Blog

Chi più differenzia, meno paga

Compito fondamentale del Comune è sollecitare, incoraggiare e favorire la minore produzione di rifiuti e la più alta quota possibile di raccolta differenziata da parte dei privati cittadini e delle aziende legnanesi. Iniziative di sensibilizzazione, anche simboliche, sono molto importanti. Istituiremo aree plastic-free negli edifici pubblici e proporremo la stessa misura alle scuole del territorio.

Chi produce meno rifiuti e differenzia di più e meglio deve essere premiato. Per questo, rivoluzioneremo la TARI (tariffa rifiuti) con l’introduzione della tariffa puntuale. Non si pagherà più in base al numero di componenti del nucleo familiare e ai metri quadri dell’abitazione, ma sulla base del numero di “sacchi viola” (indifferenziato) prodotti durante l’anno. Gli addetti alla raccolta leggeranno automaticamente il codice identificativo del proprietario, apposto sui sacchetti distribuiti agli utenti.

Aemme Linea Ambiente, l’azienda del gruppo AMGA che effettua la raccolta rifiuti a Legnano, ha già sperimentato questo sistema in alcuni dei 17 Comuni di sua competenza. La quota di raccolta differenziata – come ovunque in Italia sia stata introdotta la tariffa puntuale – ha avuto un aumento sensibile e immediato. Nel 2019 noi legnanesi abbiamo differenziato il 70% dei rifiuti prodotti, un dato stabile da anni, contro l’88% dei nostri vicini di San Giorgio su Legnano. Ecco perché questo è un impegno da onorare subito!

IL CORAGGIO DI… RIGENERARE BENI E SERVIZI ESSENZIALI

L’approccio rigenerativo riguarderà anche i beni e i servizi essenziali che l’amministrazione comunale mette a disposizione dei cittadini. Alcuni ambiti sono universalmente considerati fondamentali: un servizio efficace di igiene ambientale e, in particolare, di trattamento e smaltimento dei rifiuti spetta senza alcun dubbio all’ente comunale, così come la garanzia della sicurezza o la manutenzione di spazi pubblici curati, decorosi, belli da vivere.

Noi vogliamo affermare con chiarezza l’essenzialità di altri servizi, in primo luogo quelli culturali e sportivi. Legnano non può essere un mero contenitore di eventi artistici o culturali in genere, ma ha il dovere di proporre un’impronta, un’identità. La città che vogliamo è permeata da una cultura partecipata e diffusa, non limitata a pochi spazi e a grandi eventi. La città che vogliamo, inoltre, permette ai suoi cittadini e alle numerose associazioni sportive di praticare le proprie attività in strutture finalmente accessibili, funzionali, sicure.

Chi più differenzia, meno paga
Legnano Biometano
L’inceneritore ACCAM: quale futuro?
Non solo telecamere: la prevenzione prima di tutto
Controllo e “cura di vicinato”
Una città bella, una città curata
Chiarezza per chi fa sport
Un piano straordinario per ripartire
Centri civici e servizi di quartiere
Una città, cinque centri
Per una cultura partecipata e diffusa: una città “ad alto tasso culturale”
Un fiume di cultura
I grandi eventi culturali
Il forum della cultura
Obiettivi specifici per la cultura legnanese

La città degli animali

In città il numero di famiglie con un animale domestico è molto alto. Come noto, del resto, gli animali svolgono un’importante funzione sociale per tutti, in particolare per le persone anziane e sole. Ecco perché è dovere dell’amministrazione comunale porre attenzione alle condizioni degli amici animali in città.

Istituiremo un ufficio unico (“UDA”, Ufficio comunale per i Diritti degli Animali) per mettere a sistema i servizi già in corso di erogazione – anche con il Regolamento comunale per la tutela degli animali – e integrarli con nuovi progetti capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini amanti e possessori di animali, e di questi ultimi.

Promuoveremo campagne educative di tutela, campagne di sterilizzazione e di sensibilizzazione alla “microchippatura” volontaria dei gatti. Aumenteremo il numero e la qualità delle aree di sgambatura dedicate ai cani, applicheremo per accedere ai bandi di finanziamento dei progetti di tutela, daremo il necessario supporto al canile di Legnano. Sarà garantito il libero accesso degli animali d’affezione negli uffici comunali.

Al contempo non trascureremo campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono di deiezioni e favoriremo campagne per la raccolta di cibo.

Sarà inoltre possibile incrementare la collaborazione con tutor di colonie feline, incentivare i corsi di educazione cinofila, disincentivare l’acquisto di animali esotici mediante sensibilizzazione sul tema, sensibilizzare alle adozioni di cani ospitati nei canili, monitorare la salute degli animali del Parco Castello.

La città di donne e uomini

La legge 215/2012 invita a inserire negli statuti comunali norme per “assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna” e “garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte”. La successiva “Legge Delrio” 56/2014 fissa percentuali precise: “Nelle giunte e nei Comuni con popolazione superiore ai 3.000 abitanti”, dice, “nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40%”. Noi ci impegniamo a creare una giunta con un numero pari di uomini e donne.

La sicurezza di una città passa anche per l’impegno al fianco delle associazioni che si occupano di violenza di genere e gestiscono case rifugio per persone vittime di discriminazione e violenza. Supporteremo le campagne di sensibilizzazione per prevenire e contrastare questo fenomeno che sembra essersi acuito nel periodo del lockdown.

Proponiamo di rilanciare la Commissione Femminile Pari Opportunità. Tra le altre cose, essa lavorerà sul territorio – in collaborazione con gli istituti scolastici – per far conoscere la storia della conquista dei diritti delle donne e le sue protagoniste del passato e del presente, attraverso convegni, eventi culturali e progetti sul superamento degli stereotipi di genere.

Ci impegniamo a valorizzare alcune figure femminili rilevanti anche attraverso la toponomastica cittadina.

L’ufficio pari opportunità dovrà essere punto di riferimento di tutte le realtà che si occupano di conciliazione, politiche dei tempi di vita e di lavoro e servizi. Pubblicizzeremo e integreremo tutti quei servizi che il consultorio – presso ATS – l’ufficio sociale, l’ufficio istruzione e azienda So.Le già erogano sul territorio. A titolo di esempio ricordiamo il nuovo progetto dell’albo baby sitter, le attività culturali e ginniche in orari pomeridiani per donne in pensione, le attività ricreative rivolte a donne con figli, gli sportelli per l’affiancamento a periodi particolari, quali la maternità.

Iniziative per la scuola, per tutti

In modo trasversale alle fasce di età, realizzeremo un portale web delle attività educative e scolastiche – analogo a quello già esistente per la Cultura – che aiuti il cittadino a districarsi tra le offerte presenti in città e possa avvicinare i soggetti coinvolti con la funzione di contenitore di informazioni utili, forum su argomenti di discussione, newsletter, dialogo tra docenti e famiglie, aree dedicate agli studenti. Promuoveremo inoltre iniziative informative e formative rivolte ai genitori.

Attiveremo, infine, gli uffici comunali per sviluppare la propensione alla partecipazione a bandi – predisposizione dei contenuti, rendicontazione, etc. – per la ricerca di fondi aggiuntivi utili al finanziamento di progetti e azioni altrimenti non realizzabili.

La scuola di comunità: 14-18 anni

Per gli studenti della fascia 14-18 anni il primo obiettivo è migliorare i percorsi di orientamento a conclusione delle scuole secondarie sia di primo sia di secondo grado, per aumentare anche la possibilità occupazionale dei ragazzi con il consolidamento delle reti tra istituti superiori e aziende per l’alternanza scuola-lavoro e ridurre i casi di interruzione volontaria degli studi. Per questo promuoveremo le seguenti misure:

– favorire e coordinare il dialogo con le imprese perché i percorsi di alternanza scuola-lavoro siano inseriti nel percorso individuale di ogni alunno e lo aiutino al raggiungimento delle competenze specifiche necessarie

– attivare un coordinamento stabile tra le scuole superiori e con l’amministrazione per la realizzazione di progetti e politiche condivisi a livello cittadino

– collaborare con i ragazzi dei consigli di istituto delle scuole cittadine per mantenere con loro un dialogo ed essere aperti all’ascolto delle loro esigenze e proposte. A completamento del percorso che i bambini iniziano con il consiglio comunale dei bambini e con il consiglio comunale dei ragazzi si attiverà il Forum Giovani.

La scuola di comunità: 6-14 anni

Per la fascia di età corrispondente alle scuole primarie e secondarie di primo grado promuoveremo il consolidamento della cooperazione tra scuole, oratori, famiglie, cooperative sociali e associazioni, per l’avvio di sperimentazioni di scuole aperte il pomeriggio con un’offerta ampia di servizi. In sintesi promuoveremo la scuola di comunità con:

– le strutture. Una politica tesa alla riqualificazione sostenibile e alla riprogettazione di alcune parti come palestre e auditorium per una fruizione collettiva e non solo degli “addetti” alla scuola

scuole aperte. Un progetto che coinvolga dirigenti scolastici, docenti, personale di servizio, famiglie, associazioni, sindacati per l’utilizzo degli spazi per attività sociali, ricreative e culturali nel tempo pomeridiano, sia per genitori e studenti della scuola che per attività aperte alla cittadinanza

rapporti con le associazioni. Una collaborazione virtuosa con le associazioni del territorio – sportive, culturali, ambientaliste, del Terzo Settore – come premessa essenziale per costruire la scuola di comunità.

revisione dei bacini di utenza per la creazione di Istituti comprensivi più coerenti con la struttura della città.

La scuola di comunità: 0-6 anni

Cosa significa “scuola di comunità”? È una scuola che è parte integrante del tessuto sociale della città, che valorizza le competenze e costruisce relazioni positive tra gli attori, che viene intesa come parte essenziale del bene comune.

Lavoreremo con progetti mirati per le varie fasce d’età. Ecco quali saranno rivolti alla fascia 0-6 anni:

– un centro per l’infanzia e la famiglia con servizi flessibili – frequenza part time o solo per alcuni giorni alla settimana – che risponda all’esigenza di un luogo sicuro per la custodia dei figli e accompagni i genitori con il supporto pedagogico di esperti (“Tempo per le famiglie”), con laboratori per bambini, ludoteca, spazi per feste di compleanno. Sarà un luogo di incontro e di scambio, un aiuto alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e un sostegno alla genitorialità

– il sostegno al coordinamento pedagogico tra le Scuole dell’infanzia paritarie, per trovare strategie comuni di lavoro e strumenti condivisi pur nel rispetto delle specificità di ciascun istituto. Nella stessa direzione andrà la rete di coordinamento tra nidi privati e comunali, anche per valorizzare l’esperienza di rete che alcuni di essi hanno già avviato

– il miglioramento della convenzione con le scuole dell’infanzia per assicurare una retta mensile accessibile anche per le fasce più deboli, proporzionata alle fasce ISEE, e per accogliere alunni disabili con adeguati interventi di assistenza e sostegno tramite personale qualificato. Verrà previsto un monitoraggio dei costi derivanti dall’inserimento di alunni con disabilità che preveda supporto economico per le scuole in proporzione al numero di alunni con sostegno accolti.

Misure per la scuola: gestire l’emergenza

Sul tema della scuola dobbiamo distinguere chiaramente due fasi programmatiche: i primi cento giorni dell’anno scolastico 2020-21, per affrontare l’emergenza post-covid, e una seconda fase in cui realizzare una scuola di comunità.

Nella fase di emergenza dovremo aiutare le famiglie per tutto l’anno scolastico 2020/21, per permettere ai genitori di continuare a lavorare, anche con misure sperimentali e con l’attivazione della rete della solidarietà cittadina per finanziare progetti specifici. Cosa faremo dunque?

– creeremo un “fondo nidi sicuri“: useremo tutte le risorse rese disponibili da Governo e Regione per famiglie con figli nella fascia d’età 0-3 per perseguire l’obiettivo “nidi gratis”. Le risorse dovranno dare ossigeno alle famiglie, con priorità a quelle coinvolte in episodi di disoccupazione o cassa integrazione legati all’attuale crisi. Con il  fondo assegneremo contributi per pagare le rette dei nidi sia pubblici che privati, per raggiungere anche le famiglie che non hanno accesso alla misura “nidi gratis” di Regione Lombardia

– sperimenteremo il servizio di “tempo ritrovato“. Coinvolgeremo i centri civici di Canazza e Mazzafame per avviare un servizio con cui i genitori potranno, per alcune ore alla settimana, lavorare in smart working mentre i bambini di 0-6 anni vengono accuditi da personale specializzato (servizio in compartecipazione con le famiglie)

– potenzieremo sperimentalmente i pre e post scuola per la fascia 6-14, per coprire le fasce orarie eventualmente scoperte dopo la riorganizzazione delle scuole a causa del covid o per le giornate di assenza dei docenti, di chiusure e sospensioni.  Il servizio sarà in compartecipazione con le famiglie e sarà un esperimento di collaborazione pubblico-privato che si potrebbe riproporre nei giorni di chiusura delle scuole a Natale e Pasqua.

La città dei giovani

La città è resa viva dalle famiglie, dagli anziani, ma anche – forse soprattutto – dai suoi cittadini più giovani. Oggi, purtroppo, molti giovani legnanesi non trovano nell’amministrazione comunale un vero interlocutore. Il risultato è uno sfilacciamento del legame che unisce ragazze e ragazzi alla città, con l’incapacità di quest’ultima di valorizzare le risorse dei più giovani.

Risolvere questo problema è possibile solo se si governa con i giovani e non ci si limita a governare i giovani. Ecco perché vogliamo creare la “Consulta Giovani“, un organo consultivo che si interfaccerà con l’amministrazione comunale per indirizzare le politiche giovanili della città e fungerà da collettore di tutti i rappresentanti delle realtà giovanili che rendono viva la città. Associazioni giovanili, rappresentanti degli studenti, gruppi giovanili degli oratori: tutti riuniti in un solo luogo per confrontarsi e unire le forze.

L’amministrazione comunale sosterrà inoltre tutte le realtà giovanili iscritte alla consulta con la messa a disposizione di spazi a titolo gratuito o tariffa ridotta per le attività associative, oltre al sostegno economico secondo quanto previsto dal Regolamento dei contributi e delle sovvenzioni.

Focus: una città pensata per i giovani, con i giovani

Un progetto per l’aggregazione giovanile che si sposa con i piani per la biblioteca diffusa e le aree verdi – come la zona del Castello – animate da cultura e aggregazione consiste nella realizzazione di un centro giovanile, che potrebbe valorizzare e riprodurre buone pratiche quali la proficua relazione tra Comune e Centro Salice Legnano. In generale, nell’ottica del governo con la comunità, sarebbe ottimale progettare e affidare la gestione dei luoghi aggregativi per i giovani a realtà composte dai giovani stessi, unendo così alla valorizzazione un obiettivo di responsabilizzazione.