensata per i giovani, con i giovani

Un progetto per l’aggregazione giovanile che si sposa con i piani per la biblioteca diffusa e le aree verdi – come la zona del Castello – animate da cultura e aggregazione consiste nella realizzazione di un centro giovanile, che potrebbe valorizzare e riprodurre buone pratiche quali la proficua relazione tra Comune e Centro Salice Legnano. In generale, nell’ottica del governo con la comunità, sarebbe ottimale progettare e affidare la gestione dei luoghi aggregativi per i giovani a realtà composte dai giovani stessi, unendo così alla valorizzazione un obiettivo di responsabilizzazione.

La città dei bambini

Prendersi cura della propria comunità significa anche porre le basi perché le cittadine e i cittadini del futuro siano informati, attivi, partecipi.

Nei decenni è spesso prevalsa l’idea di uno sviluppo urbano per luoghi e funzioni separati, che ha frammentato le città. Noi oggi vogliamo accogliere le diversità di ciascuno in una città capace di unire, di creare comunità. Il progetto “La città dei bambini” (www.lacittadeibambini.org ), creato nel 1991, è divenuto negli anni un’iniziativa internazionale adottata da molti sindaci in tutto il mondo.

Ecco perché realizzeremo una città in cui il bambino sostituisce l’adulto come parametro delle decisioni. Ciò significa adottare un punto di vista diverso, più lungimirante, nel definire le priorità. Significa privilegiare i pedoni sulle auto, investire sulla sicurezza dell’ambiente urbano, ma soprattutto stimolare la partecipazione attiva delle bambine e dei bambini della città. Essi hanno il diritto a esprimere opinioni in merito alle decisioni che li riguardano, come sancisce la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia.

Riprenderemo le esperienze del Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze – sperimentato a Legnano nel 2016-17 – e degli eventi in occasione della giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, presteremo particolare attenzione ai percorsi protetti casa-scuola per permettere agli studenti di muoversi in autonomia. Prima di tutto, stimoleremo in ogni caso la partecipazione – nella progettazione degli spazi, nelle iniziative culturali, in quelle sportive – dei nostri concittadini più giovani.

“Sociale è…” non solo assistenza: integrazione con le politiche comunali

L’intervento sociale deve puntare all’autonomia, all’integrazione e all’inclusione. È per questo che va pensato e realizzato in relazione con altre linee di azione comunali. Ecco alcuni progetti che promuoveremo.

Sociale è “Una lingua per l’integrazione”: vogliamo mettere a sistema e diffondere ciò che è stato prodotto in questi anni nelle nostre scuole, associazioni, parrocchie, quartieri per l’integrazione degli stranieri. Dall’insegnamento dell’italiano alla formazione dei minori non accompagnati, all’osservazione delle competenze linguistiche dei figli di stranieri nati in Italia: sarà una mappa delle buone pratiche per valorizzare le storie di integrazione riuscita. Centrale in questo percorso sarà l’attivazione anche di un forum degli stranieri che metta in rete le comunità e le loro associazioni per promuovere eventi e iniziative positive con il Comune.

Sociale è giustizia. Tutti i fenomeni di illegalità riducono la libertà individuale e collettiva, sono elemento di distorsione dell’economia sana, compromettono la civile convivenza e lo sviluppo delle comunità, la partecipazione dei giovani e delle prossime generazioni alla costruzione del loro presente e futuro. Vogliamo lavorare per un patto per la legalità tra le Istituzioni di ogni ordine e grado, con le nostre forze dell’ordine, con i cittadini tutti. Il Comune aderirà ad “Avviso Pubblico” –  rete di enti locali che si impegnano per promuovere nel concreto la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile – e si batterà apertamente contro tutte le mafie, in particolare con iniziative di sensibilizzazione e per il recupero a fini sociali di beni confiscati alle mafie.

Servono poi iniziative per far crescere la sensibilità “sociale”, come una settimana di iniziative contro la violenza di genere per il 25 novembre, attività contro il cyberbullismo e altro. Ci impegniamo a portare a termine i progetti per la creazione di una casa per le donne vittime di violenza.

Sociale è Formazione/Istruzione: un binomio imprescindibile. Proseguiremo e amplieremo gli interventi in atto per contrastare l’abbandono scolastico e favorire il successo formativo. Migliorare l’orientamento scolastico sarà un mezzo utile in ottica di prevenzione del rischio di disagio, devianza e disoccupazione giovanile. Incentiveremo inoltre esperienze formative utili a rafforzare le competenze trasversali, quali il servizio civile, Garanzia Giovani e altre.

Sociale è Lavoro. Si parte, anche qui, dalla formazione, quella finalizzata all’inserimento lavorativo e rivolta ai giovani grazie alle preziose competenze presenti in città (scuole, CFP, Eurolavoro). Lavoreremo poi per favorire il reinserimento lavorativo di chi è in difficoltà, promuovendo un fondo per borse di studio e tirocini extracurriculari in cui coinvolgere gli enti filantropici e sociali del territorio. Sosterremo iniziative di microcredito, anche gestite da associazioni o fondazioni, in grado di aiutare i cittadini che vivono temporanee difficoltà – cassa integrazione, crisi economica – e sostenere i loro progetti di ripresa.

Sociale è casa. Vogliamo portare a termine nel più breve tempo possibile i progetti “Integration Machine” – circa 30 alloggi in co-housing in Canazza – e “Contratto di Quartiere” a Mazzafame – dove le case popolari sono attese da anni. Ma il sociale è casa anche quando cittadini attivi si fanno promotori di progetti di “abitare solidale”: iniziative di co-housing (abitare in comunità) con finalità di animazione del quartiere e di accoglienza/assistenza di persone fragili, il cui valore sociale sarà riconosciuto. Nel rispetto delle normative vigenti, agevoleremo queste iniziative rispetto agli oneri urbanistici, con particolare attenzione ai progetti che saranno in grado di rigenerare il patrimonio edilizio già esistente, a partire dai cortili.

Sociale è autonomia e mobilità. Continueremo a garantire il sostegno alle iniziative per la disabilità, ma non ci fermeremo. La Rete Verde e del commercio (vedi § 4.5) sarà il più grande abbattimento di barriere architettoniche che Legnano abbia mai visto, restituirà le strade alla mobilità di persone disabili e consentirà loro finalmente di muoversi liberamente e in sicurezza da un capo all’altro della città. Aiuteremo i cittadini e le associazioni a centrare l’obiettivo di una stazione e di una città “step free”: sosterremo la richiesta inoltrata a RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per permettere l’accesso ai treni ai disabili con sollevatori prima e con il rifacimento delle banchine in stazione poi. Promuoveremo una campagna di sensibilizzazione verso i commercianti per l’accessibilità dei negozi e valorizzeremo coloro che aderiranno. Infine, introdurremo progressivamente la figura del disability manager: una funzione della struttura comunale che sia tramite tra i soggetti con disabilità e gli uffici comunali per realizzare – ogni giorno un passo in più –la città veramente inclusiva.

Non ci dimenticheremo, inoltre, delle famiglie con persone con autismo. Per loro sosterremo i progetti che scuole, associazioni e realtà del Terzo Settore stanno via via proponendo per favorire l’abilitazione e l’inclusione nella comunità.

Azienda So.Le: la dimensione intercomunale

“So.Le.”, l’Azienda Speciale Consortile per i servizi sociali del Legnanese, opera dal 2014 per una gestione associata e integrata tra 10 comuni della nostra zona, con l’obiettivo di garantire la migliore efficienza.

A oggi, il Comune di Legnano affida a So.Le. il servizio di tutela dei minori e degli adolescenti, il servizio di assistenza domiciliare (SAD) e il servizio di inserimenti socio-lavorativi (SISL). Tutti gli altri servizi a supporto e protezione dei soggetti bisognosi nelle diverse aree – anziani, minori, disabili, famiglie, fragilità – sono tuttora gestiti direttamente dall’ente comunale.

La ragione di esistere di un’azienda speciale risiede nell’essere ente strumentale ai comuni, utile a migliorare la qualità di vita dei cittadini con servizi di qualità, efficaci e sostenibili. Per questo intendiamo confermare la gestione pubblica della programmazione dei servizi sociali, attraverso il Piano di Zona che dal 2019 unisce i comuni del Legnanese e quelli del Castanese, ma al contempo completare l’affidamento dei servizi ad Azienda So.Le.

Superare il dualismo pubblico/privato. Per nuove sinergie

È nostra ferma intenzione riconoscere e dare valore al ruolo dell’associazionismo e del Terzo Settore nell’azione sociale. Questo è possibile a condizione di un impegno forte e coerente del Comune nella programmazione dei servizi a tutti i livelli – comunale, Piano di Zona, ATS, ASST – per liberare le energie del Terzo Settore stesso.

È importante rafforzare il ruolo del volontariato e del Terzo Settore anche attraverso una ridefinizione del ruolo e del funzionamento della Consulta Comunale del Volontariato, nonché un maggior coinvolgimento del Forum del Terzo Settore per un confronto strutturato con l’amministrazione e tra le associazioni da valorizzare pur nel rispetto dell’autonomia delle singole realtà. Consulta e Forum verranno coinvolti nella programmazione delle politiche di welfare comunale, nelle consultazioni con il Piano di Zona e l’ATS e con iniziative di co-progettazione, perché si possa dare origine ad un unico sistema di protezione sociale che vede la collaborazione di tutti, nella consapevolezza che nessun soggetto o servizio può esaurire da solo le risposte ai bisogni dei cittadini.

Compito dell’amministrazione è anche favorire e stimolare la creazione di reti e partenariati strategici e stabili tra pubblico e privato (ma anche solo tra privati se in logica “pubblicista”) sia per gestire progetti sia per sviluppare “imprese sociali” utili alla comunità.